Jersey vuole secedere dall’Inghilterra: questione di tasse!

di SALVATORE ANTONACI

Tutti gli occhi degli osservatori di cose britanniche, lo sappiamo, sono oramai rivolti quasi magneticamente al nord scozzese da dove, nell’autunno 2014, potrebbe partire una crisi epocale o quanto meno un cambiamento profondo nelle sorti del Regno Unito. E, invece, qualcosa sembra muoversi , con un certo anticipo, nel profondo sud, giusto nel mezzo di quel Canale della Manica, teatro di gran parte delle spesso turbolente vicissitudini storiche e soprattutto dei conflitti tra i dominii di Sua Maestà e le potenze continentali europee.

Stavolta, la minaccia non parte dalla formidabile Invencible Armada spagnola o dalle navi da guerra napoleoniche, bensì da un isoletta di modesta estensione (119 kmq) e popolazione (nemmeno 100.000 abitanti). Accade, infatti, che Jersey, dipendenza diretta della Corona senza essere componente dello stato inglese, abbia minacciato, per bocca di un importante membro del locale autonomo governo, di recidere del tutto il legame con la madrepatria. Parrebbe la classica sparata da film ed invece così non è. In primis perché il motivo scatenante di tanto clamore trova le sue serissime ragioni in un contenzioso fiscale di non facile risoluzione. Jersey e la vicina Guernsey godono di uno speciale statuto che permette la franchigia da tutta una serie di tributi fiscali esatti dall’Inghilterra. Primo tra tutti, l’artefice di questa crisi, il VAT, ovverosia l’IVA, che, con una sentenza dell’Alta Corte, si è stabilito di dover sottoporre alla normativa inglese. In soldoni, niente più acquisti di DVD o CDs o altri prodotti ancora quasi a gratis come ora.

Il ricorso respinto delle due entità territoriali si inquadra nel climax che sta contrapponendo anche il sinora piuttosto tollerante stato britannico ai cosiddetti paradisi fiscali, vere spine nel fianco dei giganti nazionali che non ammettono più deroghe al proprio strapotere tassatorio. Ovviamente, come altri loro omologhi, anche Jersey e Guernsey hanno attirato, nel corso dei decenni, tutta una fauna di finanzieri d’assalto, semplici naufraghi alla ricerca di un nuovo inizio e solerti ed abili operatori turistici smaniosi di far fruttare i propri talenti. Una piazza finanziaria di  prim’ordine, quindi, ma non solo. Basti pensare alla rinomata varietà di mucche Jersey ed all’omonima pregiatissima patata. Un connubio di passato e presente, un microcosmo che in epoca di leviatani quasi orwelliani stride non poco. Di fronte all’offensiva di costoro l’unica risorsa residua è davvero quella di scagliare verso il potente vicino ridivenuto tiranno il sasso dell’indipendenza. Con l’augurio sentito e condiviso che possa avere lo stesso successo del notissimo antecedente biblico.

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7 Comments

  1. lafayette says:

    La differenza tra le varie entità e denominazioni che costituiscono la Gran Bretagna le teniamo ben presenti, grazie. Non volendo utilizzare sempre il medesimo termine ci pieghiamo ad un uso corrente ancorchè inesatto. Non mi pare quindi il caso di sputar sentenze in questa maniera

  2. Fabio says:

    http://biopresto.blogspot.it/2008/04/sovranita-monetaria-popolareguernsey.html

    UNA STORIA VERA SULLA SOVRANITÁ MONETARIA che racconta l esperienza di un isola dopo le guerre napoleoniche

  3. Fabio says:

    Sull’ isola di Guernsey regna LA SOVRANITÁ MONETARIA.

  4. aussiebloke says:

    Jersey non puo’ secedere “dall’Inghilterra” come avete scritto, perche’ non fa parte dell’Inghilterra (e neanche del Regno Unito). Non esiste uno “stato inglese”. Non esistono “tributi fiscali esatti dall’Inghilterra”. Non esiste una “normativa inglese”.

    Quand’e’ che i giornalisti itagliani impareranno la differenza fra Inghilterra, Gran Bretagna, Regno Unito e Corona britannica, invece di usarli indistintamente come sinonimi? Almeno su questo giornale, per piacere….

  5. lafayette says:

    Utilissime puntualizzazioni. Grazie! Sulle limitazioni alla VAT hai ragione…ma temo solo nel breve termine

  6. jimmie says:

    …. e dimenticavo. Guernsey e’ gia’ indipendente a modo suo dall’Inghilterra. E’ retta da un consiglio e governata da leggi scritte in francese antico. Francese che non e’ parlato nell’isola ma che ha lasciato poche tracce in un patois tra qualche anziano. Il governatore dell’isola e’ nominato direttamente dalla regina. Invece a Sark, altra isola del Bailiwick, il titolo di governatore e’ ereditario – della originale famiglia feudale. Uno dei piu’ recenti governatori lavorava in una fabbrica in Inghilterra quando ha dovuto smettere e trasferirsi a Sark per assumere il governatorato. Era il nipote della famosa Dame Sibyl Mary Hathaway – famosa per aver confrontato senza peli sulla lingua le truppe tedesche in WW2. I tedeschi occuparono le Channel Islands per tutta la durata della guerra
    jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  7. jimmie says:

    Chi scrive ha vissuto per 5 ammi nell’isola di Guernsey. Vorrei fare osservare che le mucche Guernsey sono piu’ note delle mucche Jersey. Danno un latte che ha quasi la consistenza del burro. Inoltre Guernsey e’ la capitale dei pomodori forniti all’Inghilterra – le note Guernsey toms.
    E non per essere pignolo, ma la VAT a cui Salvatore si riferisce, almeno per ora, verra’ applicata a merce acquistata e spedita in Inghilterra – e non a chi, essendo in Guernsey, comprera qualcosa sul posto.
    Non ho investigato su Jersey, ma suppongo che la riforma applichera’ uniformemente anche li’ – nonche’ alle altre graziose isolette del “Bailiwick” (sheriffato) di Guernsey, Sark, Alderney e Herm.
    jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

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