Je suis Macron

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di STEFANIA PIAZZO – Non tifo per Macron. Non tifo per la Francia. Ma mi tocca dire je suis Macron. E’ una eresia? Davanti alla catastrofe diplomatica innescata dal governo italiano in cui un vicepremier fa accordi politici con i gilet gialli,  tradotto 10 morti, 3000 feriti e 5000 arresti, ovvero chi ha dichiarato guerra al capo dello Stato, ebbene, non resta che scegliere da quale parte stare. O con la democrazia, la pace, oppure con chi fa la guerra. Si può discutere sulla politica di Macron, ma non si possono stringere alleanze con chi brucia una capitale.

Sorprendentemente come nulla fosse il premier Conte e il ministro Toninelli presenziano alla demolizione dei monconi del ponte Morandi. Faranno un filmino anche per questo, come fatto con Battisti a Fiumicino? L’istituto Luce in versione diretta facebook proporrà la comparsata di governo? Della serie, quando gli atti dovuti dello Stato fanno spettacolo. Nel frattempo il ministro dei Trasporti afferma in merito alla Tav, “chi se ne frega di andare a Lione”. La Francia non si fa attendere: si chiama fuori da Alitalia dopo gli audaci strappi del governo dal partner francese. L’ultima puntata della saga è “i migranti teneteveli voi”. Come dare torno a Parigi? Trovino ospitalità presso i gilet gialli. Da ultimo, l’Eliseo dà una lezione sul significato dei ruoli quando si occupano poltrone istituzionali. Salvini aveva proposto un tavolo di riconciliazione.

“Il dialogo non è mai stato spezzato, ma c’è anche un presidente del Consiglio in Italia, si chiama Giuseppe Conte, è lui il capo del governo italiano e Macron lo ha già incontrato molte volte“. Così il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha risposto ai microfoni di Europe 1 a una domanda sulla disponibilità espressa da Matteo Salvini a incontrare il presidente francese.

Hanno ragione. Che a decidere dove tirare la coperta siano Di Maio e Salvini e magari Toninelli (il senatore mago dei trasporti è ripescato nella quota proporzionale poiché nel suo collegio arriva terzo dopo Forza Italia e il Pd, ndr), a Parigi non interessa. Loro sanno chi deve contare. Gli altri son nessuno.

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2 Comments

  1. caterina says:

    e i 5S sono gli stessi che per il Venezuela che è lontano stanno con Maduro!… valli a capire.. Sono giovani! giocano sulla pelle degli altri… ma fra gli altri ci siamo anche tutti noi, che non lo siamo più.

  2. mumble says:

    Tutto verissimo. Teniamo anche conto dell’enorme mole di debito pubblico italiano in mani estere….
    I casi sono due: o abbiamo al governo una massa di irresponsabili, oppure, come penso io, il tutto è il risultato di una strategia (anch’essa irresponsabile) che mira a isolare l’italia per poi uscire dall’euro o essere cacciati dall’euro.
    E’ naturale che la politica debba preoccuparsi di questo secondo scenario: la Padania, il Nord, chiamatelo come volete, deve sapere da che parte stare e dirlo chiaramente.
    E prepararsi all’eventualità non remota che il Sud, che ha visto perdere i propri privilegi in Europa, voglia trascinarci nel baratro con lui: alla malparata, pensano, ci manterranno i cretini settentrionali.
    Urge avere piano B: secessione.

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