IV: il referendum veneto? Disposti a pagarcelo da noi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di LODOVICO PIZZATI*

Entro fine mese il Consiglio Regionale si riunirà per discutere il progetto di legge per indire un referendum sull’indipendenza del Veneto. Le critiche sollevate a questo esercizio di democrazia sono: spreco di denaro, perdita di tempo, giuridicamente fasullo, culturalmente vile.

Come leader del movimento che ha ideato e promosso questa iniziativa referendaria ci tengo a rispondere punto per punto a questo coro di dissenso infondato.

Il costo di un referendum regionale non è di 20 milioni come ostentato da voci senza alcuna competenza. Ancora l’autunno scorso il Presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato ha stimato la spesa referendaria a meno di due milioni di euro. Se necessario, siamo disposti ad autofinanziare il referendum, perché per molti imprenditori ottenere l’indipendenza del Veneto è un investimento per il futuro benessere delle nostre imprese e del nostro lavoro.

Consultare i cittadini non è una perdita di tempo, ma l’unica azione politica in mano alla Regione Veneto. E’ vero che il problema urgente è la disoccupazione ed i suicidi dovuti alla crisi, ma allo stato attuale il nostro potere decisionale è delegato a Roma e solo il parlamento italiano ha il potere di alleviare il disagio economico riducendo la pressione fiscale. E non lo fa. In Regione Veneto possono solo amministrare una piccola frazione dell’enormità di risorse che il nostro territorio produce. L’unica azione politica in mano ai nostri rappresentanti regionali è di interpellare i cittadini ed ottenere un mandato, tutelato dalla comunità internazionale, per garantire la totale indipendenza amministrativa e fiscale.

Non è giuridicamente fasullo e ogni giurista conferma che non è vietato, sebbene alcuni abbiano riserve sulla fattibilità. A fine mese il Consiglio Regionale non deve dichiarare l’indipendenza veneta, ma semplicemente decidere se interpellare i cittadini, non come sondaggio inutile, ma per ottenere un mandato popolare da far valere all’ONU.

Non è culturalmente vile, anzi. Vogliamo un Veneto aperto al mondo e integrato in Europa. Due terzi dei paesi europei hanno tanti cittadini quanto il Veneto. Parliamo della Danimarca, della Finlandia, dell’Austria, per non parlare della piccola Slovenia, o dei paesi baltici, che hanno più rappresentanti in parlamento europei che noi veneti. Vogliamo un Veneto virtuoso, solidale e felice. Lasciamo la parola ai cittadini.

* segretario Indipendenza Veneta

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18 Comments

  1. paolo bampo says:

    Vedono il bruscolino nell’occhio del vicino ma non la trave nel proprio.
    Ma come fa certa gente che ha bruciato tonnellate di miliardi (per non parlare di quelli rubati) a preoccuparsi di 4 soldi per un sano referendum? Che si siano improvvisamente redenti… o che invece sia paura? ma che vadano affan….!!!!!

  2. giancarlo pagliarini says:

    Guardiamo cosa succede qui vicino:
    El 75% de los catalanes reclaman a Rajoy que autorice una consulta
    Siete de cada 10 ciudadanos abogan por que el referendo se celebre aun sin permiso del Estado
    La mayoría quiere votar este año y desaprueba la vía de la declaración unilateral de independencia
    ….confesso che Zaia proprio non lo capisco!!!!

  3. Alberto Montagner says:

    Sul “culturalmente vile” si può sapere chi l’ha detto ? Così gli schiarisco un pò le idee !

  4. Fabrizio says:

    Occhiooooo !!! Non è solo la corte dei Conti e il costo del referendum l’unico problema. Avevo già scritto un commento su un altro pezzo, ovvero dove Zaia dichiarava che, se indetto, era disposto a votare a favore.Probabilmente a qualcuno non interessa sapere dell’altro, ma sottovalutare il problema del progetto di legge per poterlo indire, è veramente da fessi. Chiunque abbia una certa dimestichezza con le normative regionali, lo Statuto Veneto, e le leggi quadro nazionali, ebbene quel qualcuno sa benissimo che il progetto di legge per indire un referendum consultivo regionale, oltre ad essere completamente inutile, non è nemmeno il percorso giuridico istituzionale rispettoso del TUEL e della 241/90. Insomma è inutile e se anche venisse approvato questo progetto di legge, sarebbe impugnabile dalla corte costituzionale italiana, in quanto si tratta di materia concorrente delle leggi costituzionali italiane.

    • Crisvi says:

      Non ti preoccupare Fabrizio,

      Abbiamo fior fiore d’avvocati, anche esperti costituzionalisti, che renderanno questo referendum perfettamente legale e attuativo.

      Per tuo ristoro personale, verifica quante nazioni mondiali sino agli anni 50-60 erano unitarie e oggi sono suddivise in tanti Stati indipendenti.

      Eppure anche nelle loro carte costituzionali si parlava ” d’Unità Nazionale indissolubile “.
      L’articolo 5 della costituzione degli italiani, non è affatto una legge divina immutabile, ma un progetto fatto da uomini e come tale modificabile.

      Il Veneto diverrà indipendente.
      E’ solamente una questione di tempo.
      L’Italia è solamente un carrozzone agonizzante, destinato alla dissoluzione.
      Meglio salvarne le parti ancora valide, le regioni che non contribuiscono a creare debito pubblico.

      Ad Maiora.

      CrisV 🙂

      • fabio ghidotti says:

        è ovvio che l’articolo 5 è solo un pezzo di carta, ma per cambiarlo bisogna averne la forza.
        Quanto all’URSS, il più grosso degli Stati che si sono suddivisi, la cosa è stata facilitata anche dalla sua natura formale di Stato federale…

  5. Amedeo says:

    E’ meglio che vi date una mossa, lo stato della mafia, per finanziare i privilegi dei dipendenti della repubblica, chiederà il pizzo a tutte le imprese del nord che saranno costrette a chiudere.
    Vi manderanno tutti sul lastrico, altro che creare occupazione! La mafia ha occupato lo stato e continua a perpetuare i suoi crimini attraverso le istituzioni. Hanno messo in pratica l’estorsione nei confronti delle imprese per sopravvivere loro e fallire voi. L’Indipendenza è un sacrosanto diritto.

    • Adriano Giuliano says:

      L’indipendenza è una necessità per la sopravvivenza dei veneti, affinché non facciano la fine dell’afritalia.

  6. Alterego says:

    Si può pensare e dire una sola cosa, è possibile che da questo referendum nasca un processo virtuoso, non solo per il Veneto.
    Se solo il referendum avesse successo, (chiaramente non sarà preso in nessuna considerazione dallo stato coloniale italiano) l’effetto domino sarebbe immediato a quel punto nascerebbero come funghi altri comitati simili non solo in Lombardia (dove già esistono) ma anche in Emilia, Piemonte, Friuli.
    Avanti Indipendenza Veneta, siete una speranza non solo per il Veneto.

    • max says:

      concordo in pieno proporrei che tutti anche i non veneti mettessero fuori dal balcone il vessillo con il leone di san marco, io torinese amante dei popoli che bramano libertà, lo esporrò sicuramente… fuori le bandiere dai balconi|

  7. Crisvi says:

    Spreco di denaro ?

    Pensassero gli italiani ai miliardi di euro, che ogni anno costano a noi contribuenti, tangenti, distrazioni, opere inutili, i camminatori siciliani, i forestali calabresi, chi timbra per 10 colleghi assenti ma regolarmente stipendiati, le opere irrealizzate, oppure il ponte sullo stretto di Messina.

    Pensassero se servono 3,6 milioni di dipendenti pubblici, e altri 1,5 milioni di aziende partecipate e/o con sostegni statali, tipo ENI, IRI, ENEL, ALITALIA, Finmeccanica e altre.
    Si chiedano se servono un centinaio di jets F35, che comportano tra costi dei veivoli, nuove strutture, logistiche, risorse umane, materiali, manutenzioni, addestramenti, e altro ancora, un impegno stimato in 14,6 miliardi di euro.

    Tutte scuse quelle dei politiconzi locali, per impedire al popolo Veneto di dire SI all’autodeterminazione.

    Ma i vari Giuda del Veneto, possono star certi che non ci faremo scippare questa nostra unica possibilità !!!

    Dovessimo pure tassarci per favorire i costi del referendum stesso.

    CrisV 🙁

  8. Michele Bendazzoli says:

    Se qualche parassita italiano dice che il referendum per l’indipendenza del Veneto è uno spreco di soldi si metta in fila: propongo di versare un euro per ogni calcio in culo che, noi imprenditori veneti, tireremo verso qualsiasi taccagno italiano che non ci sta finanziare il referendum veneto.
    Se sono tanti come penso i parassiti, in men che non si dica finanziamo il referendum e ci prendiamo pure la soddisfazione di non aver mai speso tanto bene i nostri soldi 🙂

    Ad ogni modo c’è da dire che nemmeno i bronzi di riace ha una faccia tosta simile: hanno fatto decine di referendum inutili di cui non hanno mai rispettato la volontà degli elettori, cominciando da quello per l’abolizione del ministero per l’agricoltura (a cui hanno cambiato nome) e del finanziamento a partiti (spreco su spreco) e hanno il coraggio di dire che il Veneto, una ragione con residuo fiscale di 20 Miliardi di Euro non deve sprecare 2 milioni per fare un referendum per l’indipendenza.
    Cialtroni e ladri parassiti senza la minima dignità a questo infine si riducono i patrioti italiani del portafogli.

    • claudio says:

      geniale quella dei calci in culo!

    • Unione Cisalpina says:

      ma koi milioni di €uro ke la lega ha in kassa o gli 800.000 ke versa al Boss annualmente, loro ke si vantano d’essere x “l’indipendenza del Polo Nord” e fagocitatori della “Makrò_Regione del Nord Afrika”, kualke spicciolo da dare x organizzare kuesta konsultazione popolare, non potrebbero skucirlo !?

      x di + In.Ve. (kosa ke mi ha dato il voltastomako) ha dikiarato di appoggiare il fascista nostalgiko italianista Gentilini ed invitato i suoi adepti a votarlo…

      PS – Mikele Bendazzoli … sei tu kuel kattoliko integrale ke skriveva tanti anni fa sul primo forum della Lega… passandosela da agnostiko !? 😀

      • caterina says:

        mi risulta che a Treviso, senza nulla togliere alla libertà di ciascuno di optare per uno o per l’altro candidato sindaco in ballottaggio, Indipendenza Veneta interessata unicamente a portarci al referendum invita ad appoggiare il sindaco che si pronunci fin d’ora in favore del referendum.

    • Adriano Giuliano says:

      In nessun paese europeo vi è gentaglia politica come in Afritalia.

    • fabio ghidotti says:

      se vi piace spendere i vostri soldi, cari padroni e padroncini veneti, fate pure. Viva la faccia di chi fa pesare di averli, i soldi.
      Solo un monito: quella faccia rischiate di perderla, dopo il risultato del referendum. Poi, cosa vi inventerete?
      Suggerimento economico a Bendazzoli: perchè non si inventa un altro metodo di sondaggio, visto che riconosce (e qui concordo con lui) che tanto l’italia i risultati dei referendum non li rispetta?

  9. gigi ragagnin says:

    Zaia si trincera dietro le spese non autorizzate. a questo punto ce lo paghiamo da noi. Zaia non avrà più scuse.

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