Ius soli, l’assalto finale: spogliati di tutto, mancava l’identità

di GIULIO ARRIGHINI*

Strano riformismo quello di Matteo Renzi. Le droghe leggere non vanno legalizzate ma lo ius soli è pronto nel programma di cambiamento del Paese.

Vuole fare il Tony Blair della situazione, ma i diritti civili, dice, non “sono cosa di serie B”.

Affatto. Purché siano di quelli che decidono altri per noi. Se qualcuno poteva pensare di vedere spuntare all’orizzonte un altro tipo di sinistra, meno comunista e meno ideologica, si sbagliava di grosso. Di sicuro va dato atto che però Renzi nel pensare alla riforma elettorale, a quella del Senato, non pensa che a Berlusconi, poiché, ammette e spiega, è il leader del secondo partito italiano. Con buona pace degli altri frammenti già implosi di centrodestra e di un centro per l’ennesima  volta mancato.

Ma tornando alla questione migratoria, dimentica, il Blair di Firenze, che in Gran Bretagna lo ius lo si concede alla nascita se almeno uno dei due genitori è britannico e se risiede legalmente nel Paese lavorando in modo continuativo.

Sbarcare e nascere e ottenere la cittadinanza, non è automatico.

Facciamo comunque due conti. Cosa potevano rubarci, toglierci ancora dopo le tasse? Dopo i soldi? Dopo il lavoro? Dopo le pensioni? Restava la questione di fondo, l’identità.

E’ l’ultimo attacco frontale, quello definitivo. Sfondato quel muro, non resta più nulla.

Tanti cavalli di Troia sono entrati nel sistema. Sono state annullate le differenze, sono state livellate le conoscenze, sono state

scardinate le regole dei diritti acquisiti.

E’ stata erosa la produzione, la manifattura, è stato avvilito il consumo dei beni prodotti, è stata abbassata la nostra natalità, è stata ridotta la forza vitale e la capacità di fare risparmio.

Ora, l’assalto finale.

La crescita viene parametrata sulla capacità di spendere, sulle tasse da lievitare,  e sul debito per coprire le spese di una società che non cresce più.

Si era arrivati forse ad un armistizio, ad un temporeggiare politico. Forse ci si può consolare la testimonianza militante di Carlo Cattaneo, incitando nel marzo ’48 a non abbassare le armi: «L’armistizio offertoci dal nemico – scriveva a Milano in Contrada Bigli – è stato da noi rifiutato ad istanza del nostro popolo che vuole combattere. Rinviamo di piede fermo quest’ultimo assalto dei nostri oppressori».

Non è cambiato niente, rischiamo di cercare altrove un asilo di libertà non avendo più difese a casa nostra. Da figli di una terra a clandestini a casa nostra.

Basti ricordare tre passaggi chiave: quando la Consulta legò le mani ai sindaci sul fronte delle ordinanze sulla sicurezza dei cittadini; quando la Corte costituzionale ritenne illegittimo aumentare le pene se a commettere un reato è un cittadino straniero clandestino; quando il Consiglio di Stato annullò il piano per riportare la legalità nel porto franco dei rom. Che altro dire? Viva l’Italia di Renzi.

 *Segretario Indipendenza Lombarda

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13 Comments

  1. Veritas says:

    Abbiamo un fiorentino che non si ricorda della grandissima cultura della sua regione e che non sa ensare “in grande” ma limitatamente alle direttive del suo partito.

  2. massimo trevia says:

    sorpresa!sapete chi è massimo trevia?un leghista-un ciellino(dai 12 anni) e un tipo incavolato nero con chi vuole fare invadere l’Italia….tanto che il mio nome di e-mail è marco di aviano,il beato che galvanizzò i cristiani prima della battaglia di vienna nel 1683. e un antenato di mia nonna era eugenio terzo,altro beato e papa dei tempi di san bernardo,che indisse una crociata,credo la seconda. e comunque,non voglio certo”difendere”cl.ognuno risponde per sé stesso!

  3. Carlo De Paoli says:

    Convengo con Giulio Arrighini, estensore di questo scritto.
    Il genocidio, che di altro non si tratta, è stato condotto in maniera strategica graduando nel tempo gli eventi atti a sopprimere la nostra etnia.
    Come indica il Segretario di Indipendenza Lombarda i provvedimenti atti a sterminare le nostre civiltà sono stati diluiti nel tempo per farli accettare gradatamente alla popolazione come cosa ineluttabile.
    C’è una breve, in YouTube, storiella che illustra ed esemplifica questo procedimento adottato dalla nostra classe politica, per farci accettare, per stanchezza, questo destino:
    “La storiella della rana che non sapeva di essere cotta”

    http://www.youtube.com/watch?v=o2hQYSi5bfQ

    Al di fuori di metafora porrei l’accento sul fatto che i nostri governanti hanno indotto a lavorare le nostre donne per consentire alle famiglie di disporre, pur con due stipendi, sempre della medesima quantità di beni di prima.
    Non è così per le mogli degli extracomunitari che, pur rimanendo a casa, si fanno mantenere i loro figli, e sono tanti, dal lavoro delle nostre donne!
    Sicché loro prosperano e noi decadiamo e per giunta manteniamo i figli di coloro che nelle intenzioni dei nostri governanti (Kapò?) domani ci rimpiazzeranno.

    Ma da dove ci arriva questa €uropa che ci sta “disfacendo”?

    “Bernard Baruch (1876-1964), potente finanziere ebreo, nato in Texas, fu il consigliere privato di sei presidenti, da Woodrow Wilson (1916) a D. Eisenhower (1950). Nella prima come nella seconda guerra mondiale, Baruch promosse la creazione del War Industry Board, l’organo di pianificazione centralizzata della produzione bellica. Di fatto, fu una sorta di «governo segreto» degli Stati Uniti, che praticò ampiamente i metodi del socialismo, compreso il controllo della stampa e il sistema di razionamento alimentare”.

    Questo brano e il seguente, è ricavato da una conferenza di Benjamin Freedman nella quale si accusano degli strani personaggi interessati a far entrare gli Stati uniti d’America nelle due Grandi Guerre per scopi che all’America erano estranei.
    L’articolo, scritto dal giornalista Maurizio Blondet, sulla base di quella famosa conferenza, è qui:

    Così parlò Benjamin Freedman:
    http://www.stampalibera.com/?p=229

    “Dopo la seconda guerra mondiale Baruch e i banchieri ebrei americani gestirono i fondi del Piano Marshall. Ne affidarono la distribuzione a Jean Monnet, loro fiduciario. Secondo le istruzioni ricevute, per dare i fondi, Monnet esigeva la cessione da parte degli Stati europei di sostanziali porzioni di sovranità: così fu creata la Comunità Europea.”

    Ora sappiamo come si svolsero i fatti: … il perché viene svelato qui sotto dalla lettera che il rabbino a Carl Marx nel 1848 inviò al padre del comunismo.

    E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848:
    «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante l’unificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante l’istituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dell’umanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, l’elemento
    direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con l’aiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra»

    (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

    Lascio a voi giudicare se qui non si preconizza e si progetta la «eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture», la più feroce discriminazione razziale, lo sfruttamento del prossimo, la violazione ripetuta dei diritti umani.
    I comunisti sono rimasti lo strumento di Baruch Levi e di Carl Marx.

  4. max says:

    Caro Arrighini,Renzi è il peggio che potesse capitare in questo momento,un parolaio,una zucca vuota anzi sotto vuoto spinto.
    E’ la nuova democrazia cristiana,anzi è lunga mano di comunione e liberazione e compagnia delle opere in Toscana,e il parolaio è il volto,l’immagine,lui buca il video piace a grandi e piccini,ed infatti se si ascoltassero con attenzione le sue esternazioni alle convention non dice nulla,ma proprio nulla è l’uomo delle convergenze parallele.
    Infatti non tocca i problemi reali esempio la comunità cinese di Prato e dintorni che prospera grazie ai suoi amici imprenditori,e banchieri fiorentini,no per il parolaio lo ius soli è prioritario,ma quale,in che modi e tempi,ovviamente in stile italiano e cioè ogni gravida di ogni angolo remoto della terra passa per l’italietta,o magari in qualche Ospedale del nord nelle mani di Comunione e Liberazione partorisce e il nascituro diventa italiano cose da pazzi.Rinchiudetelo con la nera nella cappella De’ Pazzi in Santa Croce e buttate la chiave.

  5. elio says:

    il nemici della nostra terra non sono gli immigrati ma i bepensanti che quasi sempre sono feccia sinistra PUNTO!

    • Veritas says:

      Ma
      , elio, quali benpensanti? Quelli che vogliono eliminare la Bossi.fini per far entrare squadroni di stranieri allo scopo di ottenere i loro voti?
      Quelli cosiddetti buonisti che con l’invasione fanno arricchire le loro cooperative o associazioni?
      Mi sa che i benpensanti si contano con le dita di una mano…

  6. Tito Livio says:

    Io devo ancora capire perché 3/4 dei critici della Kyenge
    sostengono che voglia (e con lei Renzi ) lo Ius Soli puro, forse le sarà passato per la testa ma non l’ha mai detto.
    Al di la della questione soli/sanguinis la questione c’è e reputo l’impianto della legge attuale ottimo ma abbasserei il periodo per ottenere la cittadinanza da 10 anni a 8-5 anni, i minori scelgono cosa fare a 18 anni e non ha senso attribuire loro la cittadinanza per il semplice fatto che per usufruire dei servizi sociali non bisogna essere cittadini ma residenti, ora io la cittadinanza l’ho acquistata alla nascita ma ho votato per la prima volta a 19 anni, prima non me ne facevo nulla concretamente. Il punto è la lentezza delle pratiche burocratiche, la legge tutto sommato va bene il resto è fuffa venduta dai politici buona solo per i salottini dei talk show in cui si esprime, il più delle volte, la nullità assoluta. E comunque la Kyenge non si combatte a battute (ma i leghisti poveracci non sanno far altro) ma entrando nel merito del problema.

    • Dan says:

      Il punto sulla kyenge è che se fosse un ministro dell’integrazione serio, scatterebbe come un cobra ogni volta che un suo lontano parente di continente si permette di delinquere perchè alla base dell’integrazione sta il rispetto del nuovo arrivato delle regole del posto e non lo scardinamento di queste ultime per non far stare male il kabobo di turno.
      Invece la troviamo ancora a reggere loro il moccolo in ogni porcheria che fanno.
      Una lega seria, avrebbe capito questo discorso fin dal primo giorno ed avrebbe martellato su quello invece che su primati e banane.

      Una kyenge seria, una lega seria, una politica seria… conto almeno tre ossimori in meno di 60 caratteri…

    • marco says:

      Per fortuna l’itaglia è costotuita da un’alta percentuale di i-tagliani come te. Se il belpaese è fallito e durerà ben poco è proprio grazie agli i-tagliani, non certo al 4% di leghisti “poveracci”.

  7. Albert Nextein says:

    Vedremo.
    Per ora ho l’impressione che renzi si comporti come un idraulico.
    Cambia qualche tubo, ma l’impianto rimane quello.

  8. Rodolfo Piva says:

    Le esternazioni e le enunciazioni di programmi del cicisbeo fiorentino sono la testimonianza della sua superficialità e della sua confusione mentale che gli impedisce di dare il giusto peso alle cose.
    In uno stato in cui la disoccupazione cresce in modo vertiginoso mentre migliaia di aziende private chiudono o si trasferiscono in paesi che valorizzano l’imprenditoria privata, l’unico sforzo che dovrebbe accomunare politici seri, capaci e competenti dovrebbe essere quello di invertire questi trend. Anche chi non è economista di professione comprende molto bene che senza aziende private in crescita non si creano posti di lavoro mentre se si genera occupazione nel pubblico si aumenta solo il debito. A fronte di ciò la zucca vuota fiorentina cosa mette ai primi posti del suo programma ? Lo Ius soli e le unioni omosessuali.
    Questo conferma che la qualità rinnovamento non è direttamente proporzionale all’età di chi si dedica alla politica ma dipende da cosa c’è nella sua testa.

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