Italicum, la nuova legge elettorale: un patto che diventa un “pacco”

di DANIELE VITTORIO COMERO

Il “patto” che diventa un “pacco” o un patto che contiene un pacco. Sembra un gioco di parole, e forse lo è, quello che riferiscono i giornali sulla serrata trattativa per la nuova legge elettorale, definita ampollosamente Italicum. Fosse vera questa interpretazione, resta da capire a chi è destinato il “pacco”. I due protagonisti della scena politica, Renzi e Berlusconi, intanto macinano accordi su accordi, in trattative estenuanti con tutti gli altri partiti.

Nel pomeriggio di mercoledì si ha notizia che il PD e Forza Italia hanno raggiunto una nuova intesa per modificare il disegno di legge elettorale sulla questione delle soglie di sbarramento e del premio di maggioranza. Le agenzie di stampa riferiscono di fonti del PD, confermate dallo stesso segretario del Matteo Renzi. “Bene così. Adesso sotto con il Senato, le Province, il titolo V. E soprattutto con il Jobs Act. Dai che questa è la volta buona“, ha scritto Renzi su Twitter.

I termini del nuovo accordo, che integra quello del 18 al Nazzareno, coinvolgerebbero due punti:

– alzare la soglia per accedere al premio di maggioranza dal 35% al 37% (al partito o alla coalizione che al primo turno raggiungesse il 37% dei voti sarebbe attribuito un premio di maggioranza in seggi pari al 15%),

– ridurre di poco lo sbarramento per l’assegnazione di seggi ai partiti coalizzati, dal 5% al 4,5%.

Quest’ultima sia per la Camera che per il Senato, con la conferma della soglia di sbarramento all’8% per i partiti non coalizzati.

Si mormora di una norma cosiddetta “salva-Lega Nord”, tipo almeno il 9% in tre regioni, per garantire l’accesso in Parlamento con dei seggi propri ai partiti con radicamento territoriale, anche se al momento non sono disponibili dettagli precisi in merito.

L’innalzamento della soglia al 37% viene incontro alle esigenze dei partiti minori, dato che rappresenta un incentivo per i grandi a coalizzarsi con loro per ottenere la maggioranza parlamentare senza aspettare il ballottaggio.

Resta da capire come l’accordo sarà inserito nel testo del disegno di legge attualmente in gestazione alla 1° commissione Affari costituzionali della Camera. Il debutto in aula è previsto per giovedì pomeriggio, 30 gennaio.

La consegna del “pacco” a quel punto sarà cosa quasi fatta, tutti potranno mettere mano all’Italicum e vedere cosa c’è dentro. Le sorprese sicuramente saranno tante. Altre ancora potranno saltare fuori dagli emendamenti che verranno votati in Aula. C’è solo da aspettare una settimana.

Intanto il Cavaliere si gode il ritorno in sella sul suo cavallo preferito e il sindaco di Firenze si sente il Sindaco d’Italia.

L’unico problema è che le fabbriche chiudono.

 

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One Comment

  1. Marco Green says:

    Proposte sempre più ridicole; anziché insistere con penosi stratagemmi e “aggiustamenti”, per magari arrivare ad assegnare, se va bene, una maggioranza del 52%, si ritorni a una legge elettorale seria; a questo punto va bene anche il vecchio Mattarellum (modificato dove serve).
    Ma quei geni della napolitana Corte Costituzionale, poi, non si sono domandati se sia accettabile uno sbarramento differenziato tra chi si coalizza e chi non lo fa?
    A me, anche quello, sembra palesemente “incostituzionale” (metto le virgolette perché tanto quelli pensano e scrivono tutto e il contrario di tutto).

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