Italia, un Paese nel tunnel. I ristoranti non sono più pieni!!!

di GIANMARCO LUCCHI

Partenze col lumicino ad agosto: gli italiani che faranno le valigie per andare in vacanza saranno il 29,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2011, vale a dire circa 15,4 milioni. Ma il dato di agosto e’ solo la punta dell’iceberg, visto che l’intera stagione estiva sara’ falcidiata da un -19% di partenze e da un giro d’affari che crolla del 22%, a 15,3 miliardi, rispetto all’anno scorso. La radiografia e’ di Federalberghi, secondo la quale quest’anno quasi 6 italiani su 10 rimarranno a casa. E il presidente dell’organizzazione, Bernabo’ Bocca, spiega ”di non aver mai visto un calo cosi’ generalizzato e devastante” e chiede lo stato di crisi del settore.

A questo punto viene naturale chiedersi dove sia finita, nel giro di nove mesi, l’Italia dei ristoranti pieni e degli aerei dove non si trova un posto libero. Era infatti l’inizio di novembre 2011 e l’allora premier (ancora per poco) Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa tenuta a Cannes,  fece strabuzzare gli occhi e le budella a gran parte dei suoi concittadini che invece la crisi la stavano già avvertendo da tempo, eccome. Ma forse quelle frasi dal sen sfuggite furono pronunciate dal Cavaliere come atto di ribellione a un vertice europeo, quello di Cannes appunto, dove era stato praticamente umiliato e deve, si è saputo poi, il presidente della Commissione Ue Barroso gli aveva detto in faccia “devi andartene”. Il Cavalier Patacca, nel suo delirio di onnipotenza, pensava che sarebbe stato sufficiente dire una cosa perché questa si avverasse. Abbiamo poi visto come sono andate le cose, e lo stiamo toccando tutti i giorni con mano. Con questo non si vuol dire che la crisi dell’Italia sia colpa di Berlusconi, ma certo la sua testardaggine ad ammettere lo stato dell’arte non ha aiutato.

Ma torniamo ai dati disastrosi sulle vacanze. Secondo lo studio di Federalberghi gli italiani che quest’anno si muoveranno saranno circa 27 milioni tra maggiorenni e minorenni (rispetto ai 33,2 milioni del 2011), pari al 44,7% della popolazione. Il dato di agosto si accompagna tristemente al -21,5% di partenze di giugno (da 8,4 milioni del 2011 a circa 6,6), al -13% di luglio (da 12,5 milioni a 11) e al -27,7% di settembre (da 5 a 3,6 milioni). ”Tra tutti coloro che stanno per fare o hanno gia’ fatto le loro vacanze estive – osserva Bocca – il 76,6% sceglie l’Italia (rispetto al 77,7% del 2011), contribuendo seppur parzialmente a rilasciare ricchezza economica nel proprio Paese e solo il 18,5% (rispetto al 21,4% del 2011) preferisce l’estero. Un’ultima annotazione – aggiunge – riguarda il numero di coloro che non faranno vacanza per motivi economici, che quest’anno si impenna al 51,6% (rispetto al 42,8% del 2011), portando ben 3 italiani su 10 a dichiarare la propria ‘poverta’ turistica’. Il segnale a questo punto – avverte – e’ inequivocabile: la crisi dopo aver falcidiato la classe medio-bassa, adesso sta colpendo il ceto medio che in Italia ha sempre costituito la struttura portante del sistema dei consumi e la situazione ci obbliga a richiedere a Governo e Parlamento lo stato di crisi del settore, unico strumento tecnico-giuridico per mettere in moto, auspichiamo, quella scossa indispensabile per definire mezzi e misure dei quali il turismo non puo’ piu’ fare a meno”.

La durata delle vacanze estive quest’anno sara’ mediamente di 11 notti, come nel 2011, e nel 76,6% dei casi si rimarra’ in Italia (rispetto al 77,7% del 2011). TUTTI AL MARE – Il 68% preferira’ la spiaggia; segue la montagna con il 15,6% e le localita’ termali e del benessere con il 4,2%. LE REGIONI PIU’ GETTONATE – La Calabria sara’ la ‘regina’ dell’estate 2012 col 13% di domanda nazionale rispetto al 9,7% del 2011, spalmandosi tra alberghi, altri esercizi ricettivi e seconde case. Seguono il Veneto col 10,7% (7,2% nel 2011), la Sicilia col 9,7% (13%), la Sardegna con il 9% (10,2%), il Lazio col 7,1% e la Puglia col 6,5%. Piu’ distaccate l’Emilia Romagna, col 4,9%, la Campania, 4,4%, e ex equo Toscana, Alto Adige e Abruzzo (4,2%).

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12 Comments

  1. FRANCESCO ANTONIO says:

    Ancora con Berlusconi! Ma voi giornalisti della ultima ora quando capirete ke i cittadini italiani sanno giudicare e decidere? Agli addetti stampa il compito di riferire sui fatti. E approfondire con articoli di inchiesta.

  2. Albert1 says:

    Italia sì, Italia no… decisamente no, grazie.

  3. Il Lucumone says:

    Chi mangia al ristorante non trasferisce semplicemente quattrini dalle proprie tasche a quelle del ristoratore, ridistribuendo i redditi, ma ne trasferisce una buona parte allo straniero, fornitore di quell’energia e di quelle materie prime che non verrebbero consumate mangiando in casa propria !
    Il progresso nel turismo e nella ristorazione deriva esclusivamente dall’apporto degli stranieri, che lavorano, inquinano, rompono le palle e guadagnano a casa loro, per poi venire da noi a spendere i loro pulitissimi zecchini!
    I ristoratori hanno goduto per decenni dell’illusorio benessere delle classi postproletarie/piccolo borghesi, che hanno sempre speso più in pizza o pizzoccheri in trattoria che nell’istruzione e nella cultura!
    I cuochi improvvisati che fino ad oggi, contando sulla sprovvedutezza di chi conosce solo le mense aziendali, si sono fatti il patrimonio, spesso evadendo il fisco, come rilevano quotidianamente le “fiamme gialle”, aguzzino perciò maggiormente l’ingegno per accalappiare i poveri pirlotti, quelli disposti a risparmiare anche le spese più necessarie per poter “portar fuori a cena” la famiglia !.

  4. Unione Cisalpina says:

    certo ke ‘sti italiani ci sovrastano… mai ke si possa parlare dei cisalpini e sapere dove kuesti vanno a fare le ferie… dobbiamo sempre essere miskiati kol terrone italiko ke ci konfonde e dissolve…

    Dove vanno i cisalpini in ferie e l’andamento delle presenze turistike in padania … kueste sono le kose ke vorrei principalmente konoscere e su kui parlare …
    basta italia !

    … Ma forse quelle frasi dal sen sfuggite furono pronunciate dal Cavaliere come atto di ribellione a un vertice europeo, quello di Cannes appunto, dove era stato praticamente umiliato e deve, si è saputo poi, il presidente della Commissione Ue Barroso gli aveva detto in faccia “devi andartene”…

    frankamente non kredo mi si possa tacciare x berluskonista e xò sapere del komportamento tenuto dal Barroso nei riguardi del mio presidente del konsiglio, se fossimo in Padania (al di là del personaggio ke mi rappresenta), mi indignerebbe senza se e senza ma, tanto da rikiederne la sue dimissioni (del Barroso, dalla presidenza UE) IMMEDIATE…

    kritiko e severo verso il berluska sì, ma non certo plaudente verso il Barroso…

    • Massimo says:

      Al berluska nessuno da più credito: fuori dalle alpi lo spernacchiano ovunque. Questo è un dato di fatto assoluto, che ci fa capire (se abbiamo materia per analizzare e capire) quanto siamo stati ingenui noi a dargli tanto credito… Di Barroso, personalmente, me ne importa il giusto ma non sono abituato a difendere per partito preso coloro che mi rappresentano, soprattutto, se, agli occhi del mondo, mi rappresentano male. Quest’uomo sono 18 anni che ci promette il federalismo e ci ha dato … ben’altro. Svegliamoci, per favore che il federalismo o meglio, l’indipendenza non passano da concessioni di ricchi puttanieri ma dalla voglia NOSTRA di farlo, incaxxandoci, se occorre.

  5. Maciknight says:

    Più che di un TUNNEL si dovrebbe usare la metafora del POZZO senza fondo per l’Italia, neppure i russi nella penisola di Kola sul Baltico sono riusciti a scavare così in profondità, un pozzo senza fine in quanto si continua a scavare senza alcuna consapevolezza e responsabilità e così la luce si allontana sempre di più. ESATTAMENTE IL CONTRARIO di quanto affermano i politicanti che frequentemente dicono di vedere la luce in fondo al tunnel … Anche gli sburoni che adesso fanno finta di niente e spendono i soldi NON LORO (rubati, ereditati, parassitati, ecc.) SI TROVERANNO IN DIFFICOLTA’ quando collassera il sistema politico monetario finanziario e si troveranno con carta colorata in mano da usare come tapezzeria …

  6. Arcadico says:

    Confermo!
    Ieri avevo un pranzo distensivo in quel del savonese.
    Partenza da Bergamo
    Preoccupato per il viaggio, era ampiamente stata segnalata come giornata da bollino nero, siamo partiti presto, facendoci il segno della croce e confidando nella provvidenza!

    Risultato?
    Nemmeno un minuto di colonna.
    Il ristorante prescelto compresi noi aveva solo 3 tavolini occupati.

    Di più spiagge con ombrelloni tutti aperti ma spetralmente semivuote, compresa l’area di spiaggia libera.

    Ora è vero che la Liguria ha una clientela più anziana che giovane, che il posto dove eravamo ha parecchie case di proprietà (zona rinnomata) più che alberghi, il che comporta parecchi pranzi a casa, che con l’ora di mezza può giustificare anche le spiagge semi vuote, eppure qualcosa non quadrava. Cosa fosse non l’ho ancora capito di preciso oggi e cioè un giorno dopo.

  7. Albert Nextein says:

    Crisi?
    Allora,ieri pomeriggio in un grande magazzino c’era la fila a comperare telefoni ed elettronica.
    Roba da 400-500€,iphone e simili.
    In altre zone del negozio c’era una bella tranquillità.
    La gente rinuncia a tutto.
    Ma non al superfluo.

  8. Fausto Boni says:

    Invito il signor Lucchi a fare un’uscita serale insieme a me in quel di Reggio Emilia e capoluoghi limitrofi. Se lo stesso Lucchi fuma, gli consiglio di portare con sé molte sigarette, così saprà come passare il tempo in piedi, difronte ai ristoranti, in attesa che si liberi un tavolo per noi!
    Le associazioni di categoria snocciolano cifre apocalittiche anche quando le cose vanno bene. Si sa, è nella loro natura…
    Anche se meno persone possono permettersi una vacanza vecchio stile, ciò non significa che la gente se ne stia a casa dopo cena a piangersi addosso. I ristoratori questo lo sanno e lo vedono. E infatti non se ne trova uno chiuso per ferie, perché le città sono rimaste piene e CHIUNQUE ha 50 euro in tasca per potersi permettere una serata fuori. Dal bar con la distesa estiva, passando per la pizzeria d’asporto, fino ad arrivare al ristorante più trendy, c’è da fare la fila,o almeno da prenotare un tavolo. Questo non è né un comportamento e né un atteggiamento mentale di chi sta subendo la peggiore crisi dal dopoguerra ad oggi.
    E infatti mi viene da chiedermi come si possa pretendere certi risultati da chi governa, quando nemmeno la famiglia, se non il singolo individuo, riescono a fare sacrifici concreti e dovuti.
    Il fondo non lo si è ancora toccato e forse ciò non succeder mai, perché i soldi ci sono e come!!!

  9. elena says:

    Ma il governo pensa a dare 3000 per l acquisto di auto elettriche e a rimborsare soldi spesi x ristrutturarr case c
    Quando la gentr non ha soldi x psgarr la mensa ai figli, riparare o ricomprare la caldaia rotta o fare la spesa.E vergognoso abche questo decrrto x lo dviluppo in gran parte beneficia chi i soldi li ha…Quando saremo al collasso vorro vederr chi paghera le tasse… e ci siamo vicini il gatto continua a mordersi la coda, ma la casta e i banchieri non si toccano!

  10. FrancescoPD says:

    Altro che chiedere lo stato di crisi… prendere a calci in culo il professore asino!
    Intanto stamattina i giornali scrivono che tutte ma proprio tutte le località attorno ai nostri confini sono piene zeppe, tutto esaurito… non è per caso che li Befera non va a rompere i coglioni ??

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