Italia tripartita e non tripartitica

italiadi SERGIO BIANCHINI – Il PD si conferma come primo partito nazionale. Ma le tre Italie, nord, centro e sud si stanno riposizionando nel quadro politico del paese.

Apparentemente si tratta della nascita del tripolarismo ma la lettura si semplifica se si esamina sezione per sezione la tripartizione che mi sembra prima territoriale e solo poi politica del paese.

Al nord il destra- sinistra tradizionale mantiene la prevalenza stuzzicato dal nordismo di cui la Lega Nord è diventata un flebile, parziale e quasi invisibile rappresentante. Ma il totale assorbimento della lega nel destrismo toglie mordente alla destra stessa e la sinistra continua a prevalere nei grandi centri.

Al centro il PD continua decisamente a prevalere sulla base della sua tradizione di buon governo ma  il grillismo  e il leghismo crescono. Il centro tiene per il PD ma una mutazione profonda è in atto. Avendo costruito  la propria “opulenza” non solo sulla cultura del lavoro ma in buona parte sullo sviluppo dello statalismo  centromeridionalista e antinordista e delle facilitazioni generate in sede fiscale e legislativa da questa alleanza adesso soffre e vede aumentare rapidamente il malcontento di cui lega e grillismo sono espressione.

Al sud e nella capitale del sud, Napoli, il grillismo è assorbito dal demagistrismo che, pur guidato da un leguleio, è ancora più radicale e antisistema del primo. C’è anche una controtendenza espressa da De Luca e a Salerno dove il sindaco è stato riconfermato col 70% dei voti, unica situazione in Italia che indica come una parte  del sud si renda conto della propria precarietà e sia disponibile ad un diverso rapporto con lo stato unitario. Ma per ora prevale  l’antagonismo orgoglioso e irresponsabile.

A Roma il grillismo e l’assenteismo, cioè la sfiducia totale  in una guida nazionale sia subita che esercitata, sono ormai totalmente prevalenti. La tendenza storica di Roma all’anarchia, che per secoli ha visto le lotte di fazione risolte con interventi esterni nella città che in teoria era la sede del massimo potere, continua.

Quindi il paese  esprime chiaramente 3 diversi livelli di evoluzione della coscienza politica e dello stato d’animo dell’elettorato. Il partito più rappresentativo a livello nazionale resta comunque il PD che non ha alternative nella guida unitaria del paese.

Il più disperato di tutti è il Sud rappresentato dal barricadiero De Magistris che si indigna per la fine del meridionalismo tradizionale quando il governo pagava senza discutere tutti i debiti e nessuno vigilava sulla veridicità dei bilanci. Renzi ha abbandonato questa via e cerca di mettere un po’ di controlli o almeno di mandare soldi finalizzati a progetti almeno in parte difendibili. La cosa è bastata a Napoli per sentirsi abbandonata ed al Sud per sentire totalmente la propria inadeguatezza e disorganizzazione. L’orgoglio è tanto ma l’efficienza poca e quindi l’indignazione è destinata a spegnersi.

Si vede chiaramente che la tripartizione del paese sta riproducendo le condizioni di ingovernabilità e di emergenza classiche ed endemiche che ben conosciamo, sotto altre forme, da decenni.

Cosa succederà? Difficile dirlo. Forse il Centro Italia guidato dalla Toscana e da Renzi e sostenuto dalla parte riformista e realista del PD sia Emiliana che Piemontese  riuscirà ad imprimere una svolta complessiva alla politica interna italica ed a spostare il baricentro delle decisioni politiche dal Centro Sud al Centro Nord. Molto dipende dal Nord e dalla sua capacità, per ora inespressa, di proporsi come guida o formare alleanze nuove per la nuova guida. La situazione è tale che impone due strade diametralmente differenti: o la  secessione o la guida del sistema.  Ma la coscienza di queste urgenze sembra ancora flebile.

 

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1 Commento

  1. Fil de fer says:

    Proprio perché siamo stanchi dei giochetti politici e delle discussioni infinite sui risultati vogliamo creare un nostro stato ed avere la nostra libertà.
    Il VENETO si è rotto e lo si vede anche a livello economico.
    Roma dovrà pensare come sostituire una regione che si avvia alla decadenza economica e che quindi vuole fare da sé senza più roma tra le gambe come palle ai piedi.
    WSM.

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