In Italia siam tutti spiati. Ma i nomi di qualcuno rimangono segreti

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

In Italia ogni cittadino viene spiato con tutti i mezzi possibili e, se appena, appena, si ritiene che possa costituire uno scoop viene messo alla berlina su tutti i mezzi di comunicazione disponibili. Questo alla faccia della privacy per la tutela della quale si è addirittura creato un ente diretto dall’ineffabile, angelico (ma non troppo) Stefano Rodotà (ta, ta, ta) la cui caratteristica fondamentale è il lauto stipendio e l’emissione di norme vessatorie su argomenti di assoluta inutilità.

Vi sarete senz’altro accorti che siete costretti a firmare carte infinite sulla privacy e sulla non appartenenza alla mafia. L’Italia è il paese dove si spia di più. Forse perché, senza spiate, non si riuscirebbe a beccare, attraverso tecniche serie di indagine, neanche una qualunque formica in un formicaio. Pensate che in USA il famigerato Al Capone è stato preso attraverso un controllo dell’evasione fiscale! In Italy, invece, altro che il tenente Colombo! Qui invece, recentissima norma, si spieranno i conti correnti arretrando sino al 2011,  spiate su cui verrà garantita (ridete) l’assoluta privacy. Non mi meraviglierei, se ad un certo punto fossero in libera vendita gli elenchi dei correntisti classificati per entità del deposito, per far sì che gli eventuali rapinatori vadano a colpo sicuro.

Privacy tanto decantata con garanzie ridicole, quanto non rispettata quando diventa scoop interessante economicamente per i mezzi di comunicazione. Questa azione  di controllo dei conti correnti stanerà gli evasori con l’eccezione della maggioranza, ossia della mafia (camorra e simili), che non verrà assolutamente toccata perché è tutta gente dal grilletto facile. Pensate (udite, udite) che l’Italia è stato recentemente uno dei primi paesi a protestare nei confronti delle intercettazioni USA. E’ proprio il bue che da del cornuto all’asino! Esiste, tuttavia, una serie di segreti, che neanche nell’URSS riuscivano ad essere mantenuti a tale livello di riservatezza. E sono i segreti relativi ai nomi di persone che fanno “certe cose” a conoscenza di tutti (le cose) ma non degli autori. Cominciamo con il Parlamento. Si ammicca, si mormora, ma nessun giornale, così pronto e puntuale nell’indicare a chiare lettere chi va a letto con chi, se “chi va a letto”, salvo che sia “persona di riguardo” (nel pieno significato mafioso del termina ).

Veniamo alle riforme. Ci sono, da tempo immemorabile, riforme essenziali da fare.Come ad esempio la Legge elettorale. Chi (nomi e cognomi) si oppone? Ad esempio perché non si scrivono nomi e cognomi di chi trae notevoli utili (grazie esclusivamente ai finanziamenti statali) dal fotovoltaico? Si può essere d’accordo o meno sull’uso di questa tecnologia, ma la suddetta non è una “cosa ignobile”, tale da tenere nascosto chi la utilizza per fare soldi, non il poveraccio, ma chi guadagna “a manetta”. Però chi “ci marcia” deve avere salva la privacy, in Italia e all’estero.

Finmeccanica. E’ uno dei pochi fiori all’occhiello che ci sono rimasti. Ci viene invidiata a livello mondiale talché alcuni grossi concorrenti la vedrebbero volentieri distrutta, specie dopo vendite importanti di prodotti e acquisizioni di aziende chiave sul mercato militare USA. Vi sono azioni italiote volte a spezzettarla e azioni internazionali che premono (si fa per dire ) sugli spezzettatori. Sono relativamente note le aziende estere concorrenti (non commettono, con il desiderio, nessun reato) che ambirebbero allo spezzettamento, ma non sono assolutamente noti i fautori italici, i quali, a differenza dei concorrenti stranieri, non rischiano nulla, ma solo di incassare un premio di “riconoscenza”. Quando Finmeccanica ha conquistato una certa commessa di elicotteri, mollando l’inevitabile “stecca” si è saputo immediatamente tutto, nomi , cognomi, indirizzi, perché ciò serviva a favorire la causa dello spezzettamento. Risultato: Finmeccanica ha visto annullata la propria commessa (con l’aiuto dell’azione fatta sui due marò), commessa che è andata a vantaggio di un “arcinota azienda estera”.

A questo si è aggiunta un avvio di pratica verso SNAM progetti e  SAIPEM “per aver corrotto funzionari governativi in Niger”. Ma questi giudici in quale mondo vivono? Bello o brutto che sia questo è il mondo e chi non ne tiene conto fallisce. Purché a fallire siano sempre “gli altri”. Salvo naturalmente coloro che hanno garantito uno stipendio comunque vadano le cose, che piova o che faccia bello.

Energia. Perchè non si scrivono i nomi di chi si oppone all’introduzione di una qualsiasi forma di energia rinnovabile  (eccetto Fotovoltaico e  un po’ anche l’eolico) o non rinnovabile, oltretutto finanziatori di ben due referendum anti- nucleare?

Finanziamenti. Perché non vengono citati i nomi di chi i finanziamenti riceve e a che titolo? Specie le cosiddette ONG? Leggendo il libro della Furlanetto “L’industria della carità” vengono i brividi poiché il collegamento con il problema dell’ immigrazione in Italia fornisce abbondanti certezze. Governo e stampa non ce la raccontano giusta, accontentando sì di sciacquarsi la bocca, continuamente, con una vaghissima “spending review”!

Chiaramente il fatto di non citare i nomi fa comodo ad una certa stampa, perché così può scrivere quello che vuole, senza prove, evitando accuratamente le querele e di inimicarsi (questo probabilmente è il vero motivo ) i “pezzi da novanta “.

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