Italia sempre più centralista: le Province lombarde escono dall’Upi

di REDAZIONE

Le province lombarde lasceranno l’Upi, Unione delle Province Italiane, con l’obiettivo di dar vita, insieme alle province di Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Liguria a una Unione delle Province Settentrionali. Per valutare la fattibilità di questo progetto, deciso durante una riunione dell’Upl (Unione Province Lombarda), è previsto un incontro, probabilmente la prossima settimana, con i presidenti delle province coinvolte. Alla base della decisione dei 12 presidenti di provincia lombardi di lasciare l’associazione nazionale, il fatto che l’Upi non avrebbe fatto abbastanza per il Nord nel gestire i tagli e il riordino delle province previsto dalla spending review. L’uscita dall’Upi diventerà effettiva nei prossimi giorni, quando le giunte provinciali approveranno la delibera. “La decisione, maturata all’unanimità, è dovuta al fatto che l’Upi, dovendo difendere tutte le provincie, non è in grado di cogliere le differenze fra amministrazioni virtuose e non. Detto questo è evidente che noi siamo favorevoli al contenimento dei costi ma ci sono differenze importanti fra provincia e provincia e non si può omologare tutto. E con i tagli previsti oggi, vengono penalizzati i virtuosi e premiati quelli che non lo sono. Se l’efficienza delle province lombarde fosse replicata in tutta Italia, non saremmo qui a parlare di tagli”, ha dichiarato Massimo Sertori presidente leghista dell’Upl.

”Stiamo andando verso un’Italia sempre meno federale e sempre piu’ centralista, perche’ oggi vengono tagliate le province ma domani potrebbe toccare alle regioni, e poi ai comuni”. Si e’ espresso cosi’ il presidente della provincia di Milano e del Consiglio autonomie locali Guido Podesta’, a margine della riunione dell’Unione province lombarde durante la quale si e’ discusso sul riordino delle province e si e’ decisa l’uscita dall’Upi. ”C’e’ una carta costituzionale che non viene rispettata – ha aggiunto riferendosi al riordino – e inoltre l’accorpamento non portera’ alcun risparmio effettivo”. Positivo il parere di Podesta’ sulla decisione della giunta regionale di chiedere al Governo di riconsiderare l’ipotesi di riordino delle province lombarde, lasciando invariati i confini. ”Il Cal ha sempre lavorato a stretto contatto con la giunta – ha spiegato – anche la nostra proposta afferma che la Lombardia ha dieci milioni di abitanti, in media 800mila per ogni provincia, e quindi i confini dovrebbero rimanere invariati”.

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5 Comments

  1. Culitto Salvatore says:

    personalmente non vedo niente di nuovo, sempre il solito fumo negli occhi, il popolo non decide nulla ma sono sempre quei quattro politici mafiosi che fanno i loro porci comodi, vogliono cambiare qualcosa? inizino col dimettersi TUTTI e indire nuove elezioni senza ricandidarsi, poi si potrà parlare di modificare regioni, provincie o quant’altro, poi quando si saranno tolti dalla palle si potrà iniziare a fare un referendum comunale su scala nazionale dove ciascun comune deciderà le proprie sorti

    ps se l’efficienza delle provincie lombarde fosse replicata in tutta italia, oggi non saremmo più qui a chiamarci italiani, chi sarebbe albanese, chi marocchino ecc ecc le provincie in questione sono state talmente efficienti, talmente “virtuose” che oggi li possiamo ringraziare per lo stato attuale, per l’incremento della disoccupazione, della corruzione,, delle truffe sanitarie, delle buone uscite milionarie…l’unica parola adatta per definire i politici a capo delle varie provincie italiane è una sola MAFIOSI

  2. Franco says:

    Si deve dare atto ai Presidenti delle province lombarde di aver, almeno timidamente, coraggio di contrastare le decisioni centralistiche. Il principio che dev’essere concretizzato è quello di porre le istituzioni contro le istituzioni. Rileviamo anche che i Presidenti delleRegioni (in prima fila quelli leghisti) sono imbelli e non si pongono alla testa di manifestazioni contro il centralismo. Hanno paura di essere arrestati? Allora fuori dall scatole! Voglio vedere chi può arrestare persone che rappresentano 30.Milioni di cittadini! E se qualcuno tentasse sarebbero i cittadini, a questo punto, ad intervenire ad intervenire. E ci sono.

  3. livia finisterra says:

    Ma ragazzi, aprite gli occhi, secondo voi con Sertori si viaggia verso una meta indipendentista? Ma fatemi il piacere….

  4. Alessandro G. says:

    crack crack crack l’italia scricchiola sempre più. Finalmente il sogno di milioni di abitanti di essere se stessi e non più associati agli estranei e fallimentari italiani, di essere amministrati da se stessi e non da persone che arrivano da migliaia di chilometri di distanza e che manco parla e comprende le lingue del posto si sta avverando.
    Grazie Monti, hai dato l’accelerazione alla disgregazione dell’italia (con la i minuscola). Era ora, bye bye parassiti.

  5. fabio ghidotti says:

    questa è una bella notizia! Anche a livello istituzionale cominciano le resistenze alla degenerazione centralizzatrice dell’itaglia.
    Naturalmente i patriottardi strilleranno contro gli “egoismi locali” Peccato per loro che stavolta hanno contro uno schieramento trasversale che ha sollevato obiezioni anche tecniche, quindi oggettive e non interessate.

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