L’Italia affonda, ma il Senato pensa alle riforme che non riformano

di DANIELE V. COMERO

La settimana terribile del Senato è passata e a grande richiesta il 25 luglio sarà replicato il Kamasutra democratico delle riforme. Bersani è stato esplicito: “Indecoroso – riferito a quello che è accaduto giovedì e continua -… siamo occupati da questa bufala istituzionale.” L’argomento è la riforma costituzionale che si sta dibattendo in aula al Senato, che è arrivata all’art. 7 (si rimanda ai precedenti articoli su questo giornale per una cronistoria della vicenda), che si intreccia pericolosamente con l’altra vicenda quella della riforma della legge elettorale, in discussione in un apposito Comitato ristretto all’interno della prima commissione, che avrebbe dovuto chiudersi ieri. Invece, scaduti i termini dei 10 giorni, c’è stato solo un giro di tavolo per mettere insieme una specie di catalogo di tutte le proposte di riforma elettorale.

Apparentemente le due riforme sono binari sfalsati, molto distanti e non convergenti. Eppure, sono legate. Questa settimana i partiti sono riusciti a trovare una nuova posizione: se nel comitato ristretto hanno fatto un giro di tavolo, in aula PD e IDV sono andati sull’Aventino, permettendo al PDL di flirtare indisturbato con la Lega Nord. Il resoconto dell’ultima seduta riporta che “i sen. Finocchiaro (PD) e Pardi (IdV) hanno confermato la decisione dei rispettivi Gruppi di non partecipare più alla discussione, stravolta dal tradimento operato dal PdL dell’originaria impostazione bipartisan che aveva invece garantito al testo proposto dalla Commissione una maggioranza qualificata ormai sfumata. Il sen. Quagliariello (PdL) ha imputato la convergenza del suo Gruppo sul semipresidenzialismo e sul Senato federale ai mutamenti nel frattempo intercorsi e resi evidenti dai risultati del recente turno elettorale amministrativo”.

Si ricorda che il PDL alle ultime elezioni insieme con la Lega, ha preso una scoppola da paura, per cui non si capisce il senso di questa affermazione, forse è quello di raccogliere le forze residue in un ultimo estremo tentativo di cambiare il corso degli eventi politici approvando una riforma costituzionale, che vedrà la luce solo in caso di successo del probabile referendum popolare di conferma. Ma allora a cosa serve? La sinistra sbraita dicendo che è propaganda per la campagna elettorale, può essere, ma c’è di più, c’è un flirt tra il Cavaliere e Maroni. Le cronache di questi giorni riportano della prima volta di Bobo a palazzo Grazioli, accompagnato da Roberto Calderoli, come capo della Lega. Dicono di aver discusso della proposta di legge elettorale depositata sul tavolo del comitato ristretto. Il neosegretario dichiara: ”La nostra proposta può essere la proposta di tutti, ieri ho parlato con Berlusconi e Alfano, Calderoli ha parlato con l’Udc e, nei prossimi giorni, sentiremo anche il Pd. Credo sia più che condivisibile e ci sono arrivati segnali positivi. A Silvio Berlusconi non abbiamo chiesto di sottoscriverla, dubito che lo farà visto che parte dal Senato e lui è alla Camera. Il Pdl ha altre idee ma pensiamo di riuscire a convincerli perchè la nostra proposta è la migliore per semplicità di meccanismi”.

E’ proprio così, senza entrare nel merito delle proposte, l’unica novità è il pacchetto presentato dal senatore Roberto Calderoli, che lo propone orgogliosamente ai giornalisti come ”già il testo di sintesi delle diverse posizioni, con in più qualche sprazzo di fantasia”. Insomma, fa intendere, che il lavoro a cui si accingono i relatori e Vizzini la settimana prossima, in pratica è già fatto dal Carroccio, rivendica:”Sul nostro testo sono possibili molte convergenze”. Sarà proprio così? Difficile pensarlo, a stretto giro di posta a gelare i suoi entusiasmi è lo stesso relatore del PD, Enzo Bianco, che osserva: ”Ringraziamo Calderoli ed esprimiamo pieno rispetto per le posizioni della Lega Nord, ma il senatore ha già combinato abbastanza pasticci e guai con il Porcellum. Al Porcellum-due diciamo no grazie’‘.

Si è visto che tutto è rimandato a mercoledì prossimo 25 luglio, ricorrenza storica da celebrare con un’iniziativa di pregio. Il Senato, detto e fatto, ha messo in piedi un cartellone di riunioni che saranno sicuramente all’altezza dell’avvenimento storico, con un altro incrocio tra maggioranze variabili su temi importanti, come la riforma costituzionale e la legge elettorale: al mattino ci sarà la votazione finale sul disegno di legge di riforma costituzionale che introdurrà la riduzione dei parlamentari, il semi-presidenzialismo e il senato federale, subito dopo al pomeriggio tornerà a riunirsi il Comitato ristretto per la riforma elettorale.

Al mattino il gioco è in mano alla vecchia maggioranza PDL-LN, mentre al pomeriggio dovrebbe prevalere l’asse del governo Monti, composto da PDL-PD-UDC.

In conclusione, dopo la settimana nera del Senato, se ne preannuncia un’altra simile, apparentemente ancora impostata da Silvio e Bobo che, con numeri risicati, cercano di spendere tutte le loro residue possibilità nell’intreccio delle riforme, in particolare in quella costituzionale che potrebbe sfociare in un referendum popolare confermativo. Il prossimo anno potrebbe aggiungersi anche la battaglia referendaria, che potrebbe essere simile a quella del ’74,  con la scusa che loro i tagli ai parlamentari li vogliono fare sul serio, non come gli aventiniani del PD e dell’IDV.

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5 Comments

  1. Claudio says:

    Ma cominciare a prenderli a sberle pare brutto?

  2. fabio says:

    Ieri il parlamento ha approvato senza discussione ed a maggioranza bulgara il Fiscal compact.
    Nessuno ne parla.
    Questa massa di criminali servi delle cosche bancarie ci porteranno alla rovina
    Informatevi in rete di cosa si tratta

  3. mauro says:

    Il MOVIMENTO CINQUESTELLE è L’UNICA ALTERNATIVA DECENTE A QUESTI BUFFONI!!
    RAGAZZI GIOVANI E VALIDI!!
    NOI VOTEREMO MOVIMENTO CINQUESTELLE!!!

  4. Arcadico says:

    Domanda da pudica educanda.

    Se il grosso della soluzione per il Paese sono i costi standard e il federalismo fiscale … con la crisi nera che c’è … perchè non li si attualizza?

    Vogliono … proprio ….che tutti i voti … alla prossima tornata elettorale vadano al …M5S!!!!

  5. lory says:

    questi pagliacci di politici giocano sulla nostra pelle, io auspico che Veneti si svegliano e chiedano con forza l’indipendenza del Veneto.

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