Italia, repubblica clerico-islamica, ma al posto del Papa arriva il Califfo

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di MARIO DI MAIO – Sotto la guida ferma di due statisti del calibro di Mattarella e di Alfano, costruttori di “ponti” immaginari verso il mondo proprio come quello sullo Stretto di casa loro, l’Italia si avvia a diventare una repubblica clerico-islamica, dove però a comandare non sarà il clero cattolico, ma un Califfo che ci verrà “democraticamente” propinato.

Il Vaticano ovviamente si asterrà da “indebite interferenze” anche perché da qualche anno ha dichiarato ingiuste le guerre di religione. Così l’Italia ha potuto tranquillamente ribattezzare “doverosi salvataggi di profughi” l’invasione di clandestini mussulmani, divenuta inarrestabile per assenza di contrasto.

A partire da Milano, poi, si sta anche provvedendo alla programmazione di una quantità “adeguata” di moschee: nessun vescovo protesta e molti prelati auspicano anzi la presenza di una moschea in ogni quartiere. E, nell’attesa che si compia questa “beata speranza”, i delitti aumentano, le cooperative guadagnano e gli scafisti si moltiplicano. A Roma Buzzi ci ha insegnato che gli immigrati rendono più della droga, ma evidentemente al governo interessa poco.

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