Italia, paese in declino: ultima per competitività, tante auto e pochi libri

di GIORGIO CALABRESI

Italia, paese in declin o e con poche speranze. Un paese con tanti anziani e pochi bambini, con pochi occupati e tante famiglie in situazione di disagio economico, con tante automobili e pochi lettori: è la fotografia che l’Istat ha scattato nel Rapporto Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamoi.

Ecco in sintesi alcuni dei temi principali trattati nella ricerca: – UNA FAMIGLIA SU 4 HA DISAGIO ECONOMICO: Il 24,9% delle famiglie ha almeno tre dei 9 segni di deprivazione, quindi non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa nè affrontare spese impreviste o resta indietro con i pagamenti o deve rinunciare a riscaldare adeguatamente la casa o fare un pasto proteico ogni due giorni. Rispetto al 2007, anno pre crisi il dato è cresciuto di oltre 10 punti (era al 14,8%). Nel 2012 resta una forte differenza tra Nord Est (13,5%) e Sud (41%). – ULTIMI PER COMPETITIVITÀ: L’Italia è fanalino di coda in Europa per competitività di costo delle imprese: ogni 100 euro di costo del lavoro il valore aggiunto si attestava nel 2010, ultimo anno di confronto con l’Ue a 126,1,dato peggiore in Ue, contro il 211,7 in Romania. Nel 2011 in Italia la competitività è migliorata (128,5) ma resta più bassa del 135,8 registrato nel 2001. PRESSIONE FISCALE A TOP DA 1990: nel 2012 la pressione fiscale ha toccato il 44,1% sfiorando i livelli svedesi (44,7% in forte discesa rispetto al 51,7% del 2000) complice anche il decreto Salva Italia e l’introduzione dell’Imu. Oltre Svezia, Danimarca, Belgio e Austria è solo la Francia tra i paesi più popolosi ad avere un livello di tassazione superiore a quello italiano. In Italia tra il 2000 e il 2012 la pressione fiscale è aumentata di quasi tre punti percentuali (dal 41,3% al 44,1%).

POSTO LAVORO UNA CHIMERA: tra i 20 e i 65 anni lavorano in Italia solo 61 persone su 100, un dato in calo e lontanissimo dal target Ue per il 2020 (75%). Resta un forte squilibrio tra uomini (71,6%) e donne (50,5%) e tra Nord Est (70,5% di occupazione, vicina ai livelli europei e Sud (47,6%). Solo una donna su tre in età da lavoro al Sud ha un impiego. Peggio dell’Italia fanno solo Spagna e Grecia. Siamo inoltre al terzo posto dopo Grecia e Bulgaria per quota di neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano (oltre due milioni nel 2012). TRA I PAESI PIÙ MOTORIZZATI NEL MONDO: L’Italia è tra i paesi più motorizzati in Europa con 62 auto ogni 100 abitanti, seconda sola al Lussemburgo e tra i luoghi con più vetture nel mondo. Il tasso di motorizzazione in Italia è passato da circa 501 autovetture ogni mille abitanti nel 1991 a circa 621 nel 2012. Nonostante il numero altissimo di auto i morti negli incidenti stradali si sono quasi dimezzati negli ultimi 10 anni. – ITALIA PAESE PER VECCHI: L’Italia con 148,6 anziani ogni 100 giovani è il secondo Paese più vecchio d’Europa dopo la Germania (155,8). La regione italiana più anziana è la Liguria (236,2 ogni cento), mentre la Campania, con un indice per la prima volta superiore a 100, è quella più giovane. La vita media degli italiani si conferma tra le più lunghe dell’Unione, con 84 anni e mezzo per le donne e 79 per gli uomini. L’Italia si colloca tra i Paesi Ue a bassa fecondità con 1,42 figli per donna. OLTRE METÀ PAESE NON LEGGE : Nel 2013 il 43% degli italiani ha letto almeno un libro nel tempo libero. Poco meno di un italiano su due (49,4%) legge un quotidiano almeno una volta a settimana e, tra questi, il 36,2% almeno cinque giorni su sette. Sono sempre più numerose le persone che utilizzano Internet per la lettura di giornali, news o riviste: dall’11,0% del 2005 si passa al 33,2% del 2013. QUASI UN TERZO ITALIANI PRATICA SPORT: Sono 17 milioni e 715 mila le persone di 3 anni e più che praticano sport (circa una su tre): il 21,3% vi si dedica in modo continuativo, l’8,7% saltuariamente. DIGITAL DIVIDE CON UE: Il 54,8% della popolazione italiana a partire dai sei anni utilizza Internet, ma tra questi solo il 33,5% lo fa quotidianamente. La posizione nazionale è decisamente inferiore alla media dell’Ue a 27 pari al 70% di ‘navigatorì. Il nostro paese è in svantaggio anche sulla banda larga: la quota di famiglie che ha una connessione super veloce è del 55% contro il 73% della media europea.

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7 Comments

  1. Questo truzzo di borgata ce lo dobbiamo proprio sorbire? È compreso nel prezzo? Io capisco il dissenso espresso in modo articolato o intelligente o, rara avis, entrambe le cose. Ma farsi stuzzicare gli epididimi da ‘sta specie di poveretto della chiesa di trastevere alla lunga stanca un po’.

  2. Marcaurelio says:

    Unione Cisalpina
    voi padani state con le pezze al culo.
    Se andate da soli senza Roma che ve guida morirete tutti de fame…
    Siete subalterni, avete bisogno di un grande leader Italiano che ve guida.
    Lo vuoi capire o no?
    Me stai pure simpatico e a te, do il permesso de scrivere con il k, ma solo a te agli altri assolutamente no altrimenti se montano la testa.

  3. Unione Cisalpina says:

    parliamo di Padania… basta italia… a me interessa la situazione padana … kuali e kome sono i dati ke ci riguardano ? fuck off italia !

  4. Marcaurelio says:

    A Francesco statte zitto che fai più bella figura…
    Le rivoluzioni nun so pe ‘te
    Le pecore so’ pecore e te ne fai parte…
    Pe’ fa le rivoluzioni ce vonno le ‘palle.
    Gli italiani deveno essere solo guidati bene, da un Leader.
    Berlusconi può risolvere tutti i nostri problemi.
    La jattura di questo nostro paese sono stati e sono i comunisti.
    Dove hanno messo le mani hanno tassato tutto e semo diventati più poveri tutti.

  5. francesco says:

    COSA SI PRERENDE DA UN POPOLO DI PECORE, IL PEGGIO E’ PROSSIMO E DI VERI SCIOPERI DI PIAZZA NEANCHE UN IDEA LA RISPOSTA E’ LA SEGUENTE A BREVE QUANDO L’ ITALIOTA REALIZZERA CHE CHI A VOTATO IN QUESTI ANNI LO A DERUBATO DI TUTTO ALLORA DIVENTERA’ IL PEGGIOR DELINQUENTE

  6. Albert Nextein says:

    Una ricetta perfetta per un declino miserabile.
    Dai, che arriva la ripresa!

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