Italia, paese di infelici. Non serve che ce lo ricordi la classifica

debito-pubblico-italiadi GIULIO ARRIGHINI* – C’è un motivo per sorridere? La Svizzera quest’anno si scandalizza di aver perso lo scettro di paese più felice al mondo secondo la graduatoria stilata secondo i parametri internazionali. Beh, di che si lamenta? L’Italia è ancora 50esima ma con un punteggio peggiore rispetto al 2015. Le pensioni non si sa se ci saranno ancora, il lavoro non c’è, e se c’è è di basso livello. Le tasse non cambiano. I Comuni le devono aumentare. Le banche, salvate dallo Stato con i nostri soldi, a noi soldi in prestito non ne danno, le imprese artigiane crepano, l’immigrazione aumenta… La mafia pure. La corruzione è all’ordine del giorno nella pubblica amministrazione. Perché dovremmo essere un paese felice?

Quest’anno intanto è la Danimarca a stare al primo posto secondo il rapporto della Columbia University (Stato di New York, Usa), pubblicato dalla Rete di soluzioni per lo sviluppo sostenibile (SDSN). Il terzo posto spetta all’Islanda.

Tra i paese più prossimi c’è l’Austria (12esimo rango), poi la Germania, passando  dal 26esimo al 16esimo rango, pure la Francia, che balza   dal 29esimo al 32esimo rango. Beate loro.

Il rapporto 2016 considera la valutazione che le persone hanno dato della loro vita su una scala che va da zero a dieci nel 2015 in 156 Paesi. Quali sono i requisit? Il prodotto interno lordo reale pro capite, l’aspettativa di vita, l’avere qualcuno su cui contare, la libertà percepita nel fare scelte di vita, il livello di corruzione e la generosità.

Cosa ne dobbiamo dedurre? Che l’Italia non cresce, è corrotta, non garantisce libertà ai cittadini. Né fiscale, senz’altro, né di pensiero, né economia né occupazionale. Un paese vecchio, egoista e senza respiro. Viva l’Italia.

Segretario Indipendenza Lombarda*

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2 Comments

  1. Giancarlo says:

    L’italia avrebbe potuto essere il paese numero 1 al mondo. Confermo !!
    Abbia quasi tutto e molto di quello che altri paesi ci invidiano da sempre.
    Purtroppo la classe dirigente politica italiana rispecchia il popolo italiano il quale rispecchia i politici italiani.
    Siamo in un vicolo cieco se non lo sapete.
    Di una cosa sono certo che qui in Veneto non abbiamo alcuna intenzione di salvare l’italia, ma lavoriamo alacremente per salvare noi stessi da questo disastrato paese nato con la guerra ed il sangue.
    Siamo tutti meravigliosi, ma nessuno va d’accordo con gli altri.
    Dunque prenderne atto e rifondare il paese in una nazione federale in cui ogni regione o gruppo di regioni omogenee risulti indipendenti con proprio autogoverni sarebbe la soluzione migliore.
    Ormai è chiaro che solo con la prepotenza, una burocrazia assurda e magari anche in ultima analisi usando la forza già da oggi uno stato centralizzato andrà verso il fallimento come l’Europa.
    Solo con un’organizzazione locale, con politici locali e un governo locale ogni area avrà successo.
    Imporre dall’alto una politica uguale per tutti è già un fallimento il solo enunciarlo, figuriamoci poi se viene come avviene ancora oggi praticato un centralismo bieco e miope.
    Allora…..è un peccato dover morire per non poter vedere cosa accadrà in futuro!!!!
    WSM

  2. caterina says:

    adesso abbiamo anche la certificazione d’infelicità… il brutto è per noi che viviamo in questo paese che dovunque andassimo lo rimpiangeremmo sempre… perché siamo masochisti? no, perché con la morte nel cuore sappiamo quant’è bello e ricco di suo!

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