UNA PROPOSTA DI ORDINAMENTO STATALE DELL’ITALIA FEDERALE

di ANTONELLO LEONE

Dopo avere trattato nell’articolo di ieri, come dovrebbe essere riformato il nostro ordinamento in senso federale nei soggetti amministrativi locali, adesso ci occupiamo di quelli nazionali, quelli cioè che rappresenteranno le istituzioni federali dello Stato Italiano. In questa logica, prendiamo in considerazione tale idea di riforma prendendo per scontato che l’Italia continui ad essere una nazione sotto forma repubblicana, nonostante chi scrive sulla forma di Stato ha sempre avuto idee diverse e continuerà ad averle.

Repubblica d’Italia

Abbiamo già detto in precedenza che il nome della nostra nazione non sarà più Repubblica Italiana, ma Repubblica d’Italia (Republic of Italy), perché si ritiene più corretto così, del resto geograficamente il nostro Paese si chiama Italia, e inoltre abbiamo altri esempi in Europa come il caso della Repubblica d’Irlanda. La nuova repubblica sarà quindi federale e di tipo parlamentare. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, nonostante credo che la veste istituzionale più idonea per una repubblica sia il sistema presidenziale  e cioè quello, che assimila la figura del Capo dello Stato con quello del Capo del Governo, si ritiene che passare dall’attuale sistema parlamentare a quello presidenziale sia un passo più lungo della propria gamba, e che sarebbe meglio continuare a stare in una repubblica parlamentare, pur introducendo rispetto alla situazione attuale, dei nuovi caratteri che vedremo uno alla volta, di seguito. La struttura generale della Repubblica Federale d’Italia, prevede più di una comunanza con la già citata Repubblica d’Irlanda. Anche in questa nuove veste istituzionale e costituzionale, lo Stato Italiano sarà rappresentato tra tre poteri ben distinti: il potere legislativo, il potere esecutivo, il potere giurisdizionale. Tali poteri saranno esercitati in ordine, dal Parlamento Federale, dal Governo Federale, dall’Alta Corte Federale di Giustizia. Oltre a queste tre istituzioni, troveranno posto istituzioni già esistenti nel nostro ordinamento, come la Presidenza della Repubblica, la Corte Costituzionale, la Banca d’Italia, le Forze Armate e le Forze dell’Ordine, altre invece di nuova introduzione in sostituzione di istituzioni vigenti, ma che non si ritiene che debbono continuare ad esistere, una di queste è sicuramente la Corte Suprema Federale che sostituirà il Consiglio Superiore della Magistratura. In questo documento ci soffermeremo sui tre poteri dello Stato, sulla Presidenza della Repubblica e sulle due Corti Federali, quella Costituzionale e quella Suprema.

Parlamento Federale

L’Italia come tutte le democrazie che si rispettano, è una democrazia parlamentare, quindi nell’istituto parlamentare si riconosce totalmente. Il Parlamento è l’organo dove i cittadini vengono rappresentati da Deputati e Senatori, i quali devono agire politicamente per salvaguardare questo principio straordinario, il popolo è il vero sovrano di una nazione, e in quanto tale deve essere tutelato e difeso, da tutto e da tutti ed in particolare dal Governo. Le grandi democrazie di tradizione liberale, sottolineano con una semplice frase questo principio: “il Parlamento devono limitare il più possibile il potere del Governo, e per questo il Parlamento tramite la Costituzione deve fissare il limiti del Governo e di tutti gli altri organi dello Stato che non rappresentano i cittadini, e quindi non agiscono per gli interessi di questi ma piuttosto dello Stato in senso astratto. Nell’Italia federale il Parlamento avrà il ruolo più importante e per questo, dovrà essere organizzato in modo che non possa in alcun modo essere snaturalizzato e quindi, costretto a non dover esercitare il suo ruolo naturale di arbitro della democrazia italiana. Il parlamento federale sarà composto da due camere assembleari, la Camera dei Deputati e il Senato, secondo il principio di bicameralismo imperfetto. La Camera dei Deputati avrà il controllo del potere legislativo, mentre al Senato verrà assegnato quello di Garanzia. La Camera dei Deputati sarà formata da 396 Deputati provenienti da ogni parte d’Italia; potranno essere Deputati federali tutti i cittadini italiani che hanno compiuto il 25° anno d’età, che non abbiano mai avuto condanne penali e che sono residenti nella regione in cui si candidano da almeno 6 anni. L’incarico di Deputato federale è incompatibile con qualsiasi altro incarico pubblico e/o privato. La Camera dei Deputati si rinnova ogni 3 anni e tale durata non può essere modificata per nessun motivo. La distribuzione dei seggi parlamentari viene assegnata con sistema elettorale maggioritario corretto: ⅔ dei Deputati vengono eletti con sistema maggioritario uninominale secco (maggioranza relativa), il restante ⅓ dei seggi viene assegnato ai candidati primi non eletti su base regionale. I 396 seggi vengono così ripartiti:

GRAN PIEMONTE 45 SEGGI
LOMBARDIA 60 SEGGI
TRIVENETO 45 SEGGI
EMILIA-ROMAGNA 27 SEGGI
TOSCANA 24 SEGGI
ADRIATICA 24 SEGGI
LAZIO 15 SEGGI
DISTRETTO AUTONOMO CITTA’ DI ROMA 18 SEGGI
SANNITA 90 SEGGI
SICILIA 33 SEGGI
SARDEGNA 15 SEGGI

 

I Deputati neoeletti, alla prima convocazione dovranno eleggere il proprio massimo rappresentante, lo Speaker della Camera dei Deputati, che assumerà la carica di Secondo Ministro della Repubblica, in quando sarà il Vice Primo Ministro, che avrà il titolo di Guardasigilli, ovvero di colui che dovrà controfirmare ogni atto del Governo, senza la sua controfirma il Governo non potrà fare alcuna azione politica. Nell’attuale sistema tale titolo è assegnato al Ministro di Grazia e Giustizia. Il Secondo Ministro della Repubblica è membro del Gabinetto Allargato del Primo Ministro.

Il Senato federale è composto da 60 membri tutti elettivi, scompare così la figura dei Senatori a Vita. Ogni regione viene rappresentata da un certo numero di Senatori, che vengono eletti con sistema maggioritario uninominale a doppio turno. Il Senato si rinnova ogni 6 anni, nell’Election Day insieme all’elezione del Presidente della Repubblica, del Primo Ministro e dei Deputati. Per essere eletto Senatore, un candidato deve aver raggiunto il 40° anno d’età e presentare gli stessi requisiti dei Deputati. La carica di Senatore è incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica e/o privata. I seggi del Senato federale vengono così distribuiti:

GRAN PIEMONTE 9 SEGGI
LOMBARDIA 3 SEGGI
TRIVENETO 9 SEGGI
EMILIA-ROMAGNA 3 SEGGI
TOSCANA 3 SEGGI
ADRIATICA 3 SEGGI
LAZIO 3 SEGGI
DISTRETTO AUTONOMO CITTA’ DI ROMA NESSUN SEGGIO
SANNITA 15 SENATORI
SICILIA 3 SENATORI
SARDEGNA 3 SENATORI

I Senatori neoeletti, alla prima convocazione dovranno eleggere il proprio massimo rappresentante, il Presidente del Senato. Il Presidente viene eletto al di fuori del Senato, cioé non sarà uno dei 60 Senatori. I requisiti del candidato dovranno essere gli stessi del candidato alla Presidenza della Repubblica, in quanto il Presidente del Senato, assumerà la carica di Vice Presidente della Repubblica, e in quanto tale dovrà controfirmare tutti gli atti presidenziali, dalla firma per la promulgazione delle leggi alla nomina delle varie cariche istituzionali, come Ambasciatori, Governatore della Banca d’Italia, e le assegnazioni delle onorificienze civili e militari. In caso di malattia, morte o dimissioni per motivi vari del Presidente della Repubblica, sarà il Presidente del Senato che diventerà il nuovo Capo dello Stato fino al termine del mandato presidenziale. Non è previsto lo scioglimento del Senato prima del suo termine naturale, come previsto per la Camera dei Deputati. Il Senato e la Camera dei Deputati svolgeranno il loro compito in un’unica sede istituzionale, suddivisa tra Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, e la parte destinata a quando le due Camere dovranno incontrarsi congiuntamente. Entrambe le Camere, avranno delle Commissioni Parlamentari che non saranno più disgiunte. Le Commissioni parlamentari si suddivideranno in tre tipi: Commissioni Permanenti, Commissioni Speciali e Commissioni d’Inchiesta. Le prime saranno formate da ⅔ di Deputati e ⅓ di Senatori; le seconde da metà Deputati e metà Senatori; le terze saranno formate soltanto da Senatori.

Governo Federale

Il Governo Federale è l’organo che detiene il potere esecutivo dello Stato. Ha quindi in mano l’indirizzo politico e amministrativo dello Stato nelle materie che la Costituzione Federale gli assegna. Il Governo federale ha in particolar modo l’esclusiva dell’indirizzare la politica economica e finanziaria, la politica internazionale e la politica di Difesa e Sicurezza Nazionale. Ha inoltre il coordinamento generale della Politica Interna, che possa permettere di raggiungere i fini esclusivi dello Stato: promuovere l’educazione, la salute, la cultura e il benessere della nazione. Tali obiettivi li raggiunge tramite il suo massimo esponente, il Primo Ministro della Repubblica. Il Primo Ministro viene eletto direttamente dai cittadini ogni 6 anni e può essere riconfermato per un secondo mandato consecutivo o no, con elezione diretta tramite il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Per essere eletti bisogna essere cittadini italiani, avere compiuto il 40° anno d’età, non aver avuto alcun tipo di condanna penale, essere residente nel territorio nazionale da almeno 6 anni, e non essere in condizione di poter sollevare dubbi di conflitti d’interesse. Per essere candidato Primo Ministro bisogna per legge sostenere un sistema pre-elettivo (Primarie) all’interno del proprio partito politico di appartenenza, o se si è cittadino indipendente fare regolare domanda al Senato federale presentando un numero di firme di cittadini-elettori non inferiore al 5% della totalità del Corpo elettorale nazionale, oppure essere sponsorizzato da non meno il 20% dei membri del Parlamento Federale. Il Primo Ministro al suo insediamento, potrà contare di due Gabinetti governativi: il Gabinetto Ristretto e il Gabinetto Allargato. Il Gabinetto Ristretto sarà formato oltre che dal Primo Ministro, dal Secondo Ministro (Speaker dei Deputati) dal Portavoce del PM, dai 10 Governatori, dal Sindaco della Capitale, e da un numero variabile di Consiglieri. In questo Gabinetto, il PM può prendere iniziative esecutive senza dover passare per il Gabinetto Allargato o per il Parlamento. Le decisioni devono comprendere l’ambito economico, internazionale e della Difesa e Sicurezza Nazionale, e dovono obbligatoriamente rappresentare un evento straordinario, come quella di ordinare un azione militare mirata e straordinaria (Blitz Militare), oppure quella di richiamare un diplomatico o di espellere uno straniero dall’Italia, così come di prendere iniziative interne, a seguito di fatti importanti che possono mettere a rischio vite umane, come nel caso di terremoti, alluvioni, o di azioni reazionarie che mettano in serio rischio la Sicurezza Nazionale. Tutte le altre azioni, invece, verrano prese in seno del Gabinetto Allargato, che sarà formato dal PM e dai Ministri della Repubblica, dove le decisioni vengono prese in maggioranza (principio di collegialità) e poi presentate in Parlamento. Il Primo Ministro della Repubblica è il Primo Diplomatico, il Primo Tesoriere dello Stato ed è Capo Supremo delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine Federali (Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza). Il Primo Ministro, dato tali poteri è responsabile durante il suo mandato di tutte le sue azioni direttamente e indirettamente imputate dal suo ruolo istituzionale, e di tutti i suoi comportamenti estranei agli incarichi di governo. Per questo è soggetto ad una tutela da parte del Parlamento, così come di una vigilanza specifica che si delinea con l’istituto di Impeachment. Il Primo Ministro può essere messo sotto accusa per qualsiasi reato commesso sotto le sue funzioni. Organo giudiziario competente è il Parlamento Federale per esclusiva. La Camera dei Deputati ha il compito di rinviare a giudizio il PM, il Senato di processarlo con una commissione apposita dove è previsto un solo grado di giudizio, al quale il PM non può rigettare in nessuna sede giudiziaria dentro o fuori dagli organi istituzionali. Può soltanto rassegnare le dimissioni e in quel caso il procedimento viene sciolto e annullato. Le dimissioni del PM non permettono a nessuna Corte di Giustizia ordinaria di proseguire in alcun modo un’indagine nei suoi confronti. Nel caso la Magistratura ordinaria dovesse aprire un’indagine sul PM riguardo un reato commesso dallo stesso prima di prendere possesso dell’incarico, tale indagine dovrà essere congelata e tenuta riservata, per poi essere ripresa alla fine del mandato, in quanto il PM non potrà presentarsi a nuove elezioni, ma dovrà mettersi a disposizione delle autorità giudiziarie. Tale trattamento verrà esteso a tutte le cariche istituzionali pubbliche elettive: tutti i Ministri, i Parlamentari e il Presidente della Repubblica. Sotto la guida del Primo Ministro, ci sono i 12 Ministri della Repubblica che guidano a loro volta i 12 Ministeri della Repubblica:

  1. Ministero per gli Affari Interni
  2. Ministero della Difesa
  3. Ministero per gli Affari Esteri
  4. Ministero della Giustizia
  5. Ministero del Tesoro
  6. Ministero delle Attività Produttive e Innovazione
  7. Ministero per l’Educazione
  8. Ministero per gli Affari Sociali e Welfare
  9. Ministero per la Sanità e Salute Pubblica
  10. Ministero per il Lavoro e la Previdenza Sociale
  11. Ministero per l’Agricoltura, l’Ambiente e il Clima
  12. Ministero per la Cultura, lo Sport e i Media

Alta Corte di Giustizia

Per Alta Corte di Giustizia si intende la rete delle nuove Procure Giudiziarie della Repubblica. Nell’Ordinamento vigente, è prevista una solo organo giudiziario nazionale, chiamato Magistratura Ordinaria, la quale si suddivide nel territorio italiano con le Procure della Repubblica. Con il sistema attuale, esiste una sola magistratura che si occupa di tutti i reati che succedono in Italia, senza alcuna distinzione, a questi reati viene applicato un unico sistema processuale che prevede tre gradi di giudizio, e un unico sistema carcerario. Nell’Italia federale questo non esisterà più. Ci saranno due rami della Magistratura: le Alte Corti Federali e le Corti Distrettuali. Le prime verranno amministrate direttamente ed esclusivamente dalle istituzioni federali, mentre le seconde direttamente dai governi regionali. Le Alte Corti (o Procure) Federali avranno soltanto la sezione Penale e si occuperanno dei reati più gravi, contemplati nel Codice Federale del Crimine. Le Alte Corti si occuperanno quindi, di tutti quei reati che si ritengono più gravi nella vita della nazione: ne faranno parte tutti i reati contro lo Stato (Colpo di Stato, Cospirazione, Alto Tradimento, Terrorismo (per citare i più importanti), i reati inseriti nel Crimine Organizzato (Mafia, Camorra, Ndrangheta), i reati legati ai traffici internazionali (Droga, Armi, Persone, Organi, Minori), i reati di natura economica-finanziaria (Evasione Fiscale, Aggiotaggio, Inside Trading, Falso in Bilancio, etc…), i reati delittuosi particolari (Serial Killer, Delitti familiari). Le Forze dell’Ordine attribuite a reprimere tali reati saranno l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza. Nelle Alte Corti è prevista la suddivisione tra Giudice e Pubblico Ministero. Il sistema processuale verrà articolato in tre gradi di giudizio: I Grado, II Grado (Appello), III Grado (Cassazione). Il secondo grado non sarà più automatico, ma sarà a garanzia della difesa e quindi dell’imputato o imputati. Questo significa che verrà attribuito il secondo grado sempre se l’imputato viene condannato al Primo Grado, ma non se verrà assolto, a meno che la Pubblica Accusa ne faccia richiesta, entro il 90 giorno dalla sentenza del Primo Grado. Sarà una Commissione apposita che dovrà decidere se la richiesta dell’Accusa potrà essere accolta oppure no. Il Terzo Grado, in egual misura, dovrà sempre essere a garanzia dell’Imputato, ma solo per questione di legittimità procedurale, nel caso venga condannato anche all’Appello. Alle Alte Corti viene attribuita una rete di penitenziari federali che avranno il compito di detenere i condannati di questi reati; saranno dei carceri di massima sicurezza dove non potranno essere applicate le garanzie detentive che invece saranno applicate nei carceri distrettuali. Organo di garanzia e autogoverno delle Alte Corti di Giustiza è la Corte Suprema Federale, che avrà il compito di sostituire il Consiglio Superiore della Magistratura.

Presidenza della Repubblica

La Presidenza della Repubblica è la carica più alta della Repubblica Federale. Non c’è istituzione più alta di questa. Rappresenta lo Stato nella sua forma più alta e nobile. Il Presidente della Repubblica rappresenta la nazione e il suo popolo, è garante della Costituzione Federale e quindi dei principi che essa incarna. Il Presidente della Repubblica, contrariamente a quanto succede nell’attuale sistema repubblicano, è responsabile di tutto quello che fa e che dice. Viene eletto direttamente dal popolo italiano, come avviene per il Primo Ministro, con il sistema maggioritario a doppio turno. I requisiti sono in parte quelli del Primo Ministro, oltre a delle differenze importanti: deve essere un cittadino italiano per diritto di nascita, avere compiuto il 40° anno di età, non essere stato condannato ad alcun reato penale ed essere residente in Italia da almeno 6 anni. Contrariamente al Primo Ministro, per candidarsi alla Presidenza della Repubblica non si deve ricorrere all’iter politico interno ai partiti. Si possono candidare alla Presidenza della Repubblica tutti i cittadini italiani che vengono sponsorizzati da almeno il 20% dei membri del Parlamento Federale, oppure che abbiano esercitato per almeno un mandato intero la carica di Speaker della Camera dei Deputati, di Presidente del Senato Federale, di Primo Ministro della Repubblica, di Presidente della Corte Costituzionale, della Corte Suprema Federale, di Governatore della Banca d’Italia, di Presidente della Corte dei Conti, del Consiglio di Stato o di altri Enti federali equivalenti. Nonché tutti coloro che hanno esercitato per almeno un mandato la carica di Governatore di Regione, di Ambasciatore, di Rettore, o comunque di tutti coloro che per aver dato lustro alla nazione, sono stati insigniti di un’onorificienza civile o militare della Repubblica. Potranno candidarsi tutti i cittadini italiani, che avranno raccolto firme per una numero non inferiore al 5% dell’intero Corpo elettorale. Tutti quanti, senza alcuna distinzione, dovranno comunque sottomettersi alla Commissione Etica del Senato Federale, unica istituzione attribuita dalla Costituzione per decidere chi ammettere e chi non ammettere alla lista dei candidati alla Presidenza della Repubblica. Il Presidente della Repubblica rimane in carica per sei anni e può essere rieletto una seconda volta. Durante la carica non può ricoprire alcun tipo di ruolo pubblico e/o privato, nemmeno a titolo onorifico. La carica di Presidente della Repubblica è una carica puramente cerimoniale, all’interno della quale il Capo dello Stato ha dei compiti ben precisi: firmare e promulgare le leggi dello Stato, mettere il Veto Sospensivo nelle Leggi se individua presupposti di incostituzionalità oppure di illegittimità giuridica. Decreta il titolo di Grazia ad un condannato, nomina tutte le più importanti cariche istituzionali non politiche, come i membri della Corte Costituzionale, i membri della Corte Suprema, i membri della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato, il Procuratore dell’Avvocatura dello Stato, il Governatore della Banca d’Italia, i vertici delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, gli Ambasciatori. Spetta al Presidente della Repubblica nominare i membri del Governo Federale su richiesta del Primo Ministro. Il Presidente della Repubblica non potrà entrare in merito al dibattito politico interno, ma attenersi alle sue ristrette prerogative di istituzione Super Partes. Ogni volta che vorrà farlo, lo farà usando gli strumenti che la Costituzione Federale gli assegna: ogni anno con il discorso alle Camere riunite per l’inaugurazione dell’anno parlamentare, nel mese di Settembre al ritorno delle ferie estive; con il discorso radiotelevisivo di fine anno, con i messaggi parlamentari ogni volta lo riterrà necessario e con i comunicati stampa e conferenze stampa, quando lo ritiene opportuno. In tutti questi strumenti comunicativi, prima di essere rilasciati dovrà trasmetterli in modo riservato al Primo Ministro, per essere accettati. Al Presidente della Repubblica non sarà concesso alcun tipo di comunicazione senza il consenso del Primo Ministro della Repubblica. Così come spetta sempre al Primo Ministro dare il consenso ai viaggi di Stato del Presidente e di tutti i suoi spostamenti all’interno del territorio nazionale. Il Presidente come i Primo Ministro è soggetto all’Impeachment ed è soggetto inoltre a sfiducia parlamentare nel caso esca dai suoi compiti istituzionali e dalle sue prerogative. La maggioranza prevista per la sfiducia è quella semplice (50% dei membri del Parlamento + 1 voto).

Corte Costituzionale Federale

La Corte Costituzionale Federale è l’istituzione di garanzia costituzionale. Deve esprimersi ogni volta gli viene chiesto di sciogliere dubbi e conflitti di natura costituzionale. Dalla legittimità costituzionale delle leggi in procinto di essere approvate dal Parlamento Federale, alla legittimità di quesiti referendari, nonché a risolvere controversi istituzionali che vedono implicati enti pubblici federali o tra enti di diverse regioni. La Corte presenzia il giuramento del nuovo Presidente della Repubblica che per l’appunto giura fedeltà alla Costituzione davanti alla Corte. La Corte è composta da 10 Membri, rappresentanti di ogni regione d’Italia. Rimangono in carica per 6 anni e possono essere riconfermati per un altro mandato.

Corte Suprema Federale

La Corte Suprema Federale è l’istituzione di garanzia del Potere Giurisdizionale. E’ quindi l’organo di autogoverno del sistema giudiziario, oltre ad essere l’organo preposto per redimere questioni di natura giurisprudenziale. E’ formata da 10 Membri come per la Corte Costituzionale, ma in questo caso sono tutti togati e quindi vengono da ambienti giudiziari. Rappresentano tutte e 10 le regioni d’Italia, rimangono in carica 6 anni e possono essere riconfermati per un altro mandato. Appena eletti tra di loro eleggono il Presidente e i due Vice Presidente. Il Presidente della Repubblica non è più il Presidente Onorario, e in questo modo la Corte raggiunge la totale autonomia e indipendenza nella sua azione di autogoverno. Non possono essere rimossi i membri per nessun motivo, escluso quello dei motivi di salute. I loro membri vengono nominati dal Presidente della Repubblica, sulla base di una lista di candidati fornita dal Senato della Repubblica, così come avviene per la Corte Costituzionale.

Linea di Successione del Capo dello Stato

Il Presidente della Repubblica viene eletto direttamente dagli italiani, ma durante il suo mandato può vedersi costretto a perdere l’incarico, per motivi di salute, per avvenuto decesso, per dimissioni o altro. In quel caso, non si provvederà ad una nuova elezione, ma ci sarà la sostituzione fino alla fine del mandato naturale, in base ad una linea di successione stilata e aggiornata ogni anno dal Senato della Repubblica. I Primi 13 posti della linea di successione sono i seguenti:

  1. Presidente del Senato Federale
  2. Presidente della Corte Costituzionale Federale
  3. Presidente della Corte Suprema Federale
  4. Procuratore Generale dell’Avvocatura Federale dello Stato
  5. Presidente della Corte dei Conti
  6. Presidente del Consigli di Stato
  7. Governatore della Banca d’Italia
  8. Capo di Stato Maggiore della Difesa
  9. Capo di Stato Maggiore dell’Arma dei Carabinieri
  10. Comandante Generale della Guardia di Finanza
  11. Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano
  12. Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana
  13. Capo di Stato Maggiore dell’Aviazione Militare Italiana

Linea di Successione del Primo Ministro della Repubblica

Il Primo Ministro della Repubblica, come il Presidente della Repubblica, viene eletto direttamente dagli italiani, e anche lui può durante il suo mandato interrompere l’incarico per gli stessi motivi del Capo dello Stato. Anche per il Primo Ministro non è prevvisto più la caduta del governo e le conseguenti elezioni anticipate, o addirittura, la nascita di un governo diverso da quello scelto dagli elettori. Verrà sostituito quindi da un altro soggetto istituzionale basando il tutto da una lista di Successione prevista per Costituzione e redatta dal Senato Federale e aggiornata ogni anno. La linea di successione al Primo Ministro è la seguente:

  1. Presidente della Camera dei Deputati
  2. Ministro degli Affari Esteri
  3. Ministro del Tesoro
  4. Ministro della Difesa
  5. Ministro degli Affari Interni
  6. Ministro di Giustizia
  7. Ministro delle Attività Produttive  e Innovazione
  8. Ministro dell’Agricoltura, Ambiente e Clima
  9. Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale
  10. Ministro degli Affari Sociali e Welfare
  11. Ministro della Sanità e Salute Pubblica
  12. Ministro dell’Educazione
  13. Ministro della Cultura, dello Sport e dei Media

Nel caso durante il loro mandato, il Capo dello Stato e/o il Primo Ministro dovessero interrompere la loro carica, il successore che assumerà l’incarico in base alla linea di successione, anche se lo assume per un solo giorno, gli verrà considerato come un mandato intero e quindi, se alle successive elezioni vorrà candidarsi alla Presidenza della Repubblica o a Primo Ministro potrà farlo per un solo mandato.

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10 Comments

  1. Antonio Baldini says:

    Purtroppo siamo in presenza di completa ignoranza di cosa sia il principio federale. E’ la totale assenza di cultura costituzionale la tragedia di questo disgraziato e raccogliticcio paese, destinato a sprofondare sempre più.

  2. Sindaco di Australia says:

    Interessantissima proposta, l’unica cosa che cambierei per renderl perfetta è l’assegnazione dei seggi: ecco come dovrebbero essere :

    GRAN PIEMONTE 1 SEGGI
    LOMBARDIA 0.0123 SEGGI
    TRIVENETO 1 SEGGI
    EMILIA-ROMAGNA 0 SEGGI
    TOSCANA 0 SEGGI
    ADRIATICA 1 SEGGI
    LAZIO 1 SEGGI
    DISTRETTO AUTONOMO CITTA’ DI ROMA NESSUN SEGGIO
    SANNITA 1856 SENATORI
    SICILIA 43 SENATORI
    SARDEGNA 23 SENATORI
    IMPERO DI PALOMONTE E CONTURSI TERME 3719 SENATORI
    CONFEDERAZIONE DI BUSTO ARSIZIO E DURONIA 999,32 seggi

    Ecco, ora la proposta può essere considerata più seria ed è pronta per la discussione nell’assemblea del circo togni.

    Saluti .

  3. rosario says:

    Io da siciliano, posso dico la mia.
    Lo scritto di Antonello Leone contiene un peccato originale.
    Cioè il non riconoscere ciò che per secoli sono stati entità statuali e che invece adesso si vedrebbero calare un’altra entità centralista di stampo federalista.

    In poche parole non si vuol capire che il problema dell’Italia sono coloro che in nome di una presunta unità si arrogano il diritto di decidere per gli altri, a surroga chiaramente poi come spartirsi le risorse pubbliche…

    Prima si spartisce l’Italia meglio è, poi con libera autodeterminazione ci si associa con chi ci si vuole stare.
    Uniti sì ma liberi e indipendenti. Una sorta di confederazione o commonwealth e stop… Chi governa deve saper prima rispondere ai cittadini del proprio stato.
    Uno stato con pochi poteri centrali e chi un parlamento che deve solo armonizzare le leggi. Il gettito fiscale per livello confederale deve essere in una percentuale fissa (dal 5% al 10% max) e stop. Saranno gli stati confederati con la loro politica fiscale a riversare quanto di spettanza al governo confederale.
    150 anni di ruberie hanno prodotto anche mentalità da sindrome italiana… per quello ci sguazzano elementi come quelli del PD e/o PDL e associazioni politiche varie per lucrare sui fondi pubblici… Se dobbiamo salvarci bisogna togliere il peccato originale dell’unità italiana..

  4. Fortebraccio says:

    A ME STO ANTONELLO LEONE NON MI SEMBRA PER NIENTE PIRLA, TROVO SCONTATE INVECE LE CRITICHE GRATUITE CHE INNEGGIANO AL PRESUPPOSTO CHE LA SOLUZIONE DEBBA ESSERE IN QUALCOSA DI FORZATAMENTE ORIGINALE, LE FORZATURE ORIGINALI POSSONO SPINGERSI ALLE REPUBBLICHE DEGLI ORTI E DEL BARATTO CON GLI ORTAGGI ETNICI COME VALUTA LOCALE. LA POLITICA NON E’ RELIGIONE, ED IL MALESSERE ECONOMICO E’ SOCIALE E’ DOVUTO ALLA MANCATA ATTUAZIONE DI REGOLE E PRINCIPI FEDERALI ELEMENTARI, I LIBERTARI NON SONO CAPACI DI FAR EUN PASSO E SOGNANO LA VITTORIA ALLA MARATONA. QUESTO STUPIDO ODIO VERSO L’ITALIA INTESA COME REALTA GEOETNICA TIPICA DI UN CAPRONISMO CHE SEMBRA DEFECATO DALLE VISCERE DELLA LEGA NORD FRANCAMENTE MI FA SCHIFO A VOLTE MI SEMBRA DI AVERE A CHE FARE CON I “BARBARI SOGNANTI” SI PUNTA ALAL SECESSIONE E NON SI E’ IN GRADO DI AVERE IL 2% DI FEDERALISMO URLIAMO COME DELLE CAPRE PER LE ULTIME ANGHERIE LIBERTICIDE DI MONTI E NON SIAMO IN GRADO DI FAR FIATARE L’ITALIA ( PERCHE’ ADESSO C’E’ QUELLA) ESIGENDO IL LICENZIAMENTO DI 4 MILIONI DI PARASSITI FANCAZZISTI, NON SIAMO CAPACI DI ELIMINARE L’OBBLIGO DEL SOSTITUTO DI IMPOSTA CHE FAREBBE CROLLARE GLI APPARATI POLITICI COMUNISTI E CLIENTELARI DELL’INTERA PENISOLA. ASSISTIAMO AD UNA FRAMMENTAZIONE CULTURALE DA RECORD FRA I MOVIMENTI INDIPENDENTISTI CHE LITIGANO PER UNA SIGLA O PER UNA RIVENDICAZIONE OMETTENDO DI FARE LA COSA PIU SEMPLICE CHE PUO FAR E UN MOVIMENTO, STABILIRE UN PRIMO OBIETTIVO E PERSEGUIRLO. DI QUESTO PASSO INVECE CHE CAMBIARE L’ITALIA ( PERCHE ADESSO C’E’ QUELLA) SCENDENDO NELLE PIAZZE, FINIRA’ COSI: IN PIAZZA COME IN GRECIA CI SCENDERANNO QUATTRO MILIONI DI COLLETTIVISTI A CUI LO STATO IN BANCAROTTA NON PAGHERA’ PIU LO STIPENDIO, COSI LA RIVOLTA NON SARA PIU DEI CETI PRODUTTIVI MA DEI FANCAZZISTI E SARETE COSTRETTI A DIFENDERE I VOSTRI ORTI E LE VOSTRE CAROTE (MONETA LOCALE). QUINDI IN TERMINI DI EFFICACIA UNIRSI ALLA LOTTA DI GIORGIO FIDENATO PER IL SOSTITUTO DI IMPOSTA SAREBBE STATO MOLTO PIU EFFICACE CHE REDIGERE ASSETT DI GEOPOLITICA LIBERTARIA CHE A QUANTO PARE SERVONO SOLO A SCATENARE SOFISMI CHE DEFINIRE DEL CAZZO SAREBBE UN COMPLIMENTO. URGE UN PROTOCOLLO COMUNE INDIPENDENTISTA O FEDERALE CHE UNISCA TUTTI I MOVIMENTI FRAMMENTATI IN POCHI PUNTI PROGRAMMATICI, NEI QUALI POSSANO CONVERGERE I PUNTI POLITICI COMUNI, INVECE SI ASSITE AI SOLITI GAZEBO CON SIGLE E SCRITTE CHE COMUNICANO UNA SOLO CONCETTO ” SIAMO UN GRUPPO DISSIDENTE DELLA LEGA NORD ” “INDIPENDENZA” FEDERALISMO ” COMUNE DI SCANZOROSCIATE STATO” LA GUERRA CONTRO LE TENIE DI STATO SARA’ VINTA SOLO QUANDO OGNI ESSERE PRODUTTIVO CAPIRA’ CH EIL SUO NEMICO E’ IL BUROCRATE, L’INDEBITAMENTE ASSISTITO, IL COMUNISTA, IL POLITICO CORROTTO ED IRRESPONSABILE, L’ILLIBERALE, IL FALSO PENSIONATO, QUANDO SI CAPIRA’ CH EI PRIVILEGI ACQUISITI SONO UN VITUPERIO ALLA COSTITUZIONE E CHE QUINDI NON POSSON ESSERE PROTETTI DALLA LEGGE , QUANDO SI CAPIRA’ CH EI SINDACATI SONO POCO MEGLIO DELLA MAFIA , ALLORA VINCEREMO, QUANDI SI COMPRENDERA’ CH ELE TASSE INIQUE SONO UN FURTO E CH EUN VIGILE URBANO DI TROPPO E’ PIU SCANDALOSO DI UN BARISTA CHE NON FA LO SCONTRINO, QUANDO LE PERSONE SI ALZERANNO E CAPIRANNO CHI “PESA” VERAMENTE “. I MOVIMENTI LIBERTARI ASSOMIGLIANO MOLTO ALLE ASSOCIAZIONI DEI CONTRIBUENTI E DEI CONSUMATORI SENZA AVERNE PER’ I POCHI PREGI DI USARE QUALCHE LEGGE PER DIFENDERE OGNI TANTO UN MALCAPITATO. CE NE SONO 200 DI FEDERAZIONI. MI ASPETTO CHE QUALCUNO SI ASSUMA LA LEADERSHIP E LA RESPONSABILITA’ DI CREARE UN PARTITO ( SPERO CHE LA PAROLA NON VI FACCIA SCHIFO) CHE RACCOLGA, DEPONENDO PER UNA VOLTA I PERSONALISMI PSEUDO DOTTI DEL CAZZO TUTTI I MOVIMENTI INDIPENDENTISTI E FEDERALISTI IN NON PIU DI 10 PUNTI PER UNA LOTT A COMUNE SU DEGLI OBIETTIVI AMPIAMENTE CONDIVISIBILI E DI DEPORRE PER UN AVOLTA QUALSIASI COSA NON SERV AA RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO. QUEST ECOSE DOVREBBERO ESSERE : LICENZIAMENTO DI ALMENO DUE MILIONI DI STATALI ED ABBATTIMENTO DELLA CLASSE IMPRODUTTIVA,ELIMINAZIONE DELL’ARTICOLO 18 E DI PARAVENTI AI PARASSITI, ELIMINAZIONE DEI PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI ALLA LIBERTA COME VERIFICHE AUTOMATICHE SUI CONTI CORRENTI E QUALSIASI PROVVEDIMENTO ALLA LIMITAZIONE DEL CONTANTE, LEGGI TRASPARENTI E CERTE SUI RAPPORTI BANCARI, RIDEFINIZIONE DEL WELFARE, IL SOLO RAGGIUNGIMENTO DI QUESTO OBIETTIVO CONSENTIREBBE UNA RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE DEL 25% RENDENDO L’ITALIA ( SEMPRE CHE NON VI FACCIA SCHIFO) UN NUOVO EDEN PER I CETI PRODUTTIVI DOVE LE PERSONE ONESTE POSSANO FIORIRE E PROSPERARE , DOVE LO STATO SERVE IL CITTADINO E NON IL CONTRARIO , IN UN CONTESTO SIMILE SE I VENETI NON SI SENTONO ITALIANI CH ESI FACCIANO IL LOSRO STATO …SEMPRE CHE I VENETI CHE INVECE SI SENTONO ITALIANI GLIELO PERMETTONO, MA QUI SI STA GIA PARLANDO DI DEMOCRAZIA , MI SONO ROTTO IL CAZZO DI QUESTO DISORFDINE CULTURALE MIO ZIO ERA UN EROE DI GUERRE IL CUI NOME E SCRITTO SULLE VIE DELLA SUA CITTA0 NATALE E’ MORTO IN VENETO , I SUOI COMMILITONI VENETI CI VENIVANO A TROVAR EE VI POSSO GARANTIRE CHE PARLAVANO COME DEGLI ITALIANI , MANON STO MICA DIFENDENDO L’UNITA D’ITALIA VOGLIO SOLO FARVI CAPIRE CHE IL PROBLEMA NON E’ ESSERE VENETI O ITALIANI IL PROBLEMA E’ ESSERE LIBERI O SCHIAVI E LA LIBERTA’ E’ NEL CUOR EDEGLI INDIVIDUI, E SPESSO E’ ASSENT ENELLE TEST E STRAMPALATE DI FINTI LIBERTARI COME QUEL BIMBOMINCHIA CH EIERI HA DICHIARATO CHE SE QUEL TERRON E(IO) FOSSI VENUTO AL GAZEBO DI MAGENTA) LUI NON SAREBBE VENUTO. BASTA SEGONI MENTALI STABILIAMO DUE O TRE OBIETTIVI CONDIVISIBILI E RAGGIUNGIAMOLI , SE TUTTO IL CASINO PE RL ATAV FOSS ESTATO FATTO PER IL SOSTITUTO DI IMPOSTA E PER LA RIDUZIONE DEGLI STATALI E DELLA SPESA PUBBLICA,E CONTRO LA LIMITAZIONE DEL CONTANTE INVECE NO SE CALPESTI IL LORO ORTO APRITI CIELO SE TE LI INCULI A FUOCO LENTO PER 30 GENERAZIONI …NON SE EN ACCORGONO NEANCHE ….STAVOLTA LASCIATEMELO DIRE “TUTTO MOLTO ITALIOTA , ….VI SALUTO

  5. mr1981 says:

    Non voglio entrare nel merito dell’articolo, però sono propenso a segnalare un mucchio di incongruenze nello sviluppo della proposta. Cominciamo con il numero di seggi alla Camera dei Deputati, che dovrebbe essere un numero dispari, per ovvi motivi: è da chiarire la posizione di colui che verrebbe eletto a Secondo Ministro della Repubblica, se avrebbe o meno diritto di voto. Per il Senato federale varrebbe lo stesso discorso, però qui viene ad aggiungersi una persona al di fuori delle righe che sarebbe il Vice Presidente della Repubblica. In un Senato federale non distribuirei i seggi in base al peso regionale, ma assegnerei – nel modello preso in considerazione dall’autore – 10 seggi a ogni regione, dove il Vice Presidente della Repubblica potrebbe diventare l’unico rappresentante del Distretto autonomo Città di Roma con diritto di voto. La durata della legislatura diversa tra Camera e Senato (nonché per il Primo Ministro) mi lascia un po’ perplesso e quella proposta per la Camera mi sembra troppo corta, non dovrebbe essere meno di 4 anni. Il numero di Ministeri della Repubblica proposto per uno Stato federale mi sembra sovrastimato, molte di queste competenze devono essere affidate alle Regioni e solo coordinate a livello governativo, quindi con meno lavoro centralizzato; una proposta di discussione potrebbe essere questa:
    – Affari esteri (diplomazia)
    – Affari interni (educazione, cultura, affari sociali, welfare, sanità)
    – Difesa (esercito, protezione civile, sport)
    – Economia (attività produttive e innovazione, media)
    – Finanze (tesoro)
    – Giustizia e Polizia
    – Servizi (ambiente, agricoltura, clima, lavoro e previdenza sociale)

  6. valter bay says:

    confermo quanto detto nel mio precedente commento ed aggiungo:
    un piacevole esercizio di scrittura per riempire giornate vuote ed insulse, spiegando gli universali princìpi della “acqua calda”
    un grande esercizio di ricopiatura e storpiatura degno dell’attuale sistema scolastico italiota

    sig. Marchi! mancano articoli per riempire gli spazi giornalistici? Inventatevi qualche rubrica del tipo filatelico o sportivo, ma lasciate perdere la “filosofia costituzionale” ed i progetti di Miglio travisati…..
    dedicatevi piuttosto ai paradisi crocieristici e al dramma delle popolazioni turisticodipendenti….lasciate perdere sia la politica sia il federalismo travisato….
    auguroni
    vb

  7. Vittore Vantini says:

    Caro Antonello (posso rivolgermi a te così?), non posso che ripetere quanto succintamente contenuto nel mio commento al precedente tuo articolo. Siamo, tu ed io, su due mondi diversi e inconciliabili, per la diversità di approccio e di idee. Non vi potrà essere alcun federalismo o confederalismo, se non abbattiamo l’idea di “Stato italiano”. Ti consiglio sommessamente di leggere (tutti di Gianfranco Miglio) “L’asino di Buridano” – “Federalismo e secessione” e altri testi nel merito. Non posso non ammirare il tuo impegno di cittadino, così appassionato e (dal tuo punto di vista) concreto. Ma che contiene il “peccato originale” di essere superato da visioni più avanzate, rispetto agli Stati nazionali, che hanno fatto il loro tempo.
    Una cordiale stretta di mano – Vantini – Unione Padana

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