VIVA IL PATRIOTTISMO STRADALE E URBANISTICO

di REDAZIONE

Il patriottismo urbanistico non è mai morto, sia che si tratti di strade che di statue.

Ad Agira, in provincia di Enna, la rotonda che si trova all’uscita del paese in direzione di Nicosia e Nissoria ha finalmente un nome: “Unità d’Italia”.

A deciderlo è stata la giunta comunale che ha deciso così di eliminare il vuoto nella toponomastica cittadina che corrisponde a questo piccolo slargo di proprietà comunale dove si incrociano la statale 121, la via Zebbug, la via Vittorio Emanuele e la strada provinciale 18 Agira- Nicosia. Recentemente proprio al centro della rotonda grazie al simposio di scultura organizzato dalla prefettura di Enna per festeggiare i 150 anni dall’unità d’Italia era stata posta una statua realizzata da Elena Saracino, un’artista di Udine. Un’opera in cui sono sapientemente inseriti alcuni elementi legati al tema del risorgimento: l’elmo di Scipio, la guerra e le ali della libertà. Ecco perché con la delibera di giunta municipale numero 6 l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Giunta ha voluto intitolare lo slargo proprio all’Unità d’Italia così da mantenere vivo il ricordo di questo fondamentale passaggio della storia della nazione.

Un po’ più a nord, è iniziato il restauro del monumento a Giuseppe Mazzini. Il progetto, curato dall’assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Tarquinia, è finanziato con un fondo di 20 mila euro messo a disposizione dalla Presidenza della Repubblica, nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’intervento di recupero consisterà nella totale pulitura delle superfici in pietra e bronzo e nel consolidamento della struttura.
«Vogliamo rendere omaggio a uno dei padri della Patria. – afferma l’assessore Anselmo Ranucci – L’opera ha un alto valore simbolico e storico per la città e vogliamo riportalo alla sua bellezza originaria. Mi auguro che, una volta terminato il restauro, ci sia maggiore rispetto di questo monumento così come di quelli presenti in altri luoghi della città».
Lavoro dello scultore Ettore Ferrari, il monumento fu completato nel 1932. L’opera presenta un busto di bronzo del grande statista genovese ed è costituito da un basamento quadrangolare a gradini di travertino, su cui è inserita una colonna di granito grigio, con la base e il capitello in marmo di Carrara, sormontata da un’aquila bronzea.

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One Comment

  1. Rodolfo Piva says:

    Nello stato italiano sii possono restaurare monumenti e si possono intitolare piazze e vie all’unità d’italia a supporto della retorica patriottarda quantunque la verità storica sia parecchio diversa ma resta il fatto inconfutabile che lo stato italiano non è diventato e mai lo sarà una nazione sebbene i cultori della demagogia risorgimentale continuino a considerare stato e nazione come sinonimi.

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