Italia, land of taxes e land of Pulcinellas

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Italia, land of quattro. Da un po’ di tempo una nota marca di automobili chiude i suoi spot con questo slogan. Evidentemente è una casa automobilistica straniera, senò lo slogan sarebbe nettamente diverso, i cittadini italiani troverebbero ben altre parole.

Anch’io ieri mi sono dato molto da fare per trovare un diverso finale a questo slogan, specie  dopo che ho scoperto alcuni dettagli sulle nuove aliquote che colpiscono le rendite finanziarie, ma non è di tasse alte che vi voglio parlare, sarebbe una perdita di tempo, lo sapete già da voi, bensì dell’esatto contrario, di tasse italiane basse: lo so che sembra impossibile, ma è così.

Prima facciamo un passo indietro e ipotizziamo di investire oggi 10.000 euro, una nota banca ci offre un rendimento del 2% se li vincoliamo ad un anno, si tratta di 200 euro, ovviamente lordi: un rendimento esagerato, una cifra da nababbi! Poi ci sono le tasse che grazie a Renzi sono passate dal 20 al 26%, ovvero partono 52 euro e ce ne restano 148. A questo punto il nostro conto con il fisco non è ancora chiuso, perché c’è anche la patrimoniale annua sui depositi, che ci sottrae un ulteriore 0,2% sul capitale, altri 20 euro volano via e ce ne restano solo 128. In pratica la tassazione reale sulle rendite in questo momento è pari al 36%, pochi anni fa era al 12,5%, di fatto è triplicata: Italia land of taxes!

Non pensate che sia finita qui, non vi sarete dimenticati dell’inflazione? Nell’ultimo anno è stata più o meno dell’1,2%, pari nel nostro caso a 120 euro, ciò significa che a voi ne restano 8. Pensavate di poter almeno offrire una pizza alla morosa con il rendimento dei vostri risparmi, invece vi conviene portarla dal fornaio e comprarle un pezzo di pizza al trancio e via pedalare.

Attenzione però che tutto ciò è possibile solo perché la banca in questione non ha alcun costo di gestione, se fosse una banca tradizionale avreste dovuto pagarle qualcosa, tipo commissioni, costi di gestione, imposta sull’aria respirata in filiale, ecc e sareste sicuramente andati in perdita, insomma invece di portar la morosa del fornaio avreste dovuto offrire una bella cenetta alla banca e al fisco!

Qualche lettore più esperto consiglierà di investire in bot e btp, in titoli di stato italiani che hanno una tassazione di favore al 12,5% e non al 26% e per chi proprio non ce la fa a finanziare l’Italia, la soluzione sono i titoli di stato dell’Unione Europea, anche questi con tassazione di favore sempre al 12,5%.

Sembra logico che l’Italia tenga basse le tasse sui suoi titoli, è un modo per renderli invitanti, condizione di vitale importanza per uno stato indebitato come pochi, passi pure che questa tassazione di favore sia poi estesa alle obbligazioni dell’Unione Europea, può anche sembrar nulla più che una cortesia istituzionale.

Ben diverso è scoprire che vi è una tassazione di favore al 12,5%, anche se si comprano obbligazioni tedesche, insomma se prestiamo i nostri risparmi alla Merkel, che neppure ne ha bisogno, si pagano meno tasse. Ohibò, mi dite che vantaggio ne ha uno stato ridotto in mutande come l’Italia a concedere una tassazione di favore sui Bund tedeschi? Perché se compro un’obbligazione della Popolare di Bergamo devo pagare il 26% e se finanzio la Repubblica Federale Tedesca solo il 12,5%?

Ma se questo fatto non vi urta già a sufficienza, sappiate che la tassazione di favore non riguarda solo la Germania, bensì i titoli di stato di numerosi paesi esteri, tutti quelli inseriti nella cosiddetta white list. Così se per caso vi gira il pirla di recarvi alla Banca del Sahara e compare titoli di stato dell’Algeria, del Marocco o della Tunisia lo stato italiano vi chiederà solo il 12,5% a fronte del 26% che vi chiederà per un’obbligazione della Cassa di Risparmio di Asti. E se invece volete comprare titoli indiani, credete forse che l’Italia avrà fatto la voce grossa per la storia dei Marò? Macchè tranquilli, anche in questo caso pagate solo il 12,5% e in un’orgia mondialista e buonista ce n’è per tutti, tassazione di favore per mezzo mondo, quasi tutta l’Europa, mezza America, ma non solo, aggiungiamoci anche Bangladesh,  Bielorussia, Cina, Costa d’Avorio, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Israele, Kazakistan, Kuwait, Pakistan, Sri Lanka, Tanzania, Thailandia, Vietnam e Zambia: dimenticato niente? Ma certo, anche la Turchia, vuoi che non ci sia una tassazione di favore se compri titoli di stato turchi? Insomma l’Italia, paese notoriamente al verde, fa ponti d’oro a chi investe in Burgunghistan o a Topolinia, ma va giù pesante con le tasse se investi i soldi in un’impresa o in una banca di casa tua, insomma in questo paese conviene di più mandare i soldi nella Cita o in Kamchatka, piuttosto che investirli in titoli della Banca di Credito Cooperativo del Veneziano! Ma va fan…!!!!

 

Italia, land of Pulcinellas.

 

 

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5 Comments

  1. Aquele Abraço says:

    Stai tranquillo, l’itaglia sarà mantenuta in vita, magari in un sacco vitellino all’uopo come Neo in Matrix, sempre a rischio default per garantire interessi alti, ma sempre in vita e più la nutri più ti rende. Ma chi si rompe più le palle a produrre la fusione fredda? Ce l’hanno già, sono gli italiani (padani e veneti) che a pizza e maccheroni rendono il doppio di quello che investi. Il Veneto deve tagliare quel cordone ombelicale e andarsene, costi quel che costi.

  2. pippogigi says:

    Land of quattro.
    Quattro è il voto dell’italia, sempre meglio che zero ma in ogni caso sempre lontano dalla sufficienza….

  3. Tabernae argentariae director says:

    E’ vero che i Bond Italiani ed i Titoli di Stato esteri pagano il 12,5%, ma i rendimenti si differenziano proprio di quello spread che nessuno vuol decidersi a spruzzarsi sul pube !

    BTP Italia a10 anni: rendimento lordo 3,3% – imposta 12,5% (0,4125%) = rendimento netto 2,8875 % .

    BUND Germania a 10 anni: rendimento lordo 1.5% – imposta 12,5% (0,1875%) = rendimento netto 1,3125 %, meno della metà di quanto paga lo Stato italiano !

    Ancora oggi oltre il 40% del Debito italiano è detenuto all’estero (nel 2008, allo scoppio del cilindro dello zio Sam era il 54%): rende bene e si rischia poco !

    Chi, dotato di un minimo di buon senso, rischierebbe il proprio capitale per un maggior rendimento del 1,5% ?

    Con la spauracchio del fallimento italiano, che sento da quando sono entrato in banca e si usava ancora il pallottoliere, molti hanno moltiplicato il capitale ed altri, timorosi, han faticato a limitare le perdite in moneta reale !

    Fino ad oggi è andata così, domani chissà …!

    Nessuno però si fidi di quegli improvvisati economisti, che spesso diffondono la loro scienza anche su “L’Indipendenza”, ai quali trema visibilmente la mano destra: per loro fortuna non è Parkinson…ma per nostra sfortuna è segaiolite, malattia acuta e progressiva di chi dice ma non fa !

    Ricordate le sprovvedute dichiarazioni del Senatùr sul crollo del Debito Pubblico nel 1992 ? Quando l’Onniscente giurava che “alla prossima asta dei BOT non ci saranno sottoscrittori…” e verrà il caos con fame, malattia, pianto, stridor di denti e diabaca ?

    L’è amò lè, ma quei ch’en vegnù dopo me paren pesc !

    La strada per l’autodeterminazione è invasa da oche capitoline che con il loro starnazzare fanno disperdere energie e perdere di vista gli obbiettivi concreti !

    Facciamoci gli auguri !

    • Aquele Abraço says:

      Stai tranquillo Herr Director, l’itaglia sarà mantenuta in vita, magari in un sacco vitellino all’uopo come Neo in Matrix, sempre a rischio default per garantire interessi alti, ma sempre in vita e più la nutri più ti rende. Ma chi si rompe più le palle a produrre la fusione fredda? Ce l’hanno già, sono gli italiani (padani e veneti) che a pizza e maccheroni rendono il doppio di quello che investi. Il Veneto deve tagliare quel cordone ombelicale e andarsene, costi quel che costi.

      • Gianfrancesco says:

        esatto, tanto sanno che i padani si possono spremere, fare salire i tassi con lo spread ha comportato solo più tasse per noi, all’estero sanno che le famiglie padane hanno buone disponibilità, sono solvibili e allora su i tassi, l’italia paga di più e per farlo tassa ancora di più i padani, li tassa sul patriomonio, casa e tassa su depositi e rendite.

        ci stanno solo spolpando, finito con le privatizzazioni farlocche, hanno trovato il giochetto dello spread.

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