Italia, la Repubblica descritta da Platone

platìdi ALBERTO MOIOLI – Caro direttore, ho trovato questo famosissimo scritto che risale ai primordi della filosofia. Platone dimostra quanto siano attuali si suoi pen-sieri. La “filosofia” per una politica e non viceversa. Se abusi della libertà di oggi, avrai la tirannia domani. «Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanto ne vuole – fino ad ubriacarlo – accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, son dichiarati tiranni».
E avviene pure che: «Chi si dimostra disciplinato nei confronti dei supe-riori è definito un uomo senza carattere, un servo; il padre impaurito finisce per trattare il figlio come un suo pari, e non è più rispettato; il maestro non osa rimproverare gli scolari, e costoro si fanno beffe di loro; i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi – per non parere troppo severi – danno ragione ai giovani».
«In questo clima di Libertà – nel nome della medesima – non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. E in mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia».
Platone – 427/348 Ac -Libro VIII de La Repubblica

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