ITALIA IN CRISI E CON STIPENDI DA FAME

di SANDRO KNOS

Il 1 gennaio 2002 la lira passava la mano all’Euro, dopo 10 anni ci troviamo con i redditi tra i più bassi d’Europa e con i prezzi tra i più alti.

È quanto emerge da uno studio dell’Adoc, che ha analizzato i dati sul costo della vita in 7 paesi europei: Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Svezia e Repubblica Ceca. Il reddito medio mensile, in Italia, è di 1.410 euro (netti) che diventano quindi 47 euro al giorno; i tedeschi hanno il reddito più alto, con 2.580 euro mensili, pari ad 86 euro giornalieri, mentre quello più basso si registra in Repubblica Ceca: 810 euro al mese e 27 al giorno.

«Il carovita sta paralizzando i consumatori italiani – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – una giornata tipo, in media, costa poco meno di 40 euro, circa il 2% in più della media europea. Ma l’impatto sul reddito è devastante, dato che le spese giornaliere assorbono il 79,5% dello stipendio. Un italiano, lavoratore dipendente, guadagna al netto delle tasse circa 1.400 euro al mese, mentre in Germania e in Inghilterra la stessa tipologia di lavoratore guadagna più di 2.500 euro al mese, una differenza abissale dell’82,9%».

Gli abitanti di questo paese spendono in media ogni giorno circa 37 euro e cioè il 79,5% del proprio reddito quotidiano al netto delle tasse. Calcolando le spese per la colazione (circa 2 euro), il pranzo fuori casa (oltre 11 euro), la cena a casa (11,60 euro), il trasporto privato (5,40 euro) o quello pubblico (2 euro), il cellulare (1,50 euro per 10 minuti di chiamate), le spese per la casa (in media 5 euro), la Tv pubblica (0,30 euro) o il cinema (7,50 euro), una giornata tipo in Italia costa l’1,6% in più rispetto alla media europea ed ha il maggiore impatto sul reddito che in altri Paesi. In pratica, la possibilità di risparmiare è inesistente.

Mentre un italiano spende in media ogni giorno 37,40 euro, un tedesco ne spende 35,10 e un ceco 25,40. Certo in Inghilterra, Francia e Svezia si spende di più, rispettivamente 45,65 euro, 41 euro e 39,40, ma gli inglesi, i francesi e gli svedesi guadagnano molto di più (2.570 euro in Inghilterra, 2.180 in Francia e 1.930 in Svezia). Infatti una giornata pesa per il 79,50% sul reddito del cittadino italiano, mentre pesa molto meno sui redditi dei tedeschi (40,70%), sui redditi degli inglesi (53%), sui redditi dei francesi (56,13%) e degli svedesi (61,57%). Escludendo la Repubblica Ceca, dove la spesa giornaliera incide per il 94%, l’Italia è il paese dove la spesa quotidiana pesa di più sul reddito: la media europea è del 62,90%.

«Una differenza importante sul costo della vita deriva dalla scelta di utilizzare l’auto o i mezzi pubblici per andare al lavoro. Scegliendo l’auto si spendono quasi 5 euro in più al giorno, ossia 150 euro in più al mese – aggiunge Pileri – Se poi ci si volesse concedere un relax dopocena, come il cinema, l’impatto sul reddito sale, sfiorando il 93%.» «In Italia solo i costi della colazione, del canone, del trasporto pubblico di linea, del cinema e delle chiamate da rete mobile sono inferiori alla media europea, al contrario delle utenze domestiche (luce, acqua, gas e rifiuti), del trasporto privato, della ristorazione e della spesa alimentare. Non a caso – sottolinea Pileri – questi ultimi sono i settori, peraltro relativi a beni primari e indispensabili, dove negli ultimi anni si sono registrati i maggiori rincari. Sommando i rincari alla stagnazione e all’inadeguatezza degli stipendi, la beffa è evidente e il quadro è completo. Per i cittadini italiani la crisi si sente molto di più che negli altri Paesi europei».

Analizzando le singole voci emerge come in Italia la spesa maggiore sia destinata agli alimentari: «Abbiamo cercato di analizzare i costi di una giornata tipo di un cittadino europeo – continua il Presidente dell’Adoc – partendo dalla colazione al bar per finire con una serata al cinema o a casa. Di prima mattina l’italiano ha l’oro in bocca, dato che spende circa la metà di un qualsiasi altro cittadino in Europa. Ma è solo un’illusione». «Se per andare e tornare dal lavoro si sceglie l’auto, un italiano spende in media 6,50 euro al giorno per benzina e rcauto, solo in Inghilterra si spende di più. Diverso il discorso se si utilizza il trasporto pubblico di linea, che – rileva Pileri – costa circa la metà che in Europa ma, al contempo, pecca in efficienza e qualità».

Quanto al pranzo fuori casa con un primo, contorno e caffè: il costo media è di oltre 11 euro, 50 centesimi in più della media europea e ben il 41% in più che in Germania. «Riguardo le utenze domestiche – conclude Pileri – in Italia si spendono circa 5 euro al giorno, poco più che in Europa, per il canone pubblico la spesa è inferiore rispetto alla media europea, solo in Spagna, dove non è previsto, e in Repubblica Ceca il costo è minore. Gli italiani risparmiano sulle chiamate dalla rete mobile, 10 minuti costano in media 1,50 euro, il 30% in meno della media europea. Riguardo la spesa alimentare, i consumatori italiani spendono poco meno di 12 euro al giorno, il 4% in più che i Europa. Ma se decidono di andare al cinema risparmiano ben il 22%».

Altro raffronto: in Italia, nel 2009, lo stipendio medio annuo è stato di 23.406 euro. Un dato presente nel rapporto Eurostat “Labour market statistics”, che relega il nostro Paese tra le parti basse della graduatoria dei redditi europei.

In Lussemburgo o in Olanda le cifre sono molto diverse, rispettivamente di 48.914 e 44.412 euro. Anche la Germania è ben oltre il dato italiano, con 41.000 euro. Niente poi a che vedere con la Danimarca e la Norvegia, le cui medie aggiornata a due anni fa toccano quota 56.044 e 51.343 euro. Il dato è riferito a un lavoratore di un’azienda di almeno dieci dipendenti che opera nel ramo dell’industria, delle costruioni, dei servizi e del commercio. Nella tabella presente a metà rapporto Eurostat, l’Italia viene superata di poco dalla Spagna (26.316 euro) e da Cipro (24.775 euro). Capitolo a parte quello relativo alla Grecia, investita dalla crisi economica che l’ha portata sull’orlo del default e ha impegnato l’Europa in un piano di salvataggio. Se nel 2009 il dato era quota 29.160 euro, più alto dell’Italia di quasi seimila euro annui, nell’ultima stima dell’Eurostat riferita a gennaio 2012 (nella quale l’Italia non è presente), lo stipendio mensile è di appena 922 euro, solamente 11.064 annui.

A fronte di queste cifre impietose poteva mancare il solito deputato pronto a dare lezioni? No, puntuale come una cambiale in scadenza, ecco le parole di Farinone (Pd): «Prima o poi dovremo affrontare il tema della redistribuzione della ricchezza. Ogni futura possibile riduzione delle tasse dovrà andare a beneficio prima di tutto dei nuclei familiari e delle fasce sociali meno agiate. L’Italia esce drammaticamente sconfitta dal confronto con gli altri Paesi europei sul fronte dei salari. Dobbiamo aumentare la produttività, ma al contempo bisogna intensificare la lotta all’evasione fiscale per, in un futuro non troppo lontano, intervenire a favore delle famiglie».

O si disfa l’Italia… o si muore!

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7 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Senza la palla al piede della Magna Grecia, che la Lombardia “salva” forzatamente almeno dal 1911, la Lombardia andrebbe meglio del Lussemburgo e persino della Svizzera.
    Non si porrebbe il problema di una moneta svalutata al livello di carta straccia (come Lira e Dracma), bensì il contrario come il Franco svizzero.
    I “pacchetti di salvataggio” alla Grecia non sono pagati dalla Merkel o dal Sarko-Sarkiapone, bensì dai cittadini con le loro tasse, così come il vaglia permanente e continuo alla Campania ecc. viene pagato dai Lombardi, i quali vengono chiamati “oppressori” dagli evasori fiscali napoletani (82%) e dai falsi invalidi di quelle parti.

  2. antonio says:

    1) colazione fatela a casa
    2) pranzo portatevelo da casa
    3) cena a casa costa 11.60 a persona??? e che vi mangiate, tartufi e caviale?

  3. rosanna says:

    il canone rai fa parte delle spese inutili da eliminare…solo per un motivo mi dispiace in quanto uso la tv come sonnifero.

  4. cavallin says:

    Non siate pessimisti, qui in Rai staimo abbastanza bene (oddio non da principi…come si dovrebbe) facciamo bei viaggetti, begli alberghi, regalini, insomma ce la caviamo. Voi continuate a pagare il canone perchè lo stipendio deve correre. Ciao cari padani!. La delegazione della Lega Nord in Rai.

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