36 ANNI, LAUREATO CON LAVORO. LASCIO UN’ITALIA SENZA FUTURO

di REDAZIONE*

Mi viene ricordato molto spesso che, siccome sono assente in pianta stabile dall’Italia da più di 20 anni, la mia conoscenza della attuale situazione sia scarsa. Concordo pienamente. Mi viene inoltre anche chiesto di dare più spazio alla voce di chi vuole partire ma si trova ancora in Italia. Daniele ha gentilmente raccolto l’invito a raccontare la propria storia.

Ci descrivi chi sei e cosa fai in Italia?

Mi chiamo Daniele, 36anni e sono laureato in Psicologia. Lavoro in ambito HR, mi occupo di Selezione del Personale all’interno di una Agenzia per il Lavoro. Sono uno dei pochi ‘fortunati’ che ha un contratto di assunzione a tempo indeterminato.

Cosa ti ha spinto a prendere la decisione di partire verso l’Australia?

Sono anni che ho un ‘malessere’ diffuso, ho sempre lavorato per mantenermi agli studi e ho fatto veramente di tutto (call center, rassegne stampa, volantinaggio, impiegato generico) con la speranza che una volta presa la laurea avrei finalmente fatto un lavoro gratificante. Quando finalmente mi sono laureato le cose non sono molto cambiate… nel senso che il settore della Psicologia Clinica (il mio primo interesse) è un settore molto difficile: pensare di aprire uno studio come libero professionista non era nelle mie possibilità e nelle strutture (pubbliche e private) sono anni che non vengono fatti concorsi ma ricercano solo collaborazioni esterne. Quindi mi sono ‘riciclato’ come Psicologo del Lavoro e ho iniziato a lavorare in ambito HR in due diverse agenzie per il lavoro. Ma anche qui mi sono accorto che le prospettive – almeno per me – non erano assolutamente delle migliori sia a livello economico che a livello di soddisfazione personale. Purtroppo qui funziona il “chi conosci” e non il “cosa sai fare” e quindi per fare carriera devi ungere le ruote giuste o non fai molta strada, anche se nel tuo lavoro sei bravo e preparato.

Per non parlare poi del discorso economico: con la crisi c’è stata la corsa al ribasso, e se non accetti le condizioni stai pur certo che c’è già qualcuno dietro di te che è pronto a prendere il tuo posto. Anzi devi quasi ‘ringraziare’ che ti diano la possibilità di lavorare e GUAI a fare delle richieste in più. (Nel mio caso – ad esempio – ho dovuto accettare un livello e una retribuzione più bassa e rinunciare ai ticket restaurant altrimenti non avrei ottenuto il lavoro nella nuova società).

Sai già cosa farai a Sydney?

Avendo superato i 30anni non ho potuto richiedere un Working Holiday Visa quindi mi sono iscritto ad una scuola di inglese per poter avere un Visa Student – e per migliorare il mio inglese. Quindi andrò a Sydney come studente e cercherò un lavoro part time (vista la limitazione del VS) per potermi mantenere. Il Visto che ho ora è per sei mesi. Duranta questo primo periodo comunque farò di tutto per trovare un lavoro e poter richiedere lo Sponsor Visa.

Che speranze nutri per la tua avventura?

Diciamo molte… visto che sto investendo tutto quello che ho (in termini economici e di risorse). Il mio obiettivo ultimo è ottenere il Visto a tempo indeterminato (visto che lo Psicologo è una delle professioni richieste). Ovviamente prima devo raggiungere dei traguardi intermedi: certificazione IELTS, lavoro per ottenere uno Sponsor Visa e poi il Visto a tempo indeterminato.

Come ti stai preparando per la partenza?

Sto leggendo moltissimo (blog, libri, siti…) sull’Australia e su Sydney in particolare. Sto – ovviamente – studiando inglese: leggo libri in lingua, ascolto podcast, guardo le serie tv rigorosamente in lingua e senza sottotitoli, sto prendendo lezioni di private di ‘conversation’ perchè mi sono accorto che sono abbastanza ferrato sulla parte passiva (ascolto, lettura..), ma ho invece delle difficoltà sulla parta attiva, anche perché non ho occasioni qui per togliere la ruggine al mio inglese parlato, ecco perché ho deciso di prendere lezioni private.

Che cosa ne pensano i familiari e gli amici della tua partenza?

Sono stato davvero sorpreso della reazione dei miei amici, ma soprattutto dei miei familiari. Temevo in una relazione ‘esagerata’ in particolare da parte di mia mamma – anche perché Sydney non è esattamente “dietro l’angolo” – ma sono stati tutti fantastici! Mi hanno supportato – e lo fanno ancora – sia a livello emotivo che a livello più pratico ed economico. Sono preoccupati, tristi (lo sono anche io ovviamente) ma sono soprattutto orgogliosi della mia decisione. E questo devo dire che è stato davvero importante per me. Anche il mio compagno è stato fantastico, mi sta aiutando molto in tutto e mi è molto vicino.

Cosa ne pensi del futuro dell’Italia?

Il futuro in Italia? Non lo vedo. Sono molto sfiduciato, non tanto e non solo dalla classe politica (e non faccio distinzione tra destra e sinistra) che in questi ultimi decenni ha fatto solo danni e ha pensato solo a mantenere e aumentare i propri privilegi vivendo in un mondo che di fatto non è quello del resto del paese. A parte la classe politica quello che davvero mi scoraggia sono gli italiani. Non esiste senso civico, non c’è la voglia di cambiare, ognuno pensa solo al suo piccolo interesse e se può avere un tornaconto fregando gli altri lo fa. A partire dai grandi evasori fino al negoziante che non fa lo scontrino, passando per l’idraulico che ti fa ‘lo sconto’ se non gli chiedi la fattura… Io ho maturato la convizione che la classe politica che ci ha governato è solo lo specchio amplificato di quello che succede nella società e tutti sono ‘invidiosi’ dei privilegi della casta, ma farebbero di tutto per entrare anche loro in quel circolo. Certo è un discorso di massima e sicuramente ci sono brave persone (ovviamente!) ma io sono davvero sfiduciato dagli italiani, secondo me non ne usciremo mai da questo pantano in cui ci siamo infilati da soli.

Intervista rilasciata al sito “Italiansinfuga.com”

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3 Comments

  1. Arcadico says:

    Non riesco a capire dove è il problema!

    E’ giusto che ognuno cerchi di realizzarsi secondo le ambizioni personali!

    Quello che sembra trasparire in questo articolo è la volontà di far rendere un ‘pezzo di carta’ SOLO per ‘meriti’ accademici acquisiti!

    Ricordo all’esimio che c’e’ un modo molto più semplice e lineare per realizzarsi ed è quello di pensare che la laurea è appunto solo un pezzo di carta!

    E che dietro ci sta un uomo con la sua intelligenza e le sue capacità!!

    Tutte da scoprire e coltivare!!!

  2. Riccardo Zanconato says:

    Trasea quale saresela la domanda?
    operaio extra-comunitario in conceria? Scusa ma no ghe xe mia scole par quelo.

  3. Trasea Peto says:

    Uno ke ghe xe rivà: no se pol ndar tuti studiar psicolojia e dopo pretendere de catar anca laoro qua visto ke no xe ke ghemo bixogno de un psicologo paromo…

    Qua no xe colpa tuta del Stato ma anca de ki ke no ghe riva capir ke se l’oferta supera la domanda ghe xe poco da criàr el morto.

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