Italia: fuga per sopravvivere. Ma la politica parla solo di fuffa

di GIANLUCA MARCHI

Fuga per sopravvivere: potrebbe essere il titolo di un film sulla realtà economica italiana. La fuga è quella in atto da parte di molte aziende del Nord (tante altre invece chiudono direttamente e chi si è visto si è visto), che scelgono, come più volte raccontato su questo giornale, di trasferirsi per esempio in Canton Ticino o in Carinzia per poter continuare a lavorare. I nostri lettori sanno che sia il cantone elvetico che la regione austriaca mettono gli imprenditori nelle condizioni di essere fortemente tentati dal salto.

Nulla di particolarmente nuovo, dunque, ma prendo spunto da quanto raccontato dal Corriere di Como per fare l’ennesima amara riflessione. Nelle scorse settimane molte aziende del Comasco (geograficamente confinante col Ticino) si sono viste recapitare una lettera in cui vengono elencati i sei ottimi motivi per fare fagotto e di approdare con i propri impianti e le proprie produzioni in Carinzia. “Una tassazione del 25% per le imprese, niente Irap, niente (odiatissimi) studi di settore, molte possibilità di detrazione dalle imposte, contributi per gli investimenti, prezzi degli immobili competitivi rispetto al mercato italiano, energia elettrica a un prezzo inferiore del 30%”.
“Secondo gli esperti del settore e le statistiche dei vari istituti di ricerca – scrive il giornale comasco -, la pressione fiscale complessiva in Austria non è particolarmente più bassa che in Italia (al contrario di quanto accade in Svizzera o nella stessa Germania). Il formidabile atout nelle mani dei carinziani è tuttavia la velocità e l’efficienza della burocrazia: la concessione edilizia – si legge nella lettera spedita agli imprenditori italiani – viene rilasciata nel giro di una settimana. Lo stesso tempo che, in Italia, serve per timbrare la pratica e indirizzarla agli uffici competenti.
Dunque le sirene di Klagenfurt sono entrate in azione anche in aree distanti dal confine austriaco. E stanno colpendo nel segno. E infatti viene riferito l’eloquente e spietato commento di Aurelio Pagani, manager di Grandate e dirigente d’azienda:
«Dopo aver letto l’invito mi sono detto: perché una Regione italiana non fa lo stesso con le aziende austriache? Potrebbe scrivere: “Gentile imprenditore, alle piccole e medie imprese molto innovative l’Italia offre: contributi soltanto se non produci e butti la poca produzione che fai; schiere di sindacalisti che dovrete mantenere per decreto e che si metteranno di traverso ogni volta che vorrete premiare la produttività e punire chi rema contro l’azienda; personale vessato e demotivato da un prelievo fiscale in busta paga degno del peggior maoismo; immobili commerciali e industriali con valore di mercato pari allo zero, sui quali dovrete pagare imposte folli; un sistema tributario talmente attraente che dovrete sposarlo, contestualmente divorziare e pagare gli alimenti per l’80% del vostro fatturato; una tassa unica al mondo, l’Irap, che avrete il piacere di pagare in funzione della gioia di avere innumerevoli collaboratori».
Pagani parla poi di «Pratiche iperveloci. I nostri funzionari pubblici appariranno tutti insieme nel giro di 15 giorni contestandovi il colore dell’insegna, la disposizione delle scrivanie in ufficio, la posizione della timbratrice e della bacheca sindacale, i contributi non pagati da un cugino di secondo grado dell’elettricista che ha fatto 15 anni fa i lavori di ristrutturazione del capannone».
Insomma, un’ironia feroce quella del dirigente comasco, tuttavia capace di raffigurare in maniera che più efficace non potrebbe essere l’incredibile situazione in cui versa la derelitta Italia e soprattutto le assurde condizioni in cui sono chiamati a operare gli imprenditori. Ma a fronte di un tale panorama tipico del “si salvi chi può”, il governo e la politica romani, con la complicità di un’informazione che sta messa anche peggio (ma il tema lo tratteremo in altra occasione), di cosa ci hanno parlato nelle ultime settimane? Dell’affaire Kazakistan, che non frega niente a nessuno se non a coloro che vogliono parlar d’altro per sfuggire ai problemi reali, della vicenda Kyenge-Calderoli, che poteva essere liquidata in dodici ore, delle insofferenze di Matteo Renzi verso il Pd e viceversa, della capacità di Angelino Alfano di reggere tre ruoli, cioè vicepremier, ministro dell’Interno e segretario del Pdl (perché esiste ancora il Pdl e poi segretario de che, tanto lo sanno tutti che là decide solo uno?). E in tutto questo baillame di fuffa, i soloni che hanno in mano le redini di un Paese che non esiste più cercano di preannunciare una timida ripresa prossima ventura a cui non crede quasi nessuno, probabilmente nemmeno loro.

La discrasia è evidente: da una parte abbiamo la gran parte dei cittadini e delle imprese che cercano di non rimanere sotterrati sotto un crosso devastante e dall’altro abbiamo una politica che parla d’altro perché, ovattata dentro un andazzo che reputa eterno, nemmeno compie lo sforzo di capire cosa sta succedendo nella pancia del Paese. Anzi, non sapendo come fare a risolvere i problemi veri, mettono in campo quelli finti con la complicità del circuito mediatico. Bisognerebbe che un giorno non tanto lontano tutti si risvegliassero senza più la poltrona dove appoggiare il proprio culo flaccido.

 

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26 Comments

    • luigi bandiera says:

      Skender,
      controlla perche’ il linck non si apre con l’url che ci hai postato.

      Grazie

    • luigi bandiera says:

      Skender,

      vero, non solo fuffa ma leggi su leggi a pro nostro ISOLAMENTO. Proprio come in un qualsiasi SUPER CARCERE.

      Kax se non e’ vero che siamo in ALKATRAZ, la penisola dell’ingiustizia..!

      Adesso sara’ che se hai paura di un “omo” vai in galera..?

      Quella legge la’ e’ sorella della legge mancino.

      Tutto e’ MANCINO (sinistro) ormai… e grazie alla malattia o peste che ho esternato prima.

      Soccomberemo

  1. BRUNO DOLFINI says:

    IL VENTO DEL NORD– (Lega Nord 3.0)

    E,COME SE NON BASTASSE,IL GOVERNO E’
    FINITO IN MANO AD ALI’ BABA’ CON I SUOI
    QUARANTA LADRONI CHE DOVREBBERO
    RIALLINEARE LA COSTITUZIONE ITALIANA.
    L’ON. ENRICO LETTA(ALI’ BABA’) HA NOMINATO
    I SUOI QUARANTA LADRONI SOSTENUTO
    DALL’EMIRO ON. GIORGIO.
    LA FRITTATA E’ FATTA : I QUARANTA LADRONI
    RIFORMERANNO LA COSTITUZIONE IN SENSO
    “LADRESCO” ANCOR PIU’ DI QUANTO GIA’
    ESPRIME ORA .”LA COSTITUZIONE PIU’ BELLA
    DEL MONDO” DIVERRA’ “LA COSTITUZIONE PIU’
    LADRESCA DEL MONDO”.I “QUARANTA LADRONI”
    SONO FIGLI DI UN SISTEMA DI CORRUZIONE
    E LADROCINIO : — ESSI, COERENTEMENTE CON
    LA LORO INDOLE EREDITATA DAI PADRI,
    NON POSSONO FAR ALTRO CHE SPINGERE
    LA PENISOLA NEL BARATRO PIU’ PROFONDO
    NEL SENSO DI SALVARE LE SEDIE CON LA
    MAGGIOR RAPINA DEL SECOLO
    ED ISTITUZIONALIZZATA :POSSIAMO PENSARE
    DIVERSAMENTE ??? NON CI RESTA CHE LA FUGA
    PER NON MORIRE DI FAME !
    Saluti.

    • luigi bandiera says:

      Bruno Dolfini,

      tutto vero.

      Io aggiungo e ripetendomi (forse giova qua in itaglia ripetersi..?) che tutto l’andazzo da catafascio rende la gente apatica, sonnambula se non assente: cammina per le strade con guardo fisso li’ nel vuoto che e’ l’obiettivo che la carta piu’ bella del mondo, la carta igienica, che pulisce il kulo dei sopra menzionati, i quaranta ladroni ma non proprio quaranta ma molti di piu’ per scalogna nostra, dicevo sguardo fisso sull’obiettivo che e’ il NULLA per noi popoli.
      Alle assenze o strane visioni extra terrestri si aggiunge l’intellighenzia trikolore MALATA perche’ ha BEVUTO troppo in KST vere e proprie stronzate koolturali al trikoglione.

      Basti pensare che se napoleone di merrrdddd ha rubato e devastato le opere culturali che erano dei popoli pre itaglia, l’intellighenzia TALIBANA ha fatto peggio. Ha rubato le CULTURE, che appunto, erano e sono dei POPOLI oggi in via di estinzione per via della MALATTIA e l’OCCUPAZIONE TALIBANA che ha agito come una delle piu’ FETENTI PESTI mai esistite, infettando gli ignari cittadini sfigurandoli. Es. da VENETHI a TALIBANI e via discorrendo..!

      Hanno rinominato, come si fa con un file in informatica, le nazionalita’ degli artisti e dei sapienti e tutte le opere fatte da loro. Di tutto il passato.

      Con questi MALATI e’ giocoforza una societa’ da CAPOGIRO (ghe gira ea testa 24h su 24h) di cui i fatti che oggi ben si leggono e vale questa: leggi bene il presente ed avrai passato e futuro in mano.

      Le società passate si auto distruggevano quando la MALATTIA arrivava a un certo livello: oggi pare stia per arrivare il momento vicino al BIG BANG sociale.

      E’ da sperare che avvenga presto perche’ poi si RIPARTE sicuramente e ovviamente, si spera, exnovo..!

      Insistere a mantenere questo andazzo e’ solo essere masochisti perche’ si MANTERREBBE IN VITA, PERPETUANDOLO, IL VIRUS DELLA PESTE TALIBANA..!

      Auguri

      • luigi bandiera says:

        Aggiungo.
        Le piu’ fruttuose e spettacolari RAPINE sono quelle fatte con le LEGGI.

        Entrano in casa via posta… sono ladri molto educati e pulitissimi. Anche gentilissimi. Ti invitano a pagare a rate se non puoi pagare tutto e subito.
        Puoi in caso fare un mutuo… cosi’ aumenta il ladrocinio.

        Entrando o Uscendo ti assicurano che lo fanno per il TUO BENE. Eh si. Avere troppi soldi, che sono del DIAVOLO, si puo’ cadere in tentazioni e farsi del male.

        Da tenere conto che le rapine non avvengono solo per posta ma anche per strada.
        Kax, avvengono con uomini in divisa e quindi insospettabili.

        NOI POSSIAMO METTERE ANCHE ANTIFURTI MA NON SERVONO. Servono si, ma per i LADRI MINORI..!

        L’antifurto per i SUPER LADRI non e’ stato ancora inventato..?

        Pare di si.

        Mi sa che il corpo a corpo sara’ l’unica difesa..!

        Andiamo in palestra ad allenarci se vogliamo difenderci bene.
        Beh, si, i piu’ giovani naturalmente.

        Ripetiamolo:
        briganti, rapinatori e mantenuti si sono istituzionalizzati. Al solo sfiorar loro le vesti ti fanno mettere in galera.
        Infatti non c’e’ LEGITTIMA DIFESA in questo gran ALKATRAZ..!

        At salüt

  2. Il ragionamento del Sig. Albert Nextein é perfettamente in linea con la realta attuale.
    Non ci sarà e non ci potrà essere una ripresa se non cambiano il sistema di fare Politica.
    Sempre ammesso che l’elettorato sarà in condizioni di selezionare personaggi Politici capaci di rivoluzionare il sistema, ci vorranno molti anni, almeno un ventennio per riparare le gravi cicatrici ereditate da 65 anni di fanta politica fondata sulla disonestà e la Mafia Istituzionalizzata in concorso con un sistema Giuridico e Spirituale disumano, altroché Gesù con tutto l’ambaradan di furbetti di quartiere.
    Anthony Ceresa.

  3. giorgio says:

    Amico Gianluca,

    per quello che può contare, mi permetto questa mia.

    L’amarezza, mia e di molti, è che lo ‘Stato’ della speranza e dell’illusione, nel quale sono cresciute le nostre generazioni è morto e sepolto, basti leggere le cronache, ‘croniche’ di oggi sul Corriere, ove i figli, a Napoli, facevano a guardia ai badge per i genitori.

    Le magagne, di allora, sono anche quelle di oggi, ed i merisionali, a casa loro, e forse anche nostra, restano sempre meridionali; i leghisti sono peggio, (quelli ‘assunti’ in Regione e Governo).

    E allora, sto pensando intensamente di andare fuori dai coglioni (il riferimento sarebbe a quei c………..), perchè almeno, qualsiasi Stato degno di questo nome, e non lo stato italiano, ti illuderebbe di aver almeno qualche diritto.
    Ti parlo di Turchia, Grecia, Croazia, o altro che frequento spesso in moto,e qualcuno dirà, faciel, turisticamente.
    Due flash.
    In Turchia, oltre a fare strade nuove a sei corsie in qualsiasi luogo con due strati finali di sm. 25 cad., la gente ti guarda con lo sguardo del futuro; in Grecia, alla faccia di chi da noi dice la disoccupazione giovanile, ogni casello autostradale ha ragazzi età massima anni 22.
    E’ inutile elencare i perchè. Perchè la linguia ufficiale, qui, è il meridionale, (Riascolatre la dichiarazione di Pansa, sia per l’italico che per l’inflessione), sia perchè le assunzioni giovanili sonno quelle dei boiardi di stato, età media anni 80, per cui i giovani figli ne hanno 60.
    Caro Luca, fra un pò me ne vado e me ne vanto.
    Ciao.
    Giorgio, ex Doge di Cantù

  4. Vendicatore Libero says:

    Cosa aspettiamo a mandare a casa i pollitici.
    Pensate a gente che è li da 20 30 e anch4 40 anni, uno come rotondi è stato anche ministro, si è scoperto che non si è mai laureato che non è un dramma se fosse intelligente e se non si fosse firmato come dottore
    Verifica te su Wikipedia

  5. Caro Direttore,
    lei espone con sintesi efficace la situazione senza uscita delle imprese italiane.

    Esse qui hanno tre opportunità:

    1) rispettare tutte le regole e necessariamente fallire
    2) vivere di illegalità ovvero fare cose che nei paesi di buon senso sono lecitissime ma qui valgono la galera
    3) crescere all’ombra della politica facendo debiti su debiti che la politica poi farà pagare al contribuente

    Tra essere travolti dalla corrente e nuotare contro una corrente impetuosa noi abbiamo deciso di uscire da questo fiumiciattolo inquinato.

    E’ la quarta opportunità, che lei suggerisce: si chiama buon senso.

    A proposito di buon senso: mi terrei alla larga dall’area euro per almeno una decina d’anni.

    Chi decide di cambiare, cambi sul serio e non si faccia troppo ingolosire dalla vicinanza geografica.

    Un caro saluto e rispettosi complimenti per l’articolo.

    • Carissimo Andrea Zucchi,
      Uscire dall’Euro andiamo incontro a morte sicura, poichè l’Europa benché si dica ci fa da barriera e supporto contro le leggi Mafiose dello Stato.
      Il nostro problema Nazionale é causato dalla mancanza di concorrenzialità dinnanzi alla Globalizzazione, generata dai costi e sperperi della nostra Politica.
      La causa maggiore di tante disavventure, sono la mancanza di informazione o meglio la disinformazione generata da interessi Mediatici di mercenari della penna, oltre alle rivendicazioni contro le attuali e precedenti ingiustizie che fomentano le tifoserie verso la distinzione fra PD, PDL, FIFI, COCO e Clero, dove le masse di ignoranti sventolano bandiere e concentrazioni di piazza, senza sapere quello che fanno.
      Mettendo insieme un numero acettabile di persone con il cervello a posto, cosa molto difficile per questo Paese,
      sarebbe da rovesciare il sistema attuale, obbligando tutti i masnadieri della corruzione, responsabili del debito pubblico, a restituire i soldi sottratti in 65 anni di Regimi disonesti e ripartire con nuove ideologie Politiche fondate e protette legalmente da sistemi referendari con la partecipazione di tutti alla ricostruzione del Paese.
      Se non mi restituiscono la casa rubata dalla Regione Lombardia in concorso con Comunione e Liberazione,
      continuerò ad affondare il Paese con tutte le mie forze agendo sulle conoscenze estere. Un Paese del genere deve morire.
      Anthony Ceresa.

    • Albert Nextein says:

      Avrei un’ulteriore opzione.
      La gente del nord inizia a vivere come la gente del sud.
      Coi medesimi comportamenti ed il medesimo atteggiamento nel confronto del potere pubblico.

      Non è fantascienza.
      Proviamo tutti a pensare un’italia davvero italiana.
      Italia del sud.
      Scontrini zero, tasse non pagate, abusi ovunque, appropriazioni indebite ad ogni angolo, invasione di proprietà demaniali, corruzione all’ennesima potenza, aggiustamenti urbanistici illegali, caos regolamentare, industrie sparite, turismo deficitario , musei chiusi, strade disfatte, incendi ovunque, pattume per strada senza remissione, ospedali dove si crepa, disoccupazione assoluta, etc,etc.

      I governi hanno da sempre regalato quantità di denaro ed attenzioni al sud non dovuti, non giustificati, ben sapendo di buttar via soldi e risorse.
      Questo denaro veniva dal nord e da debito selvaggio.
      Il nord come il sud sarebbe la fine dell’italia.

      • Francesco says:

        rispostina facile facile: al sud chi comanda, sia nello stato (enti pubblici, polizia, magistratura, scuola) che nel “parastato” (economia reale)? gente del sud. Al nord chi comanda? esattamente gli stessi! ecco perchè ad una parte del paese è permesso vivere in um certo modo e ad un’altra no.

        • pippogigi says:

          Due critiche agli interventi precedenti: io per cultura, educazione e mentalità proprio non ce la faccio a vivere come un italiano, men che meno come un italiano del sud o qualsiasi altro popolo mediterraneo o levantino. Capisco l’ironia o il paradosso, ma proprio è impossibile.
          Altra cosa non parliamo più di “problema nazionale”, di come salvare l’italia ed cose del genere. A me dell’italia interessa tanto quanto la Nuova Zelanda o lo Swaziland, terre lontane ed in certi casi anche incomprensibili.
          Questo è un sito di indipendenza, tutte le soluzione devono passare dall’indipendenza, poi si affronteranno gli eventuali possibili problemi rimasti.
          Prendo questa frase dell’ottimo Ceresa (visto anche su yahoo) “Mettendo insieme un numero accettabile di persone con il cervello a posto, cosa molto difficile per questo Paese,
          sarebbe da rovesciare il sistema attuale, obbligando tutti i masnadieri della corruzione, responsabili del debito pubblico, a restituire i soldi sottratti in 65 anni di Regimi disonesti ”
          Il problema non è rovesciare il sistema attuale, noi ce ne dobbiamo proprio andare dall’italia, (nel senso di diventare indipendenti non di emigrare, la Padania non è italia). Ottenuta l’indipendenza con le buone o con le cattive immagino che ci saranno discussioni economiche sul debito politico italiano (pubblico), le pensioni, i mezzi delle forze armate, le sedi delle ambasciate all’estero, cose già viste in casi precedenti.
          Personalmente rimetterei in discussione anche il trattato di Osimo: l’italia non può perdere le sue guerre e dare via territori padani…

          • Albert Nextein says:

            Per ottenere l’indipendenza c’è una strada principale e risolutiva.
            La rivolta fiscale.
            Il che in altre parole corrisponde a pagare le tasse come fanno al sud.
            Cioè, non pagarle.
            Quando lo stato centrale sarà all’asciutto, lo stato unitario si disfa come neve al sole.

            Esiste l’alternativa della rivolta violenta.
            Ma io non sono violento.

  6. Sandrone says:

    Eppure basterebbe poco per cominciare ad invertire la tendenza.

    Ad esempio gli impiegati pubblici, statali e comunali, lavorano 36 ore alla settimana. Se il loro orario fosse portato come nel privato a 40 ore si potrebbe fare lo stesso lavoro con un decimo del personale in meno.

    Significa risparmiare quattrocentomila stipendi, cioè almeno dieci o quindici miliardi di euro all’anno. Intanto…

  7. Diego Tagliabue says:

    Semplice: lo Stato austriaco è federale e ben più efficiente di qualsiasi Stato dei PIGS.

    Nell’ultimo pacchetto di risparmio, il governo (Grande Coalizione tra SPÖ e ÖVP) ha deciso una serie di TAGLI, anziché aumentare le tasse.

  8. pippogigi says:

    Anche la Savoia, nella tassatissima Francia, riesce ad essere attrattiva per le nostre aziende, ed è tutto detto.
    Come ho già detto la soluzione non è andare in Svizzera ma far venire la Svizzera da noi. Come? con l’Indipendenza della nostra terra ed adottando la Costituzione, le leggi e la fiscalità svizzera.
    Casaleggio del Movimento 5 stelle ieri ha detto questo:
    C: Io penso che il Paese avrà nei prossimi mesi, non so quanti, uno shock economico. Uno shock che potrebbe portare a una ridefinizione della rappresentanza politica oppure a uno spostamento della politica da problemi politici a problemi di carattere sociale: disordini, rivolte. Quindi qualcosa che non può essere dominato dalla politica.

    Occorre tenersi pronti ed essere preparati a condurre queste rivolte nell’alveo dell’indipendenza

    • Sandrone says:

      gentile signor PippoGigi

      Tutta questa attrazione per la Svizzera che hanno tanti frequentatori di questo blog francamente non la capisco…

      Ma quale fiscalità svizzera e costituzione svizzera…la fortuna di quel radioso Paese alpino è da sempre, e lo sanno anche i sassi, il fatto che faccia da forziere per tutte le economie criminali del mondo.

      Da sempre dittatori, trafficanti, criminali di guerra ecc. ecc. portano i loro soldi in Svizzera. Furbi gli svizzeri ad approfittarne, ma difficilmente si può replicare altrove!

      Se proprio vogliamo imitare qualcuno prendiamo ad esempio l’olanda. Con la marjuana in libera vendita, e la prostituzione legalizzata ed organizzata, qualche miliardo in circolazione ce lo si mette.

      Saluti

      • pippogigi says:

        Facile contraddirla:

        Analisi per macrosettori:
        Il settore trainante dell’economia svizzera si riconferma l’industria che ha contribuito nel 2003 per il 19.0% alla formazione del PIL. Il ruolo positivo svolto dall’industria è dato dalla forte propensione all’export (oltre il 90 % dalla produzione è destinata ai mercati di esportazione) ed ha registrato nel 2003 una discreta crescita (+ 1.3%) Al secondo posto troviamo il commercio al dettaglio con un contributo alla formazione del PIL del 12.8 %. L’incremento nel 2003 è stato sostanziale (+ 2.3 %). Il terzo settore dell’economia svizzera è quello immobiliare (10.6 % del PIL). Si segnala comunque che questa voce risulta di difficile lettura, dato che essa raggruppa anche i contratti di leasing e il settore dei softwares. La piazza finanziaria svizzera contribuisce con il 9.2 % alla formazione del PIL e occupa il quarto posto, seguita al quinto posto dal settore delle comunicazioni e dei trasporti (6.1 %).

        • pippogigi says:

          Vorrei aggiungere: con l’Indipendenza prossima ventura adottando la Costituzione Svizzera e le sue leggi ovviamente vuol dire adottare anche la loro legge bancaria con tanto di segreto bancario. Essendo la Svizzera fuori dalla Ue anche noi lo saremo.
          Quindi direi che pur non essendo il settore bancario un settore trainante dell’economia svizzera (e sinceramente mi sarei aspettato di trovare il turismo ), i fondi ivi depositati e sapientemente utilizzati per finanziare l’economia locale (e non titoli di Stato italiani pari alla carta straccia come fanno da noi le banche) sono senz’altro importanti per l’economia svizzera.
          L’adozione della loro legge bancaria rende possibile duplicare presso di noi tale fortunato sistema.

      • Paolo Brembilla says:

        ma tu la Svizzera non sai nemmeno dov’è

        • pippogigi says:

          Questo è un forum d’indipendentisti.
          Mi pare che invece qui ci sia gente che sta remando contro l’indipendenza, continua a parlare dell’Italia come se fosse un problema nostro, loro si risolvono i loro problemi, noi risolviamo i nostri, in primis con l’Indipendenza.
          Vedo che qualcuno ha finito gli argomenti ed ora sta passando al 38esimo stratagemma di Schopenhauer per avere ragione, che riporto per i lettori dell’indipendenza e che potranno con comodo ricordarsi quando avranno di fronte queste persone (così sapranno non cadere nei loro tranelli)

          Ultimo: Quando ci si accorge che l’avversario è superiore e finiremo male, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani. Si passi dall’oggetto del contendere al contendente attaccando la persona. Si tratta di un appello delle forze dello spirito a quelle del corpo o all’animalità. Una regola molto popolare. Ma come rispondere? Non basta evitare di essere offensivi perché mostrando a uno con calma che ha torto, e dunque pensa e giudica in maniera sbagliata, lo si amareggia più che con qualsiasi espressione oltraggiosa. Perché … “ogni piacere dell’animo e ogni ardore risiedono nell’avere qualcuno, dal confronto con il quale si possa trarre un alto sentimento di sé “. La vanità richiede soddisfazioni e nessuna ferita duole più di quelle che la colpiscono. Di qui l’amarezza dello sconfitto e il ricorso a quest’ultimo stratagemma dove il sangue freddo è d’aiuto. Si risponde con calma e senza badare alle offese si ritorna sulla cosa in questione.

  9. Albert Nextein says:

    Concentriamoci sulla caduta degli introiti fiscali.
    Ci divertiremo a ascoltare le scuse che inventeranno per spiegarla.
    Tra la teoria di Laffer e le aziende che chiudono o espatriano ci divertiremo.

    Io, poi, non credo ad una parola di quanto afferma Visco, il quale prevede una ripresa da fine anno, per quanto “molto lenta”.
    Da come la vedo e la vivo io, non ci sarà ripresa, la depressione si radicherà ben bene, l’economia rallenterà ancora, il debito pubblico aumenterà, l’introito fiscale si ridurrà costantemente.
    Ci vogliono anni per uscire da questa situazione, con una classe politica efficiente e decente.
    Noi, invece, subiamo di tutto da una classe politica delinquente ed incapace.

    Attendo con curiosità i report fiscali.

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