Italia, un film dell’orrore che va avanti da quasi due mesi

di STEFANO SALVI

– “Padre puttaniere” “zombie” “morto che parla” “stalker politico” “faccia come il culo” “criminale”. Questo è parte del repertorio di insulti a Bersani da parte di Grillo.

– Dopo aver giurato che i nostri marò sarebbero tornati in India dopo aver votato in Italia, il nostro Stato, nella persona del Presidente del consiglio e del ministro degli Esteri, si rimangia tale giuramento dichiarando che i nostri militari non sarebbero più tornati in oriente per farsi processare. Appena però le autorità indiane mostrano un tantino di “muscoli” i nostri vertici decidono in piena notte e in tutta fretta di “caricare” su un aereo militare per l’India i due marò affinché possano essere processati. Il ministro Giulio Terzi già dimissionario si dimette.

– Un ragazzo di 18 anni se ne sta tornando a casa a piedi, di notte, a Ferrara. Quattro poliziotti lo affrontano chiedendogli i documenti e letteralmente lo ammazzano di botte. Otto anni dopo i poliziotti vengono condannati in via definitiva a 3 anni e sei mesi di galera che per beneficio dell’indulto si riducono a soli 6 mesi che dovranno essere scontati in carcere. Il C.O.I.S.P., uno dei tanti sindacati di polizia, per meglio difendere i propri iscritti non trova di meglio che inscenare sotto le finestre del comune di Ferrara, dove lavora la madre del ragazzo ucciso, una barbara, assurda, indecente, indegna, manifestazione di protesta contro la detenzione di tre dei quattro poliziotti, urlando “ i poliziotti in galera, i delinquenti fuori” e come se non bastasse il tutto alla presenza dell’europarlamentare del PDL Potito Salatto, che insieme ai rappresentanti del sindacato manifesta a loro favore; e dulcis in fundo ecco le “illuminate” dichiarazioni dell’Onorevole Giovanardi, Parlamentare del PDL : “Gli agenti sono vittime come il ragazzo che è morto”. Ciliegina delle ciliegine: scontata la galera i tre potrebbero anche rientrare in servizio!

– Le nove sigle sindacali che rappresentano i dipendenti “non parlamentari” di Montecitorio sono sul piede di guerra perché all’orizzonte si intravedono tagli che vogliono ridurre le spese del Parlamento. Le retribuzioni del personale saranno, nel 2013, pari a 231milioni di euro che non servono per pagare 4mila dipendenti, che non servono per pagare 3mila dipendenti, che non servono per pagare 2mila dipendenti, bensì 1.541 che significa uno stipendio medio di 150mila euro. Parliamo di una cifra pari a 5 volte la retribuzione media di un dipendente pubblico e quasi il quadruplo rispetto allo stipendio del parlamento inglese.

–  “Farebbero qualsiasi cosa queste troie che si trovano così in giro nel Parlamento”. Questo è quanto dichiarato al Parlamento europeo dall’Assessore alla Cultura della regione Sicilia, Franco Battiato. Tutto quanto scritto sopra è avvenuto negli ultimi trenta giorni, immaginatevi quale possa essere la reazione degli stranieri che dovrebbero investire da noi, per poter dare sviluppo, ricchezza, lavoro, alle nostre imprese. Di fronte a tale scenario non sareste voi i primi a scappare a gambe levate da un tale quadretto?

Questo è il film che ogni giorno viene proiettato dai nostri Parlamentari, dalle nostre istituzioni, dai nostri vertici, affinché noi italiani ci si possa, “sgomenti”, divertire. Il dramma, quello vero, è che non c’è nulla, assolutamente nulla, per cui si possa ridere, ci si possa divertire, il tempo delle risate, il tempo degli insulti, la “perdita di tempo” è finito. Avevamo titolato, il mese scorso l’articolo di questa rubrica “La ricreazione è finita” convinti che la nostra classe dirigente, vista la drammatica situazione e i risultati elettorali, si sarebbe messa immediatamente al lavoro per darci finalmente un Parlamento e un Governo in grado di lavorare, di legiferare, di “curare”, in parte, questo gravissimo “ammalato cronico” che è il nostro Paese, ma non è andata così.

Da una parte, il responsabile di quello che dovrebbe essere il maggior Movimento riformatore e innovativo che conta ben 163 Parlamentari si rifiuta categoricamente di ascoltare e confrontarsi con gli altri partiti in campo, continuando a seppellire di critiche e di insulti gli avversari non rendendosi evidentemente conto che il suo Movimento non è più un coacervo atto alla mera e sterile protesta, ma è entrato con pieno diritto all’interno delle istituzioni e come tale ha l’obbligo di sentire, parlare, comunicare, con le altre forze politiche ed insieme trovare una soluzione che possa portare nell’immediato allo sviluppo di una politica degna di tale nome.

Sembra quasi che l’obiettivo di questi neofiti della politica non sia quello di addivenire a delle riforme sostanziali ed epocali,  bensì quello di immobilizzare il più possibile la funzione legislativa dei nostri Parlamentari,  quello di S F A S C I A R E dall’interno, l’ordine costituito. Del resto, tutto ciò si sposa benissimo con il meccanismo delle “Sette” che, dando ordini dall’alto senza permettere in alcun caso difformità di pensiero, sono l’antitesi della democrazia, che è esattamente quello che si sta consumando oggi all’interno di questo Movimento.

Dall’altra parte stiamo assistendo increduli da oltre 45 giorni alla rincorsa e alla corte spietata che Bersani sta facendo al Movimento descritto sopra: non pago delle “tenerezze” di Grillo, continua senza un minimo di dignità a bussare inutilmente alla porta di quel motel a ore ove risiede quella “vergine virtuosa” che, facendo la sdegnosa approfitta delle attenzioni di un vecchio bavoso senza nemmeno fargliela vedere, consapevole che proprio quelle attenzioni la faranno assurgere al ruolo di “gran dama”. Tutto questo ovviamente succede mentre i mercati crollano, le aziende chiudono al ritmo di mille al giorno, la disoccupazione giovanile e non raggiunge vette da capogiro, la deflazione dilaga e il numero dei nuovi poveri raggiunge i 12 milioni.

Quanto raccontato sopra non è purtroppo la trama di un film dell’orrore, ma è la triste, amara realtà che ci tocca ingerire tutti i santi dì.

In collaborazione con “BergamoUp”

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5 Comments

  1. Lucky says:

    Caro salvi di quello che fanno o non fanno, quello che guadagnano o non guadanano i nostri parlamentare me ne frega tanto quanto un CAZZO! L’articolo l’ho letto ma non leggerò mai più qualcosa che riguarda la politica italiana!!!

  2. Francesco says:

    più l’itaglia fallisce, meglio é, o no?

  3. corrado says:

    infatti.
    chissenefrega dell’itaglia, per noi e’ uno stato canaglia.
    Per cambiare le cose deve saltare tutto, quindi che continui cosi’

  4. Articolo da tribuna politica italiota… “nostra classe dirigente” ” nostri Parlamentari, dalle nostre istituzioni” ma quando mai… questi parassiti con noi non hanno niente a che fare, l’itaglia va soppressa come un cavallo zoppo…

  5. Corrado says:

    perché, c’è qualche epiteto lanciato da Grillo a Bersani, che non corrisponda al vero?

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