PROPOSTA PER UNA NUOVA COSTITUENTE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di LORENZO ARECCO*

Dopo vent’anni di discussioni sulle varie formule organizzative dello Stato siamo certi che l’unico modo per ottenere il vero cambiamento sia il modello federale. Un modello federale molto similare a quello svizzero in cui il livello centrale e quello cantonale sono grandemente autonomi ed indipendenti l’uno dall’altro. Come ottenere tutto questo? Il primo passo ed anche il più importante è la rappresentanza politica. Nessuna forza presente nel Parlamento centrale, ne’ nelle varie Assemblee regionali, è realmente interessato e tantomeno vuole, portare avanti un tale progetto.

Votare oggi i cosiddetti partiti della Casta, così come ieri quelli della partitocrazia pre- tangentopoli non ha nessun valore se non quello della conservazione, dell’immobilismo e di una ulteriore incapacità a progettare il futuro.

Che fare? Una sinergia! Ovvero riunire tutte le forze territoriali che si riconoscono in un progetto federale di cambiamento, funzionale al proprio comparto non elettorale ma territoriale, così da poter dire finalmente “Padroni a Casa Nostra”. Una nuova classe dirigenziale non interessata a promuovere gli amici degli amici ma la propria realtà su cui avrà un fortissimo e competente potere decisionale.

Da Nord a Sud l’occasione di trovarsi, confrontarsi, riabilitare il senso della politica senza pregiudizi, quelli sì figli dell’immobilismo, per costruire insieme un sistema migliore, più efficiente al cui centro ci saranno il lavoro, l’individuo e non uno Stato padrone. Che cosa si ha da perdere? Nulla! Che cosa c’è da guadagnare? Tanto! Il tutto spetterà ai singoli movimenti a casa loro. In definitiva questa federazione è l’unico modo per bonificare questa palude che singolarmente ci può travolgere, ma insieme…

*Coordinatore area Occitana, Piemonte, Liguria, Val D’Aosta, per Italia Federale

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3 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    F(T)

  2. vasco.cicognani@gmail.com says:

    Egr. Arecco,
    mi sembra di capire , dal simbolo di italia federale, che permanga il problema delle macroaree: sono in attesa di comprendere che cosa possa avere in comune con l’ex- stato pontificio, la Sardegna e l’abruzzo.
    Vasco, Firenze

  3. Rinaldo C. says:

    Spett.le Reagazione l’Indipendenza

    tutti i giorni leggo e salvo sul mio Pc tutti gli articoli che più interessano , sulla Indipendenza di ogni regione Italiana.
    Mio padre ora defunto nella 1 guerra mondiale ha combattuto per portare varie regioni ai confini con l’Austria e la serbia regioni he erono Italiane e che sono ritornate Italiane dopo la fine della guerra, copn gioia di tutti. Dopo la seconda guerra molte rgioni si sono rese autonome e tutte le entrate rimangano in Regione, mentre le altre sono costrette a inviare il tutto a Roma.
    Io sono dell’idea che ogni regione del suolo Italiano siano autonome dal potere centrale oppure togliere l’autonomia a chi la possiede. Io penso che il modo migliore sia quello di fare la più presto uno stato federale, dove ogni regione, con tutti i suoi comuni gestiscano il tutto, in modo sapiente e cercando in ogni modo di fare del sociale per le persone con più problemi, può eliminare il clientelismo, la corruzione, i facili permessi.
    Il popolo potrà vedere quello che il movimento politico saprà fare per i propri cittadini della regione e dei comuni. Su quanto sarà incassato dai cittadini, dagli evasori, rimarrà nel proprio territorio e un 10% allo stato centrale per corpire le spese dello stato ( esercito, spese di rappresentanza a livello europeo e mondiale ect…). Così ogni regione che non si comporta in modo lineare
    nella conduzione amministrativa dovrà essere commisariata e in pochissimo tempo ritornare a nuove elezioni. E’ ora di finirla di aiutare chi gestisce il proprio comune, e la regione di mettere i propri figli, o parenti,
    o personaggi di dubbia serietà in cariche, dove sicuramente potranno fare solo danni (anche solo per essere stati assunti o messi in qualsiasi posto dell’amministrazione comunale e regionale.
    Basta il popolo ne ha pieno i co…….ni.

    R.C.

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