Italia e sentimento italiano secondo la Lega. A quando abolizione art. 1 dello Statuto?

noi-salvini-napolidi ROBERTO PISANI – Non basta nascere e vivere in Italia per sentirsi italiani. Questo lo sanno tutti quelli che hanno nel proprio dna l’indipendenza e il diritto di ogni popolo all’autodeterminazione. Sogno paventato al nord grazie ad un partito che per un certo periodo ha portato avanti le istanze di questo territorio. Bisogna premettere che la Lega Nord nasce federalista ed ha come principale obbiettivo politico un forte e spiccato federalismo all’interno di uno stato nazionale, ispirandosi alle idee di Carlo Cattaneo. Il suo ideologo Gianfranco Miglio, che proprio in questi giorni avrebbe compiuto 100 anni, immaginò l’Italia divisa in tre macro-regioni. Poi però il partito cambia registro ed inizia a parlare di indipendenza e secessione, di Padania come stato indipendente, ci si concentra solamente sulla cosiddetta “Questione settentrionale”. E a questo punto succede il miracolo: nelle popolazioni padane si risveglia lo spirito di appartenenza ad una terra da troppo tempo soffocata dall’invasore italico (cit.).

Insomma i Padani si scoprono Padani. Si aggregano alla Lega Nord per l’indipendenza della Padania, che nel frattempo ha cambiato anche nome e statuto, giovani, vecchi, donne, persone che mai avrebbero pensato di occuparsi di politica, che seguendo l’indicazione del segretario federale Umberto Bossi girano e diffondo il verbo, come nuovi apostoli. Viene creata una macchina da guerra.

Si apre un giornale, una radio, una televisione, una banca. Nascono una miriade di associazioni, dall’automobilclub al ciclismo, dal volontariato ai bambini, dalle donne ai giovani, tutti con un unico comun denominatore: sono Padani. Poi le vicende giudiziarie ed economiche obbligano ad un cambio al vertice e si ritorna a parlare di autonomia e federalismo all’interno di uno stato unico. Quindi non più indipendenza, non più secessione, non più Padania. E i militanti e sostenitori seguono come hanno sempre fatto le direttive del segretario federale. Ecco: proprio qui sta il punto. Si può facilmente capire che il programma politico è notevolmente diverso. Ma come si fa a farsi andare bene tutto purché lo dica il capo? Se si era federalisti come si poteva appoggiare un partito che aveva come obbiettivo principale la secessione? E per chi ha aderito alla Lega indipendentista come può di punto in bianco scoprirsi italiano ed approvare il cambiamento del logo dalla quale è stato tolto addirittura il vocabolo nord?

Prossimo passaggio? L’abolizione dell’articolo 1 dello statuto? Andrà bene pure quello?

Roberto Pisani – segretario politico Identità Oltrepò

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3 Comments

  1. Mario Casadei says:

    Se persino il capo dei leghisti ha capito che l’Italia e il suo nord possono contare solo se stanno Uniti (e già siamo piccoli in questo mondo enorme e globalizzato) …. dai siete rimasti in 4 a sognare la secessione condominiale

  2. RAFFAELE says:

    Il punto dirimente sta nel fatto che non si può accettare tutto solo perché lo dice il capo. In effetti in movimento serio decide una linea politica e la mantiene, le giravolte della lega sono state tali che si è passati dal federalismo alla secessione sino ad abbracciare la destra estrema. Inaccettabile. Cosi la gente perde la fiducia e il movimento la credibilità.

  3. Milziade says:

    Mi ha tolto il sogno. Mi ha fatto perdere molto tempo e anche denaro a correrle dietro per NULLA.
    E ADESSO VIA IL NORD E VIA ANCHE IL VERDE
    E POI SALVINI , IL NAZIONALISTA, Quando lo vedo mi si attorciglia lo stomaco. Basta Lega e per sempre.

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