Italia, prestigiosa solo sulla carta. I numeri dicono ben altro

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI

Abbiamo evidenziato, attraverso i numeri, il disastro della scuola italiana. E l’industria? L’industria è in condizioni solo “meno peggio “ rispetto al governo del paese. Per fortuna! perché se fosse stata gestita come i vari governi hanno sinora gestito la cosa pubblica, lo Stato,da tempo, sarebbe abbondantemente fallito. Vediamo a che cosa hanno portato i cosiddetti “successi” della scuola italiana.

Tanto studio (si fa per dire) ha regalato la seguente situazione relativa ai premi Nobel.

NAZIONE Numero premi Nobel
Francia 56
Gran Bretagna 111
Germania 93
Italia 20
Svizzera 29

Per amor di patria abbiamo trascurato gli USA. Naturalmente non bisogna dimenticare i grandi cervelli che sono fuggiti dall’Italia come l’intero gruppo di via Panisperna capeggiato da Enrico Fermi, affiancato da “piccolissimi” come Amaldi, Pontecorvo e altri. Ed ora veniamo alla produzione di idee nuove. Per sviluppare l’industria occorrono inventiva e laboriosità. L’Italia, per uscire dalla crisi, è in grado di produrre idee nuove?

Ecco la situazione brevetti

Nazione Brevetti Marchi di fabbrica Industrial design
Francia 60.935 298.114 59.039
Gran Bretagna 48.767 265.290 42.596
Germania 162.522 570.282 101.654
Italia 26.570 26.707 50.443
Svizzera 35.543 24.839 31.025

A questa va aggiunta la classifica mondiale relativa alle capacità innovative. E’ in grado l’Italia di innovare? E’ stata stilata una classifica a livello mondiale.   Al 1° posto c’è la Svizzera(sprezzantemente chiamata “quella del formaggio e degli orologini”) con 68.24 punti; Al 36° posto viene l’Italia con 44.48 punti.

Veniamo ora alla competitività.

Uno studio Deloitte “Global Manufacturing Competitiveness Index 2012 pone al 1° posto la Cina con 10 punti e l’Italia al 32° con 3.76 punti e una previsione di scivolamento al 34° posto. E ora la perla finale. Nello studio a livello mondiale “The 2011 Industrial R&D Investement Scorebord”, condotto su 1400 aziende al 1° posto c’è ROCHE (ditta svizzera, tanto per cambiare. Sempre quella del formaggio e degli orologini). Le prime ditte italiane che compaiono nell’ elenco (con fortissimo distacco sulle successive ) sono citate due aziende che i “sinistri” stanno tentando con ogni mezzo di “tirasi fuori dai piedi” e precisamente Fimeccanica (51° posto) e FIAT (52 ° posto). In compenso abbiamo i pensatori del Sud che piuttosto che operare seriamente per raddrizzare industrie come l’Ilva , decidono che è meglio chiuderle. C’è da rimanere fulminati!

E allora tutto quello che ci hanno raccontato e ci raccontano sull’Italia e sul posto di prestigio che occupa nel mondo? Storielle inventate solo perché chi governa possa mantenere poltrona e stipendio. Coraggio ragazzi, che con pochi altri sforzi riusciremo a portare l’Italia ad uno degli ultimi posti del 4° mondo!

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6 Comments

  1. gian luigi lombardi-cerri says:

    L’Italia è un paesedi serie B.
    Poco male , poichè in tale serie giocano nazioni come la vizzera, la Norvegia, la Svezia, l’Austria e tante altre di tutto rispetto.
    Gli è che l’Italia si da arie di squadra da serie A, nonostante la storia degli ultimi 150 anni si affanni a dimostrare il contrario.
    Accampa quindi solo pretese con una arroganza tipicamente mediterranea dando sempre agli altri la colpa dei suoi mali.

  2. ep says:

    l’Italia è un paese che galleggia. E’ vero, impera la mediocrità ma anche il menefreghismo. Il senso civico è stato accuratamente sepolto nell’indifferenza generale, mentre qualsiasi punto di riferimento è stato azzerato. ormai si naviga a vista. E la colpa è di tutti, nessuno escluso.

  3. Andrea says:

    Sì è vero cè una parte d’Italia mediocre, anzi propio ignorante, e che invece si crede intelligente e fa commenti da perffetto incompetente, come quello qui sopra del signor Luca…..ebbene la risposta a simile str…. che rasentano la pena per chi le scrive è semplicemente questa:
    SOLO NEI 2000 ANNI di STORIA RECENTE COSA HA FATTO L’ITALIA PER L’UMANITA’ (…Consideriamo solo per esempio l’era classica di Roma, il Rinascimento, o solo il patrimonio artistico che da solo quello Italiano è stimato essere da fonti Unesco come il 60/70% del totale mondiale, ma anche semplicemente le ultime e più “frivole” creazioni dal cinema, alla cucina, dalla letteratura alle invenzioni che hanno rivoluzionato nel bene (e avvolte nel male, a seconda di come l’uomo ne fa utilizzo) di più il xx secolo: la radio e le telecomunicazioni, il telefono, l’energia nucleare con la scoperta della fissione nucleare, il primo microprocessore…….e le altre migliaglia che non scrivo x motivi di spazio….mah forse in fondo certe persone che “scrivono alla Luca” hanno la loro utilità: e cioè quella di far mantenere un certo grado di umiltà alla popolazione che altrimenti se si rende conto di appartenere ad un popolo che ha creato così tanto si accecherebbe di superbia e ciò sarebbe altamente deleterio per tutti

    • Luca says:

      Dunque, dalla tua lista di cose che l’Italia ha fatto per l’umanità bisogna togliere: l’era classica di Roma, il Rinascimento, il 99% del patrimonio artistico e il 90% della letteratura, dal momento che sono tutte cose create quando l’Italia non esisteva.
      Delle invenzioni “italiane” (quasi tutti i grandi scienziati e inventori “italiani” provengono dal nord) bisogna togliere un buon 80% dal momento che i loro scopritori/inventori hanno dovuto fuggire dall’Italia per poter fare le loro scoperte o invenzioni.
      E comunque cosa c’entrano discorsi come questi? Anche la Russia ha dato all’umanità molti dei suoi più grandi geni, ma con una speranza di vita di 65 anni e tassi di criminalità e corruzione da terzo mondo, rimane comunque un paese sottosviluppato.

  4. Paolo L. Bernardini says:

    Gentile Dr Lombardi Cerri,

    tra i 20 premi Nobel occorre specificare che la maggior parte, almeno per quel che riguarda i Nobel scientifici, sono stati dati a studiosi che hanno lavorato all’estero per gran parte o tutta la loro carriera scientifica.

    L’Italia è stata la causa della maggior diaspora intellettuale di tutti i tempi che ancora contiuna!

    Anche se Le assicuro, almeno nel mio piccolo e nella piccola realtà in cui lavoro, che ce la mettiamo tutta e le menti ci sono…Il problema è la struttura-Stato.

    Ci sono tante piccole realtà (istituti CNR, dipartimenti universitari) che vanno bene, ma occorre pensare alla triste situazione per cui nella maggior parte dei casi ben oltre il 90% del budget va al pagamento del personale. Per la ricerca rimane ben poco, e nelle classifiche internazionali la ricerca è tutto.

    In ogni caso, molti miei colleghi ed io stesso facciamo del nostro meglio, occorre sempre fare il proprio meglio anche in situazioni oggettivamente drammatiche.

  5. Luca says:

    Gli italioti amano pensare che l’Italia sia un paese fantastico e potentissimo, un faro di civiltà, rovinato però da qualche nemico oscuro, interno o esterno che sia. Ed ecco che la mafia, anzichè un prodotto della mentalità meridionale, diventa, nella mente di qualche fan di De Magistris o Ingroia, un meccanismo diabolico comandato da qualche burattinaio nascosto nell’ombra. Ecco che la crisi economica italiana è colpa della Germania che “basa la sua crescita esportando in Italia, che così viene danneggiata” (in che modo non si capisce). Ecco che le clamorose figure di merda fatte dall’esercito tricolore nell’arco di un secolo e mezzo sono sempre frutto di sfortuna o di pugnalate alle spalle. E via dicendo.
    La realtà invece è che l’Italia è semplicemente un paese mediocre. Molti dei suoi mali si vedono anche in altri paesi ugualmente mediocri dell’Europa mediterranea o dell’America meridionale. Non c’è nessun motivo strano o inspiegabile alla base dei disastri italiani. Solo mediocrità.

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