Italia, comici di lotta e di governo. Dalla commedia alla tragedia

corodi STEFANIA PIAZZO – Una delle mie segrete passioni è la musica greca. Antica. E’ la nascita dei primi sistemi musicali, legati al testo poetico, alle prime forme di scala musicale che rispecchiava modi e stili diversi a seconda del territorio: lidio, frigio, ionico, dorico… L’evoluzione della musica nasce in Grecia ed è fortemente ancorata al teatro, alla danza, ai giochi, alla tragedia.  I papiri che ricostruiscono le trame della musica delle origini sono monumenti dell’umanità: lo stasimo delll’Oreste di Euripide, l’epitaffio di Sicilo, l’inno al sole, l’ode pitica di Pindaro, gli inni delfici in onore di Apollo…. Ma la tragedia è il cuore del  genio musicale, con i cori che accompagnano il racconto, e con il coreuta che si stacca, da “narratore”,  per raccontare i fatti, anticiparli.

E’ arte all’ennesimo stato di purezza, è il teatro. Gioioso o drammatico. Vi si narravano le gesta degli dei, le battaglie. La vita. La politica, però, era un’altra cosa. Nel teatro il corifeo, capo del coro, narrava le gesta del dio, diventava attore. Nella realtà, i greci decidevano in campo militare ed economico le loro scelte affidandole non agli attori ma agli illustri cittadini. Uomini di elite.

In Italia i teatri non mancano. I coreuti, i capi del coro, oggi, sono leader di partiti di governo. Interpretano, anzi, arringano la folla, la dirigono verso il consenso elettorale. La classe politica è scomparsa. Ci sono leader carismatici diversamente politici, e politici diversamente leader delle opinioni che più scaldano il Colosseo. Volete voi che viva o che muoia? Alza il pollice con un like altrimenti giralo al contrario così che il gladiatore massacri l’avversario: l’Europa, o l’euro, o la Merkel, o l’immigrato…  Poi si sale di livello. Volete voi, popolo, far fuori i poteri di Mattarella? Volete voi, spettatori, decidere quali leoni far entrare nell’arena?

Abbiamo provato tutte le categorie al potere, in queste scelte lacrime e sangue (per noi, non per loro). Il politico-politico, il politico-professore, il politico-tecnico, il politico-traghettatore, il politico-fuori corso, il politico-rottamatore, il politico-non eletto. E il politico-comico, l’ultimo traguardo prima del niente. Decidono come farci ridere, prima di farci piangere. Una tragedia.

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One Comment

  1. caterina says:

    Stupendo! una interpretazione llirica del tampo che viviamo, se non fosse tragica perche’ non sappiamo dove andemo a sbattere!

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