Italia battuta dalla Spagna nelle riforme. Così esce di scena…

di GIORGIO CALABRESI

«Matteo Renzi? Ne ho letto solo un pò. Non posso fare commenti su di lui». Kenneth Rogoff, ex-capo-economista del Fondo Monetario Internazionale e ora professore ad Harvard, non si avventura sui singoli giudizi, ma preferisce guardare in termini generali all’Italia. Paese con tante risorse, ma con problemi di crescita e incertezze politiche, «anzi paralisi politica per decenni». Ora – commenta l’economista a Radiocor a margine del World Economic Forum – l’Italia «trae un grande beneficio dalla ritrovata stabilità europea», ma si muove molto lentamente ed è perdente ad esempio nel confronto con la Spagna. Con Madrid «il contrasto è evidente. In Spagna c’è stato un netto cambiamento con riforme che sono andate a beneficio della crescita. L’Italia invece dà l’impressione di un cambiamento molto lento».

Il rischio è quello di uscire dalla scena globale se si continua così per 20-30 anni, mentre il resto del mondo, Usa, Asia e Europa continuano a crescere. Ma Rogoff non pensa che questo avverrà. «Penso che i giovani faranno pressione per le riforme e il cambiamento ci sarà». Ci si chiede – argomenta Rogoff – come possa crescere adesso l’Italia, che già cresceva poco prima della crisi. In ogni caso, già ora, «la situazione non è così negativa come negli scorsi anni, c’è meno pressione». La situazione era «insostenibile quando Mario Draghi è intervenuto e ha fornito un ponte per la stabilità che è stato estremamente utile». Ma – avverte l’economista – «è solo un ponte e non sappiamo quanto durerà. Bisogna costruire qualcosa e l’Italia non ha ancora iniziato a costruire l’altra parte del ponte». Eppure, conclude Rogoff, «siete un paese fantastico con gente fantastica. Per la creatività siete leader mondiali. Ecco, potreste fare meglio».

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5 Comments

  1. Chiedo perdono, ma dopo 100 di queste “sviste” vorrei far cortesemente notare a questo e ad altri autori che un po’ si scrive con l’apostrofo, non con l’accento. Sta per un poco. Si elide la sillaba “co” e al suo posto si mette l’apostrofo. Non che a me interessi l’accademia della crusca italica, ma questo è un modo sicuro per farci dare degli ignoranti, anche quando scriviamo cose interessanti e documentate.

  2. Marco Mercanzin says:

    Ma e’ lo stesso Rogoff che dice : “La creazione dell’eurozona. Un gigantesco errore storico ”

    http://www.ibtimes.co.uk/kenneth-rogoff-creating-eurozone-giant-historic-mistake-1433440

    • AndreaD says:

      Eh si…. è proprio lui. Capita a tutti di sbagliare, per carità…
      Pensare a quello che gli è successo scrivendo “Growth in a Time of Debt” assieme alla collega Carmen Reinhart. Per fortuna ci sono i giovani!
      http://www.youtube.com/watch?v=qr_bypQ7kes

      • Marco Mercanzin says:

        Infatti. Ma prenderlo come esempio di sostenitore delle politiche legate all’€ mi pare quanto meno masochista.
        Oltre a specificare che le uniche riforme fatte dalla Spagna riguardano accettare i prestiti della trojka, tra i quali anche i nostri, aumentare la spesa ben oltre il 3%, e comprimere pesantemente i salari.
        Nonostante questo ha il doppio della ns disoccupazione, e la stessa nostra “non” crescita, 0,6%.
        A qualcuno risultano altre riforme tangibili?

        Puah !!!! Mentitori spudorati.

  3. mr1981 says:

    Un altro partecipante al WEF, l’amministratore delegato di Alix Partners Stefano Aversa, ha invece detto apertamente quello che serve all’Italia, ossia “misure concrete su flessibilità del lavoro, riduzione della presenza dello Stato e taglio dei costi del settore pubblico”. Ma naturalmente i politici preferiscono parlare di ius soli e abolizione del reato di clandestinità! E poi per tenere il popolino ancora occupato su altri argomenti arriveranno di nuovo i PACS conditi in altra salsa e così tra un paio di anni l’Italia scomparirà dai radar!

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