L’Italia è sull’orlo del baratro. Ecco gli 11 segnali che lo dimostrano

di ZEROHEDGE

Quando si ha troppo debito, iniziano ad accadere cose davvero brutte. Purtroppo questo è esattamente ciò che sta accadendo in Italia in questo momento. Le dure misure di austerità stanno facendo rallentare l’economia italiana ancora più di prima. Eppure, anche con tutte le misure di austerità, il governo italiano continua solo ad accumulare più debito. Questo è esattamente lo stesso percorso che ha intrapreso la Grecia.

L’austerità provoca un calo nelle entrate pubbliche, cosa che impedisce il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del deficit, cosa che provoca ancora più misure di austerità. Ma se l’Italia crolla economicamente, sarà un affare molto più grande di quello che è stato in Grecia. L’Italia è la nona economia su tutto il pianeta. In realtà l’Italia era ottava, ma ora la Russia l’ha sorpassata. Se l’Italia continuerà ad arrancare, anche India e Canada la sorpasseranno. E’ davvero una tragedia guardare ciò che sta accadendo in Italia, perché è davvero un posto meraviglioso. Quando ero bambino, mio ​​padre era in marina e ho avuto l’opportunità di vivere lì per un po’. E’ una terra con un clima meraviglioso, ottimo cibo e ottimo calcio. La gente è cordiale e la cultura è assolutamente affascinante. Ma ora il paese sta cadendo a pezzi.

I seguenti sono gli 11 segnali che l’Italia sta scendendo in una depressione economica in piena regola:

1- Il tasso di disoccupazione in Italia è salito al 12.2%. Questa è la cifra più alta da 35 anni a questa parte.

2- Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è salito al 38.5%, e nel sud Italia ha recentemente raggiunto la soglia del 50%.

3- Una media di 134 punti vendita stanno chiudendo in Italia ogni singolo giorno. Nel complesso, circa 224,000 esercizi al dettaglio hanno chiuso dal 2008.

4- L’economia italiana è in contrazione da sette trimestri consecutivi.

 5- E’ stato previsto che il PIL in Italia si ridurrà dell’1.8% quest’anno.

 6- La produzione industriale in Italia è diminuita per 15 mesi di fila. Ora è scesa al livello più basso da 25 anni a questa parte.

 7- Nel complesso, la produzione industriale in Italia è diminuita di circa un quarto dal 2008.

 8- A Maggio le vendite di automobili in Italia sono diminuite dell’8% rispetto all’anno precedente.

 9- Il numero di persone che sono considerate “sotto la soglia di povertà” in Italia è raddoppiato negli ultimi due anni.

 10- L’Italia ora ha un rapporto tra debito/PIL del 130%.

 11- E’ stato previsto che l’Italia avrà bisogno di un grande piano di salvataggio dell’UE entro sei mesi.

A questo punto, l’Italia è al verde!

E a differenza degli Stati Uniti o del Giappone, l’Italia non può più controllare una banca centrale e fargli stampare una gran quantità di nuovo denaro con cui comprare titoli di Stato. L’Italia è sposata con l’euro, e questo limita fortemente le sue opzioni. Purtroppo il denaro sta finendo rapidamente. Quello che segue è un estratto da un recente articolo di Wolf Richter: “Nella maggior parte dei paesi significherebbe avere una bella faccia tosta, o forse un’ostentazione di follia politica, ma in Italia lascia il tempo che trova: un funzionario del governo, nondimeno un ministro, può dichiarare tranquillamente che il paese non può saldare i suoi conti di lunga data, e non per un mese o due ma per il resto di quest’anno! A causa di problemi “tecnici. Il governo italiano è senza soldi. Non che il governo degli Stati Uniti o quello giapponese stiano meglio, ma hanno le banche centrali che stampano denaro a tavoletta. L’Italia no. Ha la BCE che è gestita da un italiano il quale l’anno scorso ha promesso che stamperà soldi per tenere l’Italia a galla. Ma questa promessa non è la stessa cosa dell’avere una banca centrale propria. Il 4 Luglio in Italia è venuto alla luce l’ennesimo buco per quanto riguarda il bilancio. Devastata dalla falsa austerità, le spese sono aumentate dell’1.3% nel primo trimestre, mentre le entrate sono rimasti invariate. Quindi il deficit è salito al 7.3% del PIL, rispetto al 6.6% dello scorso anno, portando il debito pubblico al 130% del PIL. Debito e deficit da capogiro in un’economia in avvizzimento – l’Italia è in recessione sin dal quarto trimestre del 2011 – è una combinazione tossica nell’Eurozona”.

Anche se questi numeri possono sembrare davvero brutti, la realtà è che le persone che soffrono di più sono i cittadini medi. Molti italiani sono stati completamente devastati da questa depressione economica ed i suicidi sono alle stelle… In Italia le tragiche storie di suicidi legati alla profonda recessione stanno diventando troppo frequenti. Il mese scorso vicino a Torino si è impiccato un ex-operaio perché non riusciva a trovare lavoro. A Maggio un giovane di Roma si è suicidato poco dopo aver perso il lavoro. Il giorno successivo il presidente Giorgio Napolitano ha pregato il governo affinché presti “la massima attenzione per le situazioni di maggior disagio e necessità” in modo da aiutare a fermare l’ondata di suicidi. E’ assolutamente tragico.

Ma sapete una cosa? Gli Stati Uniti sono diretti lungo lo stesso percorso dell’Italia. Nei prossimi anni anche qui la disoccupazione ed i suicidi saliranno alle stelle. Quelli che stanno mettendo la testa sotto la sabbia in questo momento saranno colti di sorpresa da quello che sta arrivando. Ma quelli che capiscono ciò che si staglia all’orizzonte, e si preparano, avranno migliori possibilità per uscirne con meno danni possibili.

L’Italia è un po’ come la Torre di Pisa. Tutti sanno che cadrà alla fine, e quando accadrà sarà una vera catastrofe. Quando il sistema finanziario dell’Italia imploderà, questo sarà il segno che la situazione inizierà a deteriorarsi più rapidamente. Aspettatevi che i vari pezzi del domino inizino a cadere molto più rapidamente in seguito.

In collaborazione con Francesco Simoncelli

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34 Comments

  1. eliana says:

    A proposito di Italia ridotta un colabrodo, lo sapevate che stanno mettendo in mano gli asili comunali alle cooperative? Sapete che le cooperative poi alla qualità non ci badano e tagliano i costi a più non posso, inglobando personale non qualificato, purché si accontenti di un tozzo di pane? Gli asili dovrebbero far parte del Ministero della pubblica istruzione, perché sono il primo gradino della formazione dell’individuo. Se un popolo non ha a cuore i più piccoli e indifesi, quelli che saranno gli uomini e le donne di domani, che cosa ci possiamo aspettare di peggio?

  2. ROSACAMUNA says:

    MENOMALE CHE E FALLITA LA FINTA PATRIA KE CI HANNO AFFIBIATO … L IDDDALIA … .. E ANDATA AVANTI ANKE TROPPO .. E DA QUANDO SONO NATO KE ASPETTO … QUANDO CI SARA LA NOTIZIA UFFICIALE FESTEGGEREMO KON BANDIERE LOMBARDE … LOMBARDIAAA NAZIONEEE HUBET

  3. Perché Monti ha sbagliato e Letta continua a sbagliare aggravando la situazione già deficitaria del Paese.

    Nessuno dei due a voluto correggere gli errori del sistema iniziando dal nocciolo dei problemi.

    Il resto a pagamento, mentre il Paese continuerà ad affondare selvaggiamente.

    Anthony Ceresa.

  4. INDIEAHN says:

    Che fine avranno fatto quelli che erano contro il consumismo ? Saranno contenti !!

  5. Roberto Porcù says:

    L’autore dimentica di far notare che l’Italia è ai vertici della corruzione politica, legale con il finanziamento alla politica ed illegale con una pletora di personaggi legati alla politica posti ai vertici di una infinità di enti ed aziende affinché producano fondi neri per la mangiatoia politica.
    Condivido con franko che apriremo la caccia, ma bisognerà essere molto accorti perché politici e sindacalisti mireranno a che i tordi ed i merli si abbattano tra di loro.
    A Luca dico che se io fossi rinchiuso in un carcere e la città subisse un bombardamento, forse incoscientemente, spererei che anche questo fosse colpito per avere almeno una speranza su mille di potermi, nel gran trambusto, mettere in salvo.
    E se ciò non mi fosse possibile “muoia Sansone con tutti i filistei”.

  6. Wasser says:

    Consiglio a tutti il sito: http://www.prepper.it con l’auspicio di crearne uno padano!….
    Estote parati!!…

  7. franko says:

    Quando non avremo più nulla da perdere,apriremo la CACCIA !!

  8. Keri Gould says:

    Nelle elezioni regionali del 2005, che coinvolgono 14 regioni italiane, sono presenti due principali coalizioni: la già nota Casa delle Libertà , costituita da Forza Italia , Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e Lega Nord e la nascente in chiave anti-berlusconiana Unione , costituita da: Ulivo (che da coalizione si stava trasformando in federazione di Margherita , Democratici di Sinistra e Repubblicani Europei ), Socialisti Democratici Italiani , Verdi, Udeur, Rifondazione Comunista , Comunisti Italiani e Italia dei Valori . Oltre a questi c’è Alternativa Sociale , una federazione di partiti di estrema destra nata un anno prima, costituita da: Azione Sociale , Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova . L’Unione ottiene già un successo conquistando 12 delle 14 regioni in questione. Queste elezioni sono state fatali per il governo e Berlusconi, il 27 aprile 2005, è costretto a chiedere la fiducia del parlamento, che ottiene 334 voti favorevoli e 240 contrari. Il governo Berlusconi II risulta il più longevo della storia repubblicana, rimanendo in carica per quasi quattro anni, dal giugno 2001 all’aprile 2005.

  9. Albert Nextein says:

    Non mi preoccupo se quel cesso denominato italia fallisce.
    Io ne sono una vittima.

  10. nick says:

    Tutto vero, ma perché continuano a sbarcare gli extracomunitari (negri, marocchini ecc.)?
    Forse perché le varie mafie meridionali, che sono la più grande industria del paese, ne hanno bisogno come manovalanza?
    Provate voi a sbarcare da clandestini in Sicilia, se la mafia non vi vuole!!!

  11. anna lamberti says:

    Come sono falliti i paesi socialisti, così fallirà anche l’Italia, che è l’ultimo della lista. Poi falliranno i sistemi socialdemocratici.

    • marco says:

      certo… peccato che stiano fallendo i paesi liberali…ed attualmente la baracca è tenuta in piedi dalla cina che è un paese a capitalismo di stato

      • lorenzo says:

        l’America dell’era Obama non è esattamente la patria del liberalismo, si veda il caso di Detroit che è fallita…sull’Unione Europea e sull’Italia paesi “liberali” lascerei stare…per quanto riguarda la Cina quello è un paese che può permettersi di avere più di mezzo miliardo di persone che lavorano da schiavi per una ciotola di riso al giorno, senza (almeno per un pò di anni ancora), veder scoppiare rivolte sociali…

  12. pippogigi says:

    In realtà l’italia è sull’orlo del baratro dal 1992.
    1992. governo tecnico Ciampi-Amato, crisi finanziaria, invece che tagliare la spesa pubblica si decise di aumentare le tasse.
    Da allora la spesa pubblica è sempre aumentata coperta con nuove tasse ed aumento del debito privato politico (detto erroneamente pubblico) con ulteriori interessi e quindi maggiore spesa ed altre tasse per coprirlo.
    Alla diminuzione delle vendite e quindi del fatturato e all’aumento delle tasse le imprese italiane hanno reagito aumentando i prezzi (con conseguente diminuzione ulteriore delle vendite), slegando i salari alla scala mobile, licenziando, delocalizzando all’estero, tagliando i salari (quindi aumento ella disoccupazione, del potere d’acquisto, dei redditi e della domanda.).
    Con l’introduzione dell’Euro la situazione è peggiorata, gli stipendi del settore privato fermi (quelli pubblici invece sono aumentati con conseguente aumento della spesa pubblica, i prezzi raddoppiati. A quel punto era facile prevedere che presto il sistema avrebbe raggiunto il limite massimo di tassazione, il crollo dei consumi, la spesa pubblica per essere sostenuta sarebbe passata dai redditi prodotti (ormai totalmente tassati) ai quelli passati, i risparmi, quindi Patrimoniali (l’Imu è solo la prima), prelievi forzosi sui conti correnti, ecc).
    Finiti anche i risparmi si passerà ad ulteriore debiti, alla ristrutturazione del debito pubblico, con fallimento delle principali banche italiane ed altri oneri sui cittadini italiani per risanarle, infine, finalmente, ci si renderà conto che non ci sono i soldi per le pensioni e gli stipendi pubblici.
    Questo lo so io e lo sanno gli analisti finanziari, l’allontanamento di Berlusconi, l’imposizione di Monti sono avvenute solo per la certezza internazionale del fallimento dell’Italia e la volontà di salvare le banche tedesche e francesi permettendogli di sbarazzarsi dei titoli di Stato italiani. Quindi all’estero danno per certo il nostro fallimento(e non potrebbe essere altrimenti), gli undici indicatori sono solo una suddivisione di quanto detto da me.
    In un altro mio intervento
    http://www.lindipendenzanuova.com/il-tabu-italiano-lincapacita-di-tagliare-la-spesa-pubblica/
    ho spiegato perché non verrà mai tagliata la spesa pubblica in italia, che sarebbe l’unica soluzione essendo la causa della crisi.
    Detto questo, nascondete i vostri soldi, portateli all’estero, convertiteli in franchi svizzeri, cercate di avere meno proprietà possibili (vivete in affitto, noleggiate l’auto solo quando vi serve ), trovate il modo di campare e sperate in una rapida indipendenza per la Padania

    • Marco Mercanzin says:

      Spagna e Irlanda avevano un debito pubblico migliore di quello tedesco, eppure sono saltati prima dell’Italia.
      Il problema e’ il debito privato causato dagli scompensi del current accaunt.
      Smettila con i luoghi comuni privi di fondamento e di dati.

      • Albert Nextein says:

        L’italia deve guardare agli affaracci propri.
        Io delle medie, dei rapporti, dei confronti me ne strafrego.
        Se trasformiamo l’italia in una comune famiglia si capisce immediatamente ciò che si deve e può fare.
        Basta il buonsenso.

        Il grosso problema è che a capo di questa famiglia immiserita e scalcagnata ci sono coloro che l’hanno rovinata.
        Personaggi che non mollano l’osso, e non vogliono assumersi responsabilità di sorta.
        Questo giustifica ogni tipo di difesa da parte della popolazione, rende imperativa la difesa fiscale, la trasmigrazione di aziende, l’uscita di cervelli e know-how, la liquidazione di assets in italia, l’acquisto di oro in lingotti all’estero, la fuga di capitali fuori dalla UE.
        Tutto è appropriato contro questo stato di delinquenti.
        Senza guardare tanto per il sottile, senza tirar in ballo medie, numeri, confronti, fregnacce di economisti venditori di parole un tanto a sillaba.
        In sintesi, il popolo deve disfarsi dell’intera classe di potere.
        E non può delegare ai partiti che sono, è noto, la fonte del dissesto e della malattia, insieme a banche e strutture sovrastatali.

        Questi sono i fatti.
        Per quanto concerne i numeri, io dico che la gente viene informata con numeri falsi.
        Nessuno o pochissimi hanno idea della realtà , numeri alla mano.
        E si guardano bene dal comunicarla alla gente.
        Tentano solo di guadagnare tempo con mezzucci miserabili, nella speranza che passi la nottata.
        A questo ci hanno ridotti.

        Io me ne frego dei numeri, li prendo per quello che sono, e cioè dei pallidissimi indicatori della realtà.

    • Marco Mercanzin says:

      È comunque la spesa primaria italiota e’ in linea con la media europea.
      Che vada sicuramente riallocata e’ un fatto.
      Ma non è fuori dalla media europea.
      Quello che il liberisti de noaltri si esimono sempre dal dire, e’ che a causa della mancanza di sovranità monetaria, siamo costretti a pagare 80/90 mld di interessi sui titoli di stato.
      Prima di raggiungere quella cifra, hai voglia a tagliare…..

      • Leonardo says:

        BASTA CON QUESTA…. MINCHIATA!

        • Marco Mercanzin says:

          Minchiata tipo questa?

          http://leprechaun.altervista.org/debito_pubblico_italiano.shtml

          “….Con questa sola aritmetica elementare si fanno però delle scoperte interessanti. Chi avrà la pazienza di seguire questi quattro conti (su un po’ di dati di dominio pubblico) scoprirà, ad esempio, che vi si trova la risposta alla seguente domanda: “ma il nostro debito pubblico, così alto, da cosa dipende?” Chi, o cosa, lo ha fatto alzare in questo modo?
          Sappiamo bene qual è la risposta che va di moda: le ruberie, gli sprechi o il costoso stato sociale. C’è chi calca la mano su qualcuna di queste voci, e meno sulle altre, chi le considera un tutt’uno, chi salva lo stato sociale e se la piglia con la “Milano da bere” (quella di Craxi), ecc. ecc.
          Le cose stanno tuttavia un po’ diversamente, come si vedrà tra poco. Questo – è bene dirlo, anche se dovrebbe essere ovvio – non significa assolvere né le ruberie, né gli sprechi (quelli che ci sono stati, non quelli supposti, si intende)….”

          ” ….Come si vede, la somma degli interessi pagati dal 1990 al 2007 è quasi uguale all’ammontare complessivo del debito pubblico al 2007. Questo suggerisce che forse – forse – il problema del debito pubblico stia proprio lì: negli interessi……”

          • Leonardo says:

            BASTA!!!

          • liugi says:

            Se uno è così pirla da darsi nelle mani delle usurai invece che tagliare le proprie spese non ha altro da fare che piangere se stesso.

            • Marco Mercanzin says:

              Se uno e’ così pirla da non capire che i debiti li ha fatti per cose che sono già sue, per egli e’ inutile lamentarsi.

          • Garbin says:

            Resta il fatto che il residuo fiscale negativo del sud è grosso modo corrispondente a quello positivo del nord, significa che i soldi del nord vengono presi e portati al sud per cosa poi? per regalare stipendi.

            Impedendo al nord di fare investimenti e ammodernamenti delle sue strutture.

            Altro che fratelli uniti in un’unica causa, le regioni del nord devono competere con la Germania avendo tutte e due le mani legate, legate dai fratelli del sud..

        • Marco Mercanzin says:

          Le minchiae le spara chi, senza dati, spara luoghicomuni sulle ragioni della crisi, e inevitabilmente spara luoghi comuni sulle soluzioni ad essa.

      • pippogigi says:

        Dubito fortemente che le spesa italiana sia in linea con quella europea. Mi pare qualcosa di simile a dire che la pressione fiscale in italia è del 43% superiore alla media solo di 3 punti percentuali (ho sentito, ahimé, anche questo). Poi si scopre che in realtà le aziende pagano il 70%, che il pil italiano è aumentato del 20% per tenere conto del sommerso, che non vengono considerate tutte le tasse.
        La spesa per interessi vale 1/8 della spesa complessiva, che aggira sugli 800 miliardi (ma occorre considerare anche la spesa degli enti pubblici, noi paghiamo anche le tasse per quelli….).
        Comunque se la nostra spesa pubblica fosse in linea con quella degli altri paesi allora noi dovremmo pagare solo 1/8 (12,5%) di tasse in più. Dal 40% si dovrebbe arrivare al 52%, invece noi arriviamo al 70%….
        Dubito che gli altri Stati abbiano un esercito di dipendenti pubblici, di percettori di pensioni senza diritto (pensioni sociali, false pensioni d’invalidità, babypensioni, pensioni d’oro, ecc), se siamo in linea, come tu affermi, allora il nostro Stato spende tanto e male, quindi spende meno per sanità istruzione, giustizia, esteri, ecc. ma la pressione fiscale dipende anche dalla qualità dei servizi offerti e dubito che il mantenere uno statale nullafacente sia un servizio alla collettività…

  13. francesco says:

    Spero che la torre cadi quanto prima non si puo vivere in questo modo…..la mia preghiera e’ solo una e’ che paghino amaramente il conto tutti i politici ed amministratori di questa nazione ormai in rotta di collisione……………………………….

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