L’EUROPA AFFONDA, L’ITALIA PURE

di ANDREA GIURICIN

L’Europa affonda. Questo è quanto si puó comprendere dalla bocciatura da parte di Standard & Poor’s che ha abbassato il rating sul debito di ben nove Paesi dell’Unione Europea. Una strage di bocciature che non colpisce solo il Sud dell’Europa, ma è arrivata fino all’Austria. Alcuni Paesi che potevano pensare di restare tranquilli, evidentemente non potranno continuare a beneficiare dell’”effetto Germania”.

Il caso piú forte, mediaticamente parlando, è certamente la perdita della tripla A da parte della Repubblica Francese. A dire il vero, tale bocciatura era ampiamente aspettata dal mercato, poichè erano mesi che si sussurrava di questo downgrading.

La Francia ha ormai un rapporto del debito sul prodotto interno lordo superiore alla media europea e nel medio periodo, senza manovre molto dure, questo valore potrebbe sfondare quota 100. Il debito francese rischia dunque di pareggiare il proprio PIL. Quel che preoccupa i mercati è anche l’esposizione delle principali banche francesi nei confronti del debito sovrano di molti Paesi del Sud dell’Unione Europea; e sono proprio questi ultimi Stati a soffrire maggiormente. La bocciatura di S&P è di addirittura due scalini per quanto riguarda Italia, Spagna e Portogallo, oltre a Cipro.

Ma quali sono le principali motivazioni del downgrading? Nelle settimane e mesi scorsi chicago-blog aveva presentato tutte le problematiche irrisolte dell’Unione Europea. Troppo pessimisti? Evidentemente no.

La mancanza di una risposta seria da parte della UE è il primo problema.

Sinteticamente: troppe promesse e nessuna azione. Sono quasi due anni che è scoppiato il caso Grecia e ancora si parla di sospensione del credito internazionale al Paese Ellenico per mancanza del rispetto delle condizioni da parte del Governo Greco. L’Unione Europea non sta dimostrando di avere il polso duro per rispondere ad una crisi ormai tutta Europea. Chi da la colpa agli Stati Uniti per questa crisi, sbaglia. È vero che la crisi dei subprime ha portato ad una recessione quasi globale, ma sono stati soprattutto i Paesi Europei a rispondere con un aumento impressionante del debito.

La maggior parte degli Stati Europei hanno risposto con politiche keynesiane alla crisi, con la conseguenza di far esplodere il debito. Vi sono casi un po’ diversi, quali ad esempio l’Irlanda, dove la crisi è fortemente legata al settore bancario ed è molto piú legata alla crisi subprime; tuttavia la crisi del debito è ormai un problema Europeo.

Guardando al nostro paese, la bocciatura dell’Italia non può sorprendere gli analisti. Bastava guardare l’andamento dello spread, stabilmente sopra i 500 punti rispetto ai bund tedeschi. Senza riforme serie e solo con una manovra Monti (quella di dicembre) fortemente recessiva e tassaiola, l’economia è destinata a precipitare.

È la ragione per cui bisogna agire velocemente e con forza verso un processo di privatizzazioni e liberalizzazioni. Non risolvono tutti i problemi, ma certo potrebbero aiutare l’Italia ad avere quella spinta all’economia di cui tanto si sente il bisogno. È da almeno due decenni che l’Italia viaggia a ritmi di crescita del PIL di zero virgola qualcosa…quando è troppo è troppo.

FONTE ORIGINALE: http://www.chicago-blog.it/2012/01/14/leuropa-affonda-litalia-pure/

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One Comment

  1. floriano says:

    IL PAESE MALATO TERMINALE DETTO ITAGLIA E’ DESTINATO A MORIRE, LO SI SAPEVA PRIMA DELLA MANOVRA SALVA ITAGLIA MA STRONCA FAMIGLIE.

    NEANCHE 10 MONTAGNE DI SQUACQUERA POTRANNO SALVARE QUESTO INGOVERNABILE PAESE.

    VENETO STATO.org

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