FOIBE, LA TRAGEDIA ISTRO-VENETA

DI REDAZIONE

Ricorre oggi, 10 febbraio 2011, l’anniversario delle Foibe, tragedia per anni dimenticata e oggi monopolizzata da una corrente politica che prima di parlare dovrebbe studiare la storia.

Le vittime vanno sempre ricordate ma se si vuole la verità, questa non può prescindere dalla corretta ricostruzione storica dei fatti. In quei buchi verso l’inferno, chiamati foibe, non ci sono finiti solo italiani ma anche tanti, troppi istro-veneti che da sempre abitavano quei territori, vivendoci in pace e prosperità per secoli e convivendo democraticamente con molteplici Popoli. Fu infatti a causa dell’italianizzazione forzata dell’Istria da parte degli infami nazi-fascisti, i quali imposero con la violenza un’italianità (lingua, cultura ecc) mai presente in quei territori, che si accese la miccia che fece divampare gli scontri etnici culminati con il massacro comunista delle foibe.

Oggi, siamo uomini che possono accedere liberamente alla conoscenza storica e proprio per questo non possiamo che ribadire che l’Istria e la Dalmazia furono e sono Terre Marciane e mai italianeNon siamo pazzi o sognatori, la storia la si può distorcere ma non inventare, altrimenti non sarebbe storia ma favole. Ricordiamo quindi i nostri fratelli morti lontani da noi ma in una Patria comune.

Breve storia dell’Istria

7 secolo dc: regio X Venetia et Histria (provincia autonoma con senatori veneti a rappresentarla a Roma)

952-1070: passò sotto vari ducati di Baviera, Carinzia e Aquileia

1300-1797: l’Istria fa parte dello Stato Veneto

1805-1813: dopo la fine dello Stato Veneto passò ai francesi

1814-1861: viene ceduta all’Austria. Sotto di essa il 36.5% degli abitanti parlava lingua istro-veneta e il 41.6% il serbo-croato

1861: venne creato regno istriano

1920: a seguito della vittoria della prima guerra mondiale l’Italia ottenne l’Istria

1922: italianizzazione forzata di quei territori

1941: occupazione dell’Istria da parte dei croati

1943: scontro tra fascisti italiani e resistenza croata. Due invasori in una terra non loro!

1945: la tregedia delle foibe

Oggi: interamente croata tranne pochi comuni sloveni e italiani

Come possiamo vedere oltre 500 anni di Veneticità, sono stati distrutti e umiliati da appena 40 anni di italianità forzata.

Breve storia della Dalmazia

33 ac: nasce la provincia della Dalmatia dentro l’impero romano

535: Dalmazia entra a far parte dell’impero romano d’oriente

1000-1797: la Dalmazia fa parte dello Stato Veneto

1800: dopo brevi dominazioni straniere fu consegnata agli Asburgo e fu fondato regno di Dalmazia con capitale Zara

1920: Dalmazia divisa tra serbi-slavi e italiani (Zara)

1941: Dalmazia nuovamente spartita tra Croazia e Italia

1943: passa totalmente sotto la Croazia

Oggi: è divisa tra Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Croazia

Per 800 la Dalmazia fu parte integrante dello Stato Veneto..dov’è la sua italianità?

Giacomo Mirto, Portavoxe Xoventù Independentista

FONTE ORIGINALE: http://www.xoventu.org/2011/foibe-la-tragedia-istro-veneta/

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5 Comments

  1. Sagittario zoroastriano says:

    Perché non parliamo della slavizzazione della Dalmazia ai tempi del “buon” Francesco Giuseppe d’Asburgo, dopo il 1866?

    http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1339:l-agonia-della-dalmazia-italiana-sotto-francesco-giuseppe&catid=85:storia-del-risorgimento&Itemid=28

  2. Sandi Stark says:

    Fremo di sdegno leggendo queste stronzate.

    In Istria ci sono ancora 9 gruppi linguistici, un secolo fa ce n’erano di più. La lingua autoctona neoromanza istriana è l’istrioto, simile al ladino tanto che in questo modo fu classificato dal folle nazionalista italiano Isaia Ascoli.

    Le conquiste venziane dell’Istria furono estremamente sanguinose, Capodistria fu rasa al suolo diverse volte prima di essere annessa dalla Serenissima.

    Il veneziano risalì la valle del Quieto moto tardi nei secoli e lì si fermò. Pisino fu sotto dominazione Veneziana per poco più di un secolo.

    La contaminazione del veneziano sull’istrioto creò l’Istro-Veneto, ma non riuscì a cancellare la lingua autoctona che è in forte ripresa e si diffonde ora da Rovigno verso tutta l’Istria meridionale ed orientale.

    Dopo la fine della Serenissima, gran parte dei nobili, notabili e funzionari veneziani se ne tornò a casa propria.

    Tutti i “neoromanzi” o “italofoni” non ebbero mai la maggioranza numerica in Istria se non negli anni ’20 grazie ad un censimento taroccato, dopo le immigrazioni di italiani (veneti compresi) e le espulsioni di “sloveni” e “croati” (da Pola nel 1919, 25 mila persone, in tutta l’Istria oltre 40 mila “croati”).

    Nelle “foibe” o meglio nei campi di concentramento e nelle miniere finirono molti, ma molti più slavi che “neoromanzi”. Tutti gli storici seri compresi figli di esuli, sono concordi nel dire che i morti delle “foibe” furono vittime di persecuzioni politiche, non etniche.

    Eppure esiste della gente che rivendica l’Istria e che ha sostituito il motto neo fascista “Istria italiana boja chi molla” con “Istria veneta Viva San Marco”.

    Spero che qualcuno fermi questa gente, prima che facciano danni irreparabili.

    “Indipendentisti” che prima di essere indipendenti rivendicano terre che appartengono a 4-5 Stati esteri, oltre a quelli che appartengono ad altre Regioni ed altri popoli della stessa repubblica?

    Con gli stessi impianti retorici del nazionalismo italiano, gli stessi falsi storici e cambiando solo qualche piccolo particolare?

    A chi volete darla a bere, che sareste Indipendentisti?

    Camerati veneti, a noi!

  3. Augusto Monda says:

    Ci sarebbe molto più da dire sul massacro delle “foibe” tenuto nascosto per anni dai pariti politici dominanti DC e PCI. Ci sarebbe da dire che i mascvalzoni titini bussavano alle case di Trieste r chiedevano in serbo qualcosa. Se non rispondevi in serbo venivi avviato alla foiba e le tue donne venivano puntualmente stuprate e talvolta uccise. Ci sarebbe da dire che ancor oggi molti criminali di guerra percepiscono una pensione da parte dell’Italia: roba da non credere! Sono esattamente 29.149 le pensioni erogate dall’INPS a mascalzoni criminali abitanti nella ex Jugoslavia autori di stupri, assassinii ,deportazioni a carico di inerti cittadini italiani. Sono circa 100 milioni di € all’anno il totale di queste pensioni e circa 2 miliardi e 500 milioni il totale di quanto fin ad ora versato sotto questa voce di bilancio. Vergogna Italia! E vergogna al Capo dello Stato Italiano che ha persino insignito di medaglia al valor militare molti di questi mascalzoni degni di essere persino bruciati in effige.

  4. ferdinando says:

    Perfettamente d’accordo con Giacomo Mirto: l’italia si è servita di queste terre Venete per omologare il potere di roma tramite il nazifascismo. Anche qui l’italia si è distinta contro i nostri fratelli Istro-Veneti. W San Marco!

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