Istat: Italia non vede l’uscita dal tunnel. Il Pil decresce

di REDAZIONE

Ancora una flessione per l’economia italiana che non vede l’uscita dal tunnel della recessione e da cinque trimestri consecutivi accusa una contrazione dell’attivita’ economica. Secondo la stima preliminare dell’Istat nel terzo trimestre dell’anno il pil accusa una contrazione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% nei confronti del terzo trimestre del 2011 (lo stesso valore registrato nel secondo trimestre).

Da segnalare tuttavia che rallenta la caduta del pil. Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso la flessione trimestrale era stata dello 0,7%, caduta dello 0,8% nel primo triemstre dell’anno in corso e ancora un -0,7% nel periodo aprile-giugno. Con il dato del terzo trimestre, l’Istat segnala che il dato acquisito del pil per il 2012 e’ un calo del 2%. L’analisi del risultato del terzo trimestre mostra che il calo congiunturale e’ la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura e dei servizi e di un leggero aumento in quello dell’industria. Il terzo trimestre del 2012 ha avuto due giornate lavorative in piu’ del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2011.

Nello stesso periodo il Pil e’ aumentato in termini congiunturali dello 0,5% negli Stati Uniti e dell’1,0% nel Regno Unito, mentre e’ diminuito dello 0,9% in Giappone. In termini tendenziali, si e’ registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti e dello 0,2% in Giappone. Nel Regno Unito il Pil ha segnato una variazione tendenziale nulla. Le prospettive poi non volgono al sereno. Nel bollettino mensile, infatti, la Bce conferma un quadro debole anche per il 2013. ”La crescita resta debole nell’eurozona, nonostante sia sostenuta dalle misure standard e non standard della Bce e malgrado il miglioramento del clima di fiducia sui mercati. I risultati dell’indagine presso 56 previsori condotta dall’Eurotower rileva per il 2012 un pil in calo dello 0,5% nell’area euro e per l’anno prossimo un modesto rimbalzo dello 0,3%, rispetto allo 0,6% della precedente stima.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA ASCA

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