Istat: il fisco non scende, 43,5% fisso. E i Comuni fanno lo sceriffo di Sherwood

di ANDREA TURATIchiuso-serrata-tasse

Niente di nuovo sul fronte occidentale… “La pressione fiscale si mantiene nel 2015 allo stesso livello del 2014 (43,5%), e aumenta di 6 decimi di punto nel 2016 (circa 10 miliardi di euro). Scende al 44 e al 43,7% negli ultimi due anni della previsione”. Lo ricorda persino il presidente dell’Istat Giorgio Alleva in audizione sul Def in Parlamento.

Poi c’è il cuore del problema: “La parte preponderante (circa il 90%) delle entrate complessive dei Comuni e’ costituita da entrate correnti”. Nell’audizione nelle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Def l’Istat ricorda infatti che “fra queste la componente più rilevante è quella delle imposte (dirette e indirette), il cui peso sulle entrate totali dei comuni e’ salito da 27,1% nel 2011 a 43,8% nel 2014, quale effetto del processo di riforma delle imposte locali sugli immobili e in particolare dell’introduzione della Tasi”.

Ma non erano scese le tasse per cittadini e imprese?

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