ISRAELE NERVOSO PRENDE POSIZIONE SUL CASO IRAN

di REDAZIONE

I segnali sono più di uno. La crisi di Hormuz, la presenza nello stretto di portaerei americani, le dichiarazioni incrociate di Iran e Stati Uniti. Ora, anche il premier israeliano ha commentato la crisi diplomatica che coinvolge il Medioriente: “Il folle chiacchiericcio sull’Iran deve cessare”, ha sostenuto Benjamin Netanyahu ai ministri del suo governo, mentre sulla stampa internazionale si moltiplicano le anticipazioni su un possibile intervento militare israeliano contro le infrastrutture nucleari iraniane.

A cosa faceva riferimento il leader ebraico? Il premier si riferiva – riportano le agenzie – ad un convegno tenutosi nei giorni scorsi a Herzlya (Tel Aviv), in cui diversi dirigenti militari e politici di Israele hanno discusso pubblicamente valutazioni di intelligence aggiornate sui progressi registrati dal programma atomico dell’Iran.

Aprendo la seduta del consiglio dei ministri, Netanyahu ha  osservato: “Negli ultimi giorni ci è stata rinfrescata la memoria sulla natura della Regione in cui viviamo. Abbiamo sentito le dichiarazioni del leader iraniano (Ali Khamenei, ndr) sulla distruzione di Israele, abbiamo anche visto l’esercito siriano impegnato nel massacrare i propri cittadini, e abbiamo visto altri episodi sanguinosi nelle zone africane a noi vicine. In questa Regione ci sono dirigenti che non hanno alcuna remora nel colpire il loro stesso popolo o i vicini» ha insistito Netanyahu per poi concludere: «in questa zona l’unico fondamento che garantisce la sopravvivenza e la potenza. Noi saremo dunque impegnati a continuare a sviluppare la nostra potenza militare, economica e sociale, che è l’unica garanzia per la nostra sopravvivenza e per la pace”.

Tira, insomma, una brutta aria. E c’è chi scommette che sarà il 2012 a “celebrare” l’inizio delle ostilità. Nonostante siano in corso le primarie repubblicane e, quest’anno, sia quello delle presidenziali americane.

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