Islanda, al banchiere centrale lo stipendio rimane decurtato

di SALVATORE ANTONACI

L’Islanda non è l’Italia, ma soprattutto i giudici islandesi non sono quelli italiani, abbarbicati ai loro privilegi. Una delle notizie che, stamane, han fatto più arrabbiare è questa: “La Corte costituzionale ha deciso quest’oggi l’illegittimità costituzionale parziale e la manifesta inammissibilità ai tagli previsti dal decreto legge 78 sulla Manovra economica 2011-2012 per i dipendenti pubblici convertito in legge il 30 luglio 2010. Bocciata in dettaglio la riduzione degli stipendi superiori ai 90mila euro lordi (-5% per la parte eccedente questo importo) e 150 mila euro (-10%). La Consulta ha dichiarato costituzionalmente illegittima anche la mancata erogazione di acconti, conguagli e indennità speciali per il personale di magistratura”. Per la serie, giudice non mangia giudice.

In tempi nei quali accade che notabili e potenti vari mettano in atto tutti i sotterfugi possibili ed immaginabili pur di non vedersi sfuggire benefici, franchigie e lautissimi emolumenti degni di una grande abbuffata ferreriana, annotiamo l’esito di una vicenda accaduta nella terra dei ghiacci, paese che merita un’approfondita attenzione visti anche gli accadimenti degli ultimi anni. Accade dunque che il Governatore della locale Banca Centrale, tale Mar Gudmunsson, punto sul vivo dalla riduzione del proprio stipendio, esattamente dall’equivalente di 9500 euro a 8185, ha pensato bene di reagire allo sgarbo rivolgendosi ad un tribunale isolano. E, come dovrebbe accadere in ogni favola a lieto fine, il ricorso è stato respinto e la richiesta rispedita al mittente.

Lungi da noi abbracciare la causa del facile moralismo, ma se un qualche insegnamento è possibile trarre da questa e da altre, purtroppo assai poco diffuse, lezioni  esso consiste  precisamente nella totale assenza di senso morale da parte di quelle istituzioni chiamate a gestire il potere (in questo caso il potere sulla moneta). Alla quale, in questo caso, ha posto un freno la legge. Naturale prima che positiva.

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3 Comments

  1. Giudici, ricordatevi che il potere vi è stato dato dai cittadini; avete deciso di cancellare una decisione presa su mandato dei cittadini per ridurre i soldi che i cittadini sono costretti a darvi.
    Prima o poi i cittadini vi chiederanno conto delle vostre inique decisioni. Diventate più saggi. E giusti.
    Io vorrei chiedere conto a VOI di queste decisioni che ritengo profondamente inique: la costituzione italiana la tirate in ballo solo quando fa comodo a voi.

    http://buseca.wordpress.com/2012/10/11/i-giudici-della-corte-costituzionale-sembrano-estorcere-denaro/

    • Dan says:

      La cosa curiosa è che non è abbastanza incostituzionale impedire alla gente di lavorare a causa della pressione fiscale quanto lo è sottrarre un briciolo di privilegi a questi parassiti

      • lafayette says:

        Vero. Purtroppo le costituzioni, il più delle volte, tendono a preservare l’assetto sociale esistente in senso conservatore e statalista

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