Islam-Londistan3/ Hanno già i giudici che fanno sentenze in nome della sharia

Polizia-shariadi ALDO MOLTIFIORI – In segni di quella tregenda si cominciano ad avvertire in modo evidente già oggi in Gran Bretagna nonostante i musulmani rappresentino, come ho appena detto ancora una piccola minoranza.  Paul Wilkinson un ben noto blogger che scrive sulle nuove tendenze demografiche in quel Paese nel suo ultimo rapporto dal titolo “Islamizzazione dell’Inghilterra; una città alla volta” descrive il caso di una piccola città nel Nordest; Whitley Bay a forte vocazione turistica popolata da 10.000 anime.  Nonostante che lì i musulmani rappresentino solo lo 0.3% dell’intera popolazione vi sono moltissimi ristoranti dalla connotazione mediorientale e una mezza dozzina di fastfood posseduti da musulmani tutti installati nella via principale. In tutti quei locali naturalmente si servono pasti principalmente   secondo le regole musulmane e ovviamente il maiale e gli alcoolici sono severamente banditi.  I residenti inglesi che si recano in quei locali dovranno con il tempo cambiare le loro abitudini alimentari e adeguarsi a quelle dettate dalle regole musulmane. Questa è integrazione alla rovescia cari filosofi e la conseguenza è adeguarsi o essere gli stranieri in patria.  Questo tipo di invasione non ha bisogno delle armi, le è sufficiente la demografia e il monopolio delle attività commerciali. In quelle famiglie si insegna il Corano e si rigetta sia la Costituzione Inglese che la dichiarazione universale dei diritti umani. E questi sono i fatti cari signori che governate in Europa, e governerete fintanto che questi musulmani ve lo permetteranno!

Rimaniamo in Inghilterra, prendiamo una città più grande; Bradford. Nella sua area metropolitana vivono circa mezzo milione di persone. Qui vivono più di 100.00 pakistani immigrati in Inghilterra da molto tempo e molte di quelle famiglie sono addirittura di seconda o terza generazione. Ebbene qui la islamizzazione è più evidente, altro che integrazione, altro che accettazione delle regole e delle leggi inglesi!   In tutta l’area metropolitana le statistiche ci dicono che tutte le attività commerciali di vendita al minuto e in parte anche all’ingrosso sono al 100% possedute da musulmani; i bambini vengono portati nelle scuole musulmane, le madrasse, per imparare il Corano e sono educati all’slam più rigoroso. Quei residenti pakistani che in molti casi hanno il passaporto inglese importano gli Imam (l’equivalente dei nostri preti) direttamente dal Medio Oriente proprio per evitare ogni contaminazione con l’Occidente.

Spero si cominci ad avere una immagine non più sbiadita su come avviene l’islamizzazione su quanto i cittadini (meglio sarebbe chiamarli devoti di Allah) musulmani sia refrattari ad ogni contaminazione con gli infedeli inglesi e le loro immorali leggi. Merita di segnalare anche un altro fatto ancora più inquietante avvenuto sempre in Inghilterra, sempre a proposito di islamizzazione lenta ma inesorabile. La scorsa estate la comunità musulmana di Londra ha nominato il primo giudice donna con la responsabilità di giudicare non in base al codice di leggi inglesi ma solo ed unicamente in base alla Sharia. Ad insediamento avvenuto la sua prima dichiarazione è stata: Il Governo Inglese non ha l’autorità di proibire la poligamia. Secondo il Times, il giornale più prestigioso del Regno Unito e forse non solo oltre 100.000 musulmani che vivono in quel Paese sono sposati secondo il rito della Sharia, la quale peraltro non è riconosciuta in Inghilterra. La gran parte di quei matrimoni sono poligami. E a proposito di donne bisogna segnalare un altro rapporto, questa volta del “The Guardian” nel quale si descrivono tutti gli abusi, le oppressioni e le discriminazioni a cui sono soggette, come cittadine di seconda categoria, per effetto della applicazione della Sharia. In un rapporto di ben 40 pagine la Baroness Cox, Società di analisi sociali, molto attenta ai diritti umani, ha accertato che kle donne musulmane vengono obbligate all’interno della loro comunità ad usare le Corti dove si applica la Sharia piuttosto che quelle civili dove si applica il codice inglese. Nel caso di rifiuto si arriva alla intimidazione e alla minaccia più grave! Sempre a proposito di integrazione andate a verificare cosa succede in Viale Padova a Milano o a Porta palazzo a Torino, ne scoprirete anche di peggiori di infamie. In quel rapporto una donna musulmana ha avuto il coraggio di dichiarare “Mi sento tradita dalla Gran Bretagna, sono venuta in questo Paese sperando di fuggire dall’oppressione e dalla discriminazione, ma qui la situazione è peggiore del paese da dove sono fuggita”.

La prossima puntata riguarda quanto sta avvenendo in Lombardia (Milano e Brescia) e nel Veneto (Verona. Venezia e Padova). La saggezza lombarda dei miei nonni di Valtellina e di Pavia me disęvên : DESCIULES BAGAITT LA TREGENDA L’Ȃ ĞȂ DE’ VEGNI’. Nella lingua di servizio che siamo stati obbligati ad imparare e ad usare (ricordate le madrasse di islamica memoria?) passo e chiudo dicendo: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

(3-fine)

 

Fonti documentali:

www.thecommentator.com; link: http://goo.gl/91jPTs

www.theguardian.com; link: http://goo.gl/1MquAT

www.chersonandmolschky.com; link: http://goo.gl/8944oc

www.christinatoday.com; link: http://goo.gl/ebY6EF

www.thetelegraph.co.uk/news/religion

www.indipendent.co.uk/politics/muslims

 

 

 

Print Friendly

Recent Posts

3 Comments

  1. caterina says:

    dopo la lettura di questo interessantissimo articolo sembra che si vada incontro alla fine degli stati e delle culture oggi consolidati, senza che ci sia modo di evitarlo…
    Un modo ci sarebbe, forse l’unico: l’evoluzione delle donne verso la consapevolezza del loro insito potere, come generatrici e per i valori insiti come persone, e pertanto creditrici di uguaglianza di diritti e di rispetto nel privato e nello sviluppo delle proprie capacità in ogni ambito della vita sociale… il futuro del mondo è nelle loro mani!

    • aldo moltifiori says:

      Gentile Signora apprezzo e con me tutti gli uomini, specie quelli che hanno responsabilità di governo la sua acuta osservazione che è al tempo stesso una proposta. Se Lei ha seguito i miei precedenti scritti su queste colonne ha avuto modo di vedere quanto siamo in sintonia. E’ tempo che le donne costruiscano un movimento, sul modello di quello nato negli anni 70 a proposito del divorzio, il cui obiettivo sia quello di ottenere che il permesso di soggiorno sia legato al riconoscimento della assoluta parità uomo donna per il quale sia consentito alla donna di essere padrona del proprio destino. Se ciò avverrà io e mia moglie e mia figlia saremo incondizionati sostenitori. Aldo Moltifiori.

      • caterina says:

        sarebbe un’iniziativa dirompente, e in fondo, semplicissima e assolutamente in linea coi diritti dell’uomo difesi dalla Corte di Strasburgo… la si portasse nei parlamenti degli stati europei da una Cirinnà di turno… potrebbe già da subito, divulgata attraverso i media, diventare un formidabile deterrente alle migrazioni che stanno invadendo l’Europa… naturalmente poi si dovrebbe essere conseguenti, non inventare tribunali che giudichino secondo le leggi di Allah !
        Religioni e poteri hanno creato nel corsi dei secoli filosofie, consuetudini e leggi per tenere sottomessa l’altra metà del cielo, ma ora che le macchine sostituiscono la fatica dell’uomo, e le guerre le fanno i droni telecomandati, anche il pretesto di proteggere la donna come elemento più fragile viene a cadere.
        Rimane solo e si perpetua la presunzione dell’uomo di superiorità sulla donna, ma forse nasconde invidia e fragilità… è il momento che le donne si alzino in piedi e facciano sentire la loro voce… ce ne sono che hanno posizioni assolutamente importanti, ma sono silenziose… d’altra parte sono i parlamenti le casse di risonanza oggi dei principi…e lì che devono prendere posizioni precise con iniziative giuste, in primis quella che Ella ha prospettato, e troveranno tanti uomini ragionevoli a sostenerle, perché è per il bene di tutti.

Leave a Comment