Islam-Londistan2/ Presto i musulmani saranno più degli abitanti delle isole britanniche

londradi ALDO MOLTIFIORI – L’Inghilterra è il perfetto esempio di cosa succede quando la leadership di un Paese, e non di un paese qualunque, chiude gli occhi e la mente alla realtà fuggendo così dalle proprie responsabilità. Mi riferisco al Paese che ha prodotto i più grandi eventi storici degli ultimi 400 anni, insieme al più grande impero mai visti su questo pianeta. Oggi in quel Paese è in atto una vera e propria campagna musulmana di conquista della vita sociale, civile e fra poco anche politica e tutto ciò senza colpo ferire. In calce a queste note ho riportato le fonti documentali dalle quali ho tratto i dati e i fatti di cui vi parlerò.

Innanzi tutto la demografia, per la quale la popolazione musulmana arriverà a contare 26 milioni di sudditi di Allah, badate bene; non della Corina Inglese o della “Bill of Rights” che tanto sangue inglese ed europeo sono costate. Certamente la crescita demografica della popolazione musulmana richiederà più di una generazione   per produrre cambiamenti irreversibili nella natura stessa della Gran Bretagna.  Essa però ci dice con chiarezza quale sarà il futuro delle isole inglesi se le cose continueranno di questo passo. Ma vediamo nel dettaglio di quali numeri stiamo parlando.

  • Oggi vi sono quasi 3.000.000 (2.900.000 per la precisione) di musulmani che vivono in gran Bretagna Scozia e Irlanda del Nord incluse, circa il 5% della popolazione di quel Paese.
  • La popolazione musulmana in virtù del suo tasso demografico di crescita si moltiplica del 75% ogni 10 anni.
  • Il modello demografico di crescita così come ho potuto documentarmi attraverso i rapporti delle autorità inglesi pubblicati dai media informativi di più larga diffusione ci dice che:
  • Entro il 2021 la popolazione musulmana raggiungerà 4.900.000 di unità.
  • Entro il 2031 salirà a 8.600.000 di unità
  • Entro il 2041 salirà a 15.000.000 di unità
  • Entro il 2051 raggiungerà i 26.000.000 di unità! Quasi la metà della attuale popolazione delle Isole Inglesi.

Perché, e come mai tutto questo? Per il semplice motivo che la fertilità della donna non musulmana in Gran Bretagna, come nel resto dell’Europa, è di appena 2.1 nati, ossia al disotto del livello di sostituzione della coppia. Addirittura in Italia il tasso di fertilità per donna è 1.6 nati nel corso della sua vita. Tutto ciò significa che la popolazione non musulmana della Gran Bretagna è destinarsi a ridursi in modo drammatico a fronte di un’altrettanta drammatica crescita di quella musulmana.  Se il trend dovesse confermarsi a questi livelli significherebbe che nel 2051 a fronte di una popolazione residente in Gran Bretagna di circa 77.000.000 unità.

Il giornale inglese “Commentator” rispettato osservatore della società inglese conclude così un suo rapporto sulla evoluzione della popolazione in Gran Bretagna: Se le politiche sulla immigrazione continueranno ad essere quelle che sono oggi la prospettiva di avere 26 milioni di musulmani nel 2051 non solo è attendibile ma diventa molto probabile (nota 1 in calce).  A quella data dunque un terzo della intera popolazione britannica sarà musulmana. Ora se la popolazione non musulmana di quel Paese, così come nel resto dell’Europa è laica o addirittura atea, ovvero per la quale Gesù Cristo non è più alla sua attenzione, tutto quel paese si troverà nel bel mezzo di una tempesta sociale senza più alcun timone che la possa ricondurre da dove è partita la sua grande Elisabetta I. Già oggi, nonostante che la popolazione musulmana sia solo del 5%, in molte piccole e grandi città inglesi le comunità musulmane praticano largamente la Sharia in barba delle leggi inglesi. Particolarmente praticate sono la poligamia, la gerarchia islamica all’interno delle famiglie che vede la donna in posizione di assoluta subalternità, e le risoluzioni di conflitti personali in merito all’eredità.

Ma la Sharia è molto più di questa gestione delle famiglie e delle loro interne regole di convivenza, è un codice di leggi che discende direttamente dalla volontà di Allah, pertanto perfetto ed immutabile. Qualunque altra legge prodotta dall’uomo e qualunque altra volontà umana confliggente con quel codice è destinato a sottomettersi o essere eliminato.  Questo è il senso del comandamento imposto ad ogni musulmano, un ordine perentorio che nessun musulmano può disattendere, tuttalpiù si può nascondere o fingere, ma, di fronte ad una chiamata di responsabilità deve rispondere uniformandosi. E, la storia dimostra che una tale chiamata arriva sempre! Con buona pace di quei filosofi che scrivono stupidaggini sul buon islam. Aggiungo che quel comandamento di Allah impone ai musulmani non solo il rispetto assoluto della sua volontà, impone loro anche di conquistare il mondo, fondare il califfato universale e forzare con le buone o le cattive Cristiani ed Ebrei a convertirsi, in caso contrario, da ultimo, se necessario decapitarli.  Oggi che la popolazione musulmana in Inghilterra è ancora una relativamente piccola minoranza è piuttosto difficile percepire i loro obiettivi finali.  Ma laddove nel mondo i musulmani sono già forte minoranza come nell’Africa subsahariana o addirittura maggioranza come nel Medio Oriente si sta sperimentando un revival dell’Islam delle origini, ossia la pretesa di sottomettere il mondo alla volontà di Allah imponendo ogni dove quale moderna tregenda la sua legge; la Sharia. Questi sono i fatti!

(2-segue)

 

di ALDO MOLTIFIORI – In segni di quella tregenda si cominciano ad avvertire in modo evidente già oggi in Gran Bretagna nonostante i musulmani rappresentino, come ho appena detto ancora una piccola minoranza.  Paul Wilkinson un ben noto blogger che scrive sulle nuove tendenze demografiche in quel Paese nel suo ultimo rapporto dal titolo “Islamizzazione dell’Inghilterra; una città alla volta” descrive il caso di una piccola città nel Nordest; Whitley Bay a forte vocazione turistica popolata da 10.000 anime.  Nonostante che lì i musulmani rappresentino solo lo 0.3% dell’intera popolazione vi sono moltissimi ristoranti dalla connotazione mediorientale e una mezza dozzina di fastfood posseduti da musulmani tutti installati nella via principale. In tutti quei locali naturalmente si servono pasti principalmente   secondo le regole musulmane e ovviamente il maiale e gli alcoolici sono severamente banditi.  I residenti inglesi che si recano in quei locali dovranno con il tempo cambiare le loro abitudini alimentari e adeguarsi a quelle dettate dalle regole musulmane. Questa è integrazione alla rovescia cari filosofi e la conseguenza è adeguarsi o essere gli stranieri in patria.  Questo tipo di invasione non ha bisogno delle armi, le è sufficiente la demografia e il monopolio delle attività commerciali. In quelle famiglie si insegna il Corano e si rigetta sia la Costituzione Inglese che la dichiarazione universale dei diritti umani. E questi sono i fatti cari signori che governate in Europa, e governerete fintanto che questi musulmani ve lo permetteranno!

Rimaniamo in Inghilterra, prendiamo una città più grande; Bradford. Nella sua area metropolitana vivono circa mezzo milione di persone. Qui vivono più di 100.00 pakistani immigrati in Inghilterra da molto tempo e molte di quelle famiglie sono addirittura di seconda o terza generazione. Ebbene qui la islamizzazione è più evidente, altro che integrazione, altro che accettazione delle regole e delle leggi inglesi!   In tutta l’area metropolitana le statistiche ci dicono che tutte le attività commerciali di vendita al minuto e in parte anche all’ingrosso sono al 100% possedute da musulmani; i bambini vengono portati nelle scuole musulmane, le madrasse, per imparare il Corano e sono educati all’slam più rigoroso. Quei residenti pakistani che in molti casi hanno il passaporto inglese importano gli Imam (l’equivalente dei nostri preti) direttamente dal Medio Oriente proprio per evitare ogni contaminazione con l’Occidente.

Spero si cominci ad avere una immagine non più sbiadita su come avviene l’islamizzazione su quanto i cittadini (meglio sarebbe chiamarli devoti di Allah) musulmani sia refrattari ad ogni contaminazione con gli infedeli inglesi e le loro immorali leggi. Merita di segnalare anche un altro fatto ancora più inquietante avvenuto sempre in Inghilterra, sempre a proposito di islamizzazione lenta ma inesorabile. La scorsa estate la comunità musulmana di Londra ha nominato il primo giudice donna con la responsabilità di giudicare non in base al codice di leggi inglesi ma solo ed unicamente in base alla Sharia. Ad insediamento avvenuto la sua prima dichiarazione è stata: Il Governo Inglese non ha l’autorità di proibire la poligamia. Secondo il Times, il giornale più prestigioso del Regno Unito e forse non solo oltre 100.000 musulmani che vivono in quel Paese sono sposati secondo il rito della Sharia, la quale peraltro non è riconosciuta in Inghilterra. La gran parte di quei matrimoni sono poligami. E a proposito di donne bisogna segnalare un altro rapporto, questa volta del “The Guardian” nel quale si descrivono tutti gli abusi, le oppressioni e le discriminazioni a cui sono soggette, come cittadine di seconda categoria, per effetto della applicazione della Sharia. In un rapporto di ben 40 pagine la Baroness Cox, Società di analisi sociali, molto attenta ai diritti umani, ha accertato che kle donne musulmane vengono obbligate all’interno della loro comunità ad usare le Corti dove si applica la Sharia piuttosto che quelle civili dove si applica il codice inglese. Nel caso di rifiuto si arriva alla intimidazione e alla minaccia più grave! Sempre a proposito di integrazione andate a verificare cosa succede in Viale Padova a Milano o a Porta palazzo a Torino, ne scoprirete anche di peggiori di infamie. In quel rapporto una donna musulmana ha avuto il coraggio di dichiarare “Mi sento tradita dalla Gran Bretagna, sono venuta in questo Paese sperando di fuggire dall’oppressione e dalla discriminazione, ma qui la situazione è peggiore del paese da dove sono fuggita”.

La prossima puntata riguarda quanto sta avvenendo in Lombardia (Milano e Brescia) e nel Veneto (Verona. Venezia e Padova). La saggezza lombarda dei miei nonni di Valtellina e di Pavia me disęvên : DESCIULES BAGAITT LA TREGENDA L’Ȃ ĞȂ DE’ VEGNI’. Nella lingua di servizio che siamo stati obbligati ad imparare e ad usare (ricordate le madrasse di islamica memoria?) passo e chiudo dicendo: PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

(3-fine)

 

Fonti documentali:

www.thecommentator.com; link: http://goo.gl/91jPTs

www.theguardian.com; link: http://goo.gl/1MquAT

www.chersonandmolschky.com; link: http://goo.gl/8944oc

www.christinatoday.com; link: http://goo.gl/ebY6EF

www.thetelegraph.co.uk/news/religion

www.indipendent.co.uk/politics/muslims

 

 

 

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2 Comments

  1. Sannio Libero says:

    Anche la Padania,anzi PADANISTAN,fara’ la stessa fine…Al Sud i pochi immigrati che ci sono devono stare attenti anche a come si muovono…Noi Borbonici siamo padroni a casa nostra…voi no !

  2. Paolo says:

    Ma forse i giovani delle prossime generazioni, hanno più giudizio dei loro padri!

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