IN MALI VIGE LA SHARIA. A LONDRA VIETATO VENDERE ALCOOL

di RODOLFO BALLARDINI

I sostenitori dell’Islam come “religione di pace” saranno particolarmente lieti nell’apprendere che pacifici convinti come i buddisti, inclusi i monaci, hanno deciso in Thailandia di armarsi per difendersi dagli assalti della jihad islamica. Nelle due settimane di aprile appena trascorse, nel sud del Paese, bande di musulmani incontrollati hanno assaltato villaggi e conventi buddisti lasciando sul campo una ventina di morti e centinaia di feriti. Da questi fatti la decisione di armarsi.

Nel Mali è stata imposta la sharia e conseguentemente le chiese sono state distrutte e, soprattutto a Timbuktu, i cristiani e i preti picchiati o uccisi alcuni mediante decapitazione.  Secondo notizie filtrate da quel paese la città è coranicamente libera dagli infedeli. L’autorità nazionale palestinese ha sponsorizzato alcuni cartoni animati per bambini nei quali si invita ad uccidere gli arabi palestinesi moderati mentre i genitori devono insegnare ai figli che il loro destino sarà quello di distruggere Israele.

La Giordania ha vietato l’ingresso a 1100 arabi palestinesi in fuga dalla Siria. Va sottolineato che l’85% della popolazione giordana è, appunto, di origine arabo-palestinese mentre chi comanda, incluso il re, appartiene alla minoranza ascemita. Nel 1970 il padre dell’attuale regnante fece uccidere, in poco più di una giornata, oltre 20 mila suoi concittadini appartenenti all’etnia di maggioranza che avevano tentato di rovesciarlo.

Il gran muftì dell’Arabia Saudita ha recentemente dichiarato che tutte le chiese site nella penisola arabica devono essere distrutte. Forse non tutti sanno che in Arabia, sovente anche negli altri Paesi musulmani, le donne non possono lavorare nei negozi dove lavorano uomini. Con l’eccezione delle donne che hanno partorito di recente e che in base ad una fatwa lanciata dall’eminente sceicco salafita  Abdul Mohsin al-Abaican nel 2010 consentono agli impiegati di bere per 5 volte un cucchiaio del loro latte materno. Quella fatwa richiama,  modificandola in parte, quella egiziana del 2007 emessa dal Dr. Izzat Atiya, capo del dipartimento per lo studio degli hadith dell’università  Al Azhar, la più rinomata istituzione del mondo islamico per la formazione dei dottori della legge, in base alla quale la donna che lavora in un posto misto può continuare a farlo purchè allatti direttamente al seno i co-lavoranti di sesso maschile. Ciò consente di considerare gli impiegati quali membri della famiglia.

E’ allarme in Turchia tra i preti, prossima ad entrare in Europa, dopo che nella prima settimana di aprile molti di essi sono stati attaccati da bande di musulmani. E un pianista è stato incarcerato per aver criticato l’Islam. A Londra la locale università, siamo nell’ambito del suicidio istituzionale, ha deciso di vietare la vendita di alcool nel bar per non offendere la sensibilità dei musulmani.

Per contro, se un infedele si reca in un paese islamico recando con sé i segni della propria fede, finisce in galera.

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8 Comments

  1. mv1297 says:

    Secondo la mia esperienza di vita, la religione in sé va benissimo e la tollero ma se per qualche motivo qualcuno comincia a predicarmela, dico semplicemente: credo in Dio (ma non è vero) ma non nelle religioni. E a questo punto, non c’è Bibbia o Corano che tenga dopo questa affermazione. E secondo mia personalissima opinione, la religione dovrebbe essere un fatto personale e non pubblico. Per cui deve rimanere in una sfera privata. In questo modo nessuna guerra si creerebbe in nome di Dio.
    Basterebbero queste due semplici regole per far tacere per sempre gli esaltati. Non importa se musulmano o cristiano. Perché alla fine credo solo negli uomini e ai singoli, non alle masse pilotate da credi comuni.
    Amen.

  2. Marta says:

    Ormai pensare di poter leggere un articolo intellettualmente onesto è una mera utopia.
    Vista la caotica accozzaglia di argomenti diversi che figura nello scritto quasi fosse un minestrone deì più diffusi luoghi comuni sull’Islam , corro ai ripari schematizzando:
    a) Come qualcuno ha già fatto notare, il problema thailandese appare ben diverso da quello così esposto, ma mi incuriosisce sapere se il nesso logico proposto dall’autore del pezzo vale anche in India, dove le armi sono state prese dagli induisti contro i cristiani, accusati a loro volta di convertire forzatamente la popolazione locale. Se proprio poi vogliamo pensare che l’essenza di un credo si evinca dal comportamento di alcuni suoi fedeli, mi domando cosa evincere del cristianesimo laddove in Nigeria la fazione cristiana in guerra con quella musulmana procede mozzando braccia e gambe ai nemici e dando fuoco alle moschee.
    b) Se nel Mali fosse stata imposta la shari’a le Chiese sarebbero per legge dovute esser protette, non distrutte. Questo prescrive la dottrina islamica. Stessa protezione la legge islamica impone ai fedeli di culti diversi dall’Islam presenti su territorio islamico, primi tra tutti l’”ahl al Kitab”, la “Gente della Scrittura”, ovvero Cristiani ed Ebrei, cui Dio consegnò due parti della Rivelazione.
    c) Mi sembra quasi inutile e ridicolo precisare che a maggior ragione figuriamoci se può essere islamico uccidere i propri fratelli che chiedono aiuto fuggendo da una terra dove sono in pericolo.
    d) Come? Quali chiese della penisola araba? Ma fino a ieri non ci dicevate che quei cattivoni non fanno nemmeno costruire chiese nei loro Paesi? E non era vero. Ora vediamo cosa verrà fuori di quest’altra notizia sulla demolizione delle chiese, che, peraltro, viola la legge islamica.
    e) Se bande di “musulmani” attaccano dei preti stanno violando i principi della propria religione, non la stanno applicando.
    f) Ed eccola, l’onnipresente castroneria del “Se un non musulmano osa mostrare un simbolo della propria fede viene arrestato”!! VIAGGIATE invece che fare eco alle stupidaggini.

  3. Rodolfo Piva says:

    Al di là di tutte le disquisizioni più o meno dotte, è un fatto incontestabile che l’islam è espressione di violenza e non di pacifica convivenza nel rispetto delle credenze altrui.
    E’ dal 700 dopo Cristo che i rimbecilliti dal corano, cioè i mussulmani, sono i protagonisti di continue aggressioni verso i paesi europei abitati da popolazioni di fede cristiana ed oggi assistiamo a continui episodi di violenza contro i cristiani in diversi paesi del mondo.
    E’ cosa assolutamente ridicola il sentire qualche aberrato mentale benpensante, a fronte di molti secoli di aggressioni e violenze da parte dell’islam verso i cristiani, citare, quasi a controbilanciare la violenza islamica, le crociate che complessivamente si sono esaurite nell’arco di meno di 200 anni.
    Una cosa che sottolineo è il fatto che gli islamici, con la testa imbottita di sciocchezze coraniche sono convinti di essere il popolo eletto agli occhi di Dio, ovvero di Allah, e non si domandano come mai il 90 % dei mussulmani nel mondo sono dei pezzenti che per vivere dignitosamente devono emigrare nei paesi abitati dai “cani infedeli” cioè dai cristiani. Gli islamici, sicuramente, oltre che un pericolo sono anche un fulgido esempio di stupida arretratezza culturale.
    Ed è proprio a fronte di ciò che gli occidentali devono aprire gli occhi e reagire di conseguenza. E’ auspicabile che alla Turchia non venga consentito di entrare in Europa fino a quando non farà seeria ammenda verso il genocidio del popolo armeno compiuto dai turchi nel 1915 con prove generali nel 1896.

    • Giulio says:

      Scusa, ma sai che le stesse sciocchezze islamiche le usarono prima i crociati e la chiesa di Roma contro le popolazioni arabe? Sai che il musulmanesimo nacque per contrapposizione al cristianesimo, che fece là vittime inutili in nome di un dio tutto occidentale?

      Sai che a Gaza israeliani e palestinesi da anni lavorano insieme e si dividono il pane, mentre le guerra è stata imposta a titolo politico con falsità religiose?

      La religione? Una massa di balle mondiali che servono solo ad alcuni per mantenere il potere!

      Aspetta che quello che accade da loro, capiti ij Italia e vedrai quanti italiani pezzenti emigreranno ancora, come già fecero verso gli States tempo fa…
      Sei razzista e si vede chiaramente! Non degno di stare su questo pianeta!
      Io che sono ateo non la penso come te e vedo la possibilità, anche se lontana, affinché il mondo possa vivere in pace, ma sin che ci saranno divisori e divisioni mai accadrà!

  4. “A Londra la locale università …”
    Quale università locale??
    Da Wikipedia edizione inglese: “London has one of the largest concentrations of universities and higher education institutions in the world. It has 40 higher education institutions[1] (not counting foreign Universities with London branches) and has a student population of more than 400,000.”
    Bisogna essere precisi se no si rischia di essere poco credibili.

    • mr1981 says:

      Si tratta della Metropolitan University di Londra, adesso che l’informazione è più precisa, che cosa c’abbiamo guadagnato? Cerchi di portare argomenti più validi se le dà fastidio il fatto che vengono sottolineati dei fatti che non le piacciono! Ormai è risaputo, a Londra vivono troppi musulmani e questi condizionano la vita dei britannici; durante le festività natalizie sono ormai spariti tutti gli addobbi con significato religioso e anche gli auguri si limitano ad un insignificante “Season’s Greetings”… E’ questo effettivamente il futuro che vogliamo per l’Europa? La mia risposta è un chiaro NO!

      • A seguito della sua precisazione sono andato a documentarmi.
        Ho allora scoperto che:
        1. Quello che lei da per scontato e avvenuto (A Londra la locale università … ha deciso di vietare la vendita di alcool nel bar per non offendere la sensibilità dei musulmani) è solo una proposta del vice-chancellor. (London Metropolitan University mulls alcohol ban for ‘conservative Muslim students’ – Daily Telegraph, 21 Aprile 2012) [mull over = meditare]
        2. La proposta riguarderebbe solo una parte del campus e non tutta l’università (A London University may become the first in the country to ban alcohol from part of its campus) e quindi immagino birra e alcolici a volontà per gli studenti inglesi.
        3. La proposta è avanzata con il fine commerciale (di puro stampo capitalistico) di attirare studenti di fede mussulmana. (A London University may become the first in the country to ban alcohol from part of its campus to attract more Muslim students, its Vice Chancellor has said.)

        Non faccio commenti. Lascio i lettori giudicare della qualità e attendibilità del suo pezzo e delle tesi che vuole sostenere.

  5. Aborro la violenza sotto qualsiasi forma pero’ considerare il problema del sud Thailandia un problema di jihad islamica mi sembra non abbia senso. La questione e’piu’ simile ai problemi che una volta l’Italia aveva con l’Alto Adige piuttosto che a una guerra di religione.

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