ISLAM CONTRO OCCIDENTE. IL CONFLITTO TRA LA MEZZALUNA E LA CROCE

 

islamdi ROMANO BRACALINI– Da oltre mille anni l’Islam considera l’Occidente il nemico atavico da odiare e distruggere.Lo odia ma fa commercio delle sue armi che l’Islam,nella sua arretratezza tecnologica,non saprebbe costruire.Gli emiri arabi nuotano nell’oro grazie agli occidentali che hanno scoperto e sfruttano i giacimenti di petrolio. Sono tutti elementi che accrescono il risentimento e l’ostilità per una civiltà più avanzata e progredita. Se l’Islam ha sempre fallito i suoi sogni di conquista è a causa di questa arretratezza congenita.Impossibile affrontare l’Occidente in campo aperto. Il terrorismo subdolo e vile è la loro unica arma vincente,ma non lo sarà a lungo. L’Islam è destinato alla sconfitta se non troverà alleati validi con i quali far fronte comune, in primo luogo la Cina.

Da sempre l’Islam usa l’Occidente per attribuirgli le cause delle sue frustrazioni.

Non si può ammazzare la gente senza una forte motivazione e una carica emotiva sostenuta.Lo abbiamo detto e lo ripetiamo:questa è una guerra dell’Islam contro l’Occidente,siamo a quello che Samuel P.Huntington ha definito “lo Scontro di civiltà”; siamo al terzo conflitto mondiale non dichiarato della Mezzaluna contro la Croce. Le gesta dei terroristi sono largamente condivise come prologo a un coinvolgimento più ampio. Ma c’è il monito di Israele. Tre volte l’hanno aggredita a tradimento e tre volte sono stati sconfitti.Gli attentati e le stragi dimostrano solo la loro impotenza, la loro viltà, la loro disperazione.

Bisogna rifarsi al Saladino per trovare traccia di una vittoria che non si sia conclusa con una ecatombe.Anche i palestinesi uccidono i prigionieri.A quale recesso della memoria appartegono queste immagini di raccapriccio,questo pubblico disprezzo d’ogni regola di civiltà e di umanità? L’Europa ha conosciuto ogni nefandezza e ogni genere di orrori in secoli di guerre di predominio e di religione, che hanno determinato il suo declino, ma perfino il nazifascismo più abbietto e crudele teneva in qualche conto le regole di guerra. Ma in questa guerra “senza nome” sembra d’essere tornati, e non per nostra scelta e determinazione, ai massacri programmati dei secoli bui, alle incursioni dei turchi predatori sulle nostre coste indifese del Sud, allo stupro e al ratto delle vergini destinate agli harem dei sultani,agli uomini catturati e venduti come schiavi sul mercato di Algeri.

Nell’Islam i metodi di guerra non hanno fatto progressi dal tempo degli impalatori e delle teste issate sulle picche. Dobbiamo convincerci che la storia dell’uomo, con tutte le sue aspirazioni al progresso, alla libertà e al benessere, almeno in quella parte di mondo che ci riguarda, sta tornando alle antiche efferatezze, all’odio di religione e di razza, senza più regole di onore e di cavalleria.Il terrorismo è solo la punta avanzata, fanatica e bellicista, di un mondo un caotica ebollizione, e rappresenta nell’Islam e nell’immigrazione islamica in Europa un sentimento messianico diffuso e una speranza di rivincita.

Il terrorismo non potrebbe agire,come agisce,se non godesse di finanziamenti, di appoggi politici e di complicità più o meno occulte.La Turchia che ambisce a entrare in Europa, in realtà soffia sull’odio antieuropeo, perché considera l’Europa un “club cristiano”. L’Islam è l’ultimo esempio di odio antioccidentale, dopo il fascismo e il comunismo.Fascismo e comunismo (più intrecciati di quanto non si pensi) hanno diffuso con argomentazioni diverse il mito della “Grande proletaria”, del paese povero che lotta contro l’ingordigia dei paesi ricchi, ieri rappresentati dall’Inghilterra e dalla Francia e oggi dagli Stati Uniti. Paul Bernam, studioso liberale americano,ha scritto un libro,”Terrore e liberalismo” (Einaudi), per dire che la guerra al fondamentalismo islamico è una guerra antifascista.Una definizione che mette a disagio i progressisti immaginari. Dopo il fascismo nero e il fascismo rosso, entrambE sconfitti storicamente, è la volta del fascismo islamico, la nuova lebbra del mondo moderno che, come i defunti fascismi del vecchio continente, ha i suoi Farinacci e i suoi confusi esegeti.

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One Comment

  1. caterina says:

    ma la Roma dell’Islam è La Mecca che è nell’Arabia, cioè nel dominio del Sultano che è come e più del Papa per l’occidente cristiano il quale è ipocrita se continua a flirtare col Sultano per via del petrolio, ed è da stupidi continuare ad approvvigionarsi da lui quando lo potremmo trovare da un sacco di altre parti che non sono certo arabe… La ricchezza che gli procuriamo noi fa a pugni con quel che andiamo sostenendo sul fanatismo islamico che contribuiamo praticamente a foraggiare.

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