Viaggia sui barconi ed è a Milano: ritenuto “complice” del museo del Bardo. Per i giudici sarà un writer o un guerrigliere?

di GIULIO ARRIGHINIbardo

Tanto la gente lo sa già. Sui barconi parte di tutto, dai barconi i Caronte del nordafrica traghettano “poveri” clandestini alla ricerca di fortuna. Fatto sta che l’altra sera un cittadino nordafricano di 22 anni, marocchino, è stato arrestato a Gaggiano, nel Milanese perché ritenuto coinvolto nella strage al Museo del Bardo a Tunisi. Già ricercato come persona coinvolta nella strage per aver dato logistica al gruppo armato, risulta che Touil Abdelmajid sia coinvolto negli attentati al Bardo in Tunisia, spiega la Digos.

E sempre Polizia e Carabinieri hanno eseguito un mandato di cattura internazionale dell’autorità giudiziaria tunisina con le accuse di omicidio volontario con premeditazione, cospirazione ai fini di commettere reati contro la sicurezza interna dello stato, incendio, sequestro di persona, adesione a organizzazione terroristica, attentato allo stato. Secondo le autorità tunisine, che hanno avviato le procedure di estradizione, l’uomo non sarebbe tra gli esecutori materiali della strage del 18 marzo, ma avrebbe fornito supporto logistico ai terroristi.

E qui ci fermiamo perché la cronaca non superi la fantasia. Il presunto terrorista clandestino verrà processato in Tunisia? Lo speriamo tanto.

 

Rivediamo le accuse mosse dalle autorità di Tunisi: omicidio volontario con premeditazione, cospirazione ai fini di commettere reati contro la sicurezza interna dello Stato,incendio, sequestro di persona, adesione a organizzazione terroristica, attentati per mutare la forma di governo. In Italia è indagato dalla Procura di Milano, come atto dovuto, per terrorismo internazionale.

C’è da chiedersi, ed è lecito farlo dopo gli eventi di cronaca nera, come potrebbe essere considerato da qualche giudice l’arrestato: un writer, come avvenne per i black blok rilasciati alla vigila dell’Expo? O come un fiancheggiatore di un gruppo di guerriglieri, come accadde anni fa a Milano durante il processo contro tre cittadini di origine araba, accusati di  terrorismo internazionale?

Ripercorriamo la vicenda che di recente il nostro giornale aveva riesumato dopo la strage di Parigi di gennaio (anche lì, sottovalutazioni dei terroristi autori della strage…).

Dieci anni fa terza Corte d’assise d’appello confermò l’assoluzione del  marocchino Mohamed Daki e dei tunisini Maher Bouyahia e Ali Ben Saffi Toumi dall’accusa di terrorismo internazionale, il reato 270 bis del codice penale introdotto dopo gli attentati dell’11 settembre.

I tre dopo la pronuncia della sentenza in aula gridarono “Allah è grande” e “Viva l’Italia”.daki

“Daki venne prosciolto, gli altri due vennero condannati solo a tre anni di carcere  dopo aver derubricato il 270 bis in associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Daki, dichiarò: “Sono contento. Grazie alla giustizia italiana… grazie a questi giudici che mi hanno riconosciuto innocente. Ho sempre pensato bene perché non sono un terrorista. Ora festeggerò con il mio avvocato e altra gente. Rimarrò in Italia. Voglio continuare a studiare e trovare un lavoro”.

Ma… “Due anni dopo Daki venne condannato a 4 anni di reclusione   con l’accusa di terrorismo internazionale. L’accusa tornò a farsi concreta per un’altra corte d’assise d’appello milanese, dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio l’assoluzione confermata in secondo grado, sempre a Milano. Insomma, fu un capovolgimento…. Vennero condannati anche gli altri due amici, a 6 anni di reclusione”.
 E ora, il nostro amico sceso dal barcone, da chi verrà processato? Spero, ripeto, in Tunisia.
Segretario Indipendenza Lombarda

 

 

 

 

 

 

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Scrivevo: stiamo soccombendo e non lo sappiamo.
    Tanti fatti ci danno messaggi univoci ma noi non li leggiamo: non sappiamo leggerli..?
    Forse si.
    Tuttavia nessuno si accorge che siamo OSTAGGI degli islamisti e dei veri poteri forti, tanto per dire che non sappiamo leggerli sti fatti. I piu’ buoni affermano che non sono, piu’ o meno, cellule dormienti o morte; o moderate. Altri che non ci sono poteri forti e oculti.
    No. Non ci sono. Dicono sempre i buoni e gli addormentati come loro: sono profughi…
    Ma allora tutto il mondo e’ profugo e vuole vivere in italia detto belpaese (di una volta forse)..??
    Se adottassimo questa regola si tornerebbe agli albori della GENESI.
    Poi per ritornare, gli africani in Africa; i cinesi in Cina e ecc. giocoforza bisognera’ ripetere la storia. Stessi copioni che i malcapitati umanoidi dovranno recitare per ritornare tutti come prima o si vuole rimanere in una bellissima ammucchiata mondiale, una sorta di torre di Babele: daccapo..?
    Pare di sI..!
    At salüt ostaggi senza saperlo.

  2. marco says:

    Non verrà processato in Tunisia, ma in Italia. Così impara ad andare a scuola invece di fare attentati. Se tutti fanno come lui Salvini come campa?

  3. Albert Nextein says:

    Se capisco bene , costui avrebbe svolto un ruolo di supporto nell’attentato.
    La polizia tunisina lo avrebbe accertato e quindi chiede che sia arrestato e rimandato a casa.
    Qualcuno ha letto il provvedimento proveniente dalla Tunisia?

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