Anche la Uil s’è accorta: dall’ISI all’IMU un ventennio di stangate

di REDAZIONE

Dall’Isi nel 1992 all’Imu nel 2012, la casa e’ stata l’oggetto delle principali ”stangate” sui redditi familiari degli ultimi 20 anni: secondo la ricerca pubblicata oggi dall’Ufficio politiche territoriali della Uil l’Imposta straordinaria sugli immobili introdotta nel 1992 costo’ agli italiani in media 91 euro con punte di 214 euro a Roma e di 200 euro a Milano, mentre l’introito allora frutto’ 11.500 miliardi di vecchie lire (5,9 miliardi di euro). L’aliquota era del 2 per mille sull’abitazione principale e del 3 per mille sugli altri immobili. Nel 2007, ultimo anno dell’Ici sulla prima casa, il costo medio per le famiglie fu di 136 euro medi con punte di 408 euro a Roma e di 393 euro a Milano, mentre il gettito frutto’ circa 11 miliardi di euro (2,8 miliardi dalla prima casa).

Nel 2012, con l’Imu, il cui costo medio per la prima casa e’ stato di 278 euro, con punte di 639 euro a Roma e 428 euro a Milano, il gettito complessivo e’ stato di 23,2 miliardi di euro (3,8 miliardi di euro dalla prima casa), di cui: 14,8 miliardi nelle casse dei Comuni e 8,4 miliardi nelle casse dello Stato centrale La Uil ricorda che l’Isi si trasformo’ sempre nel 1992 in Ici (con aliquote che variavano dal 3 al 7 per mille) ma che venne fissata una detrazione di base a 103,29 euro che i comuni a discrezione potevano aumentare. Nel 2007 il costo medio per la prima casa era di 136 euro con punte di 408 euro a Roma e di 393 euro a Milano. Con la legge finanziaria per il 2008 il Governo Prodi introdusse una ulteriore detrazione per la prima casa fino a 200 euro portando la detrazione complessiva a un massimo di 303 euro (l’operazione che costava un miliardo azzerava per il 40% delle famiglie l’imposta). Ma i correttivi non entrarono in funzione perche’ il Governo Berlusconi nel 2008 elimino’ l’Ici sulla prima casa ad esclusione delle abitazioni di lusso (costo dell’eliminazione 1,8 miliardi in piu’ rispetto all’operazione Prodi).

L’Imu introdotta dal Governo Monti ha fissato l’aliquota ordinaria al 7,6 per mille (i comuni possono aumentare o diminuire l’aliquota ordinaria fino a un massimo del 3 per mille). Sostituisce la vecchia Ici e l’Irpef sugli immobili. Il gettito complessivo e’ stato di 23,2 miliardi (3,8 miliardi per la prima casa) di cui 14,8 miliardi nelle casse dei comuni e 8,4 miliardi nelle casse dello Stato.

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3 Comments

  1. Orazio says:

    Come i commenti prima di me, vorrei far sapere che la storia, la conoscono benissimo, ma si guardano bene dal raccontarla.
    Per la precisione, a molti di loro, ho “suggerito” di prepararsi i biglietti di sola andata per l’estero, in quanto una volta quando saremo a terra non in senso metaforica, molti scapperanno, ma loro resteranno ed allora avranno da spiegare tante cose.
    Credo che il popolo non sarà molto tenero…

  2. Roberto Porcù says:

    Partiti, sindacati ed associazioni di categoria, la greppia è la stessa.
    Le tasse servono essenzialmente per mantenere i privilegi loro e di quelli dei quali si ergono a difensori.
    E’ fonte di ilarità una tal “scoperta” da parte della Uil, come lo sono le tabelle con le quali il sig. Bortolussi ottiene visibilità personale finanziando con i quattrini degli artigiani la squadra che fa queste ricerche per lui che, denunciando e denunciando, si guarda bene dallo spiegare in cosa consista l’Ebav nella quale convivono tutti in amorevole ammucchiata.
    E fonte di ilarità sono i politici che prima delle elezioni promettono un calo di imposte pur sapendo che tutti i partiti percepiscono soldi pubblici in contrasto ad una legge abrogata dal 90,2 % degli elettori in un referendum.
    Quando ad una azienda privata i conti non tornano ed i prezzi non è possibile aumentarli perché darebbero vita all’effetto opposto, l’azienda si ridimensiona e mette in mobilità gli addetti in sovrannumero.
    Quando allo stato, i conti non tornano, le tasse aumentano allegramente pur sapendo che causano l’effetto opposto, i servizi diminuiscono ed il personale rimane in ozio con il culo sempre al caldo; vivere in ozio è piacevole per un breve periodo, ma alla lunga è alienante, così si arriva alla consuetudine di uscire subito dopo la timbratura dei cartellini per dedicarsi ad altro e ciò non figura come assenteismo.
    L’ombrello sindacale copre tutto e garantisce immunità.

  3. lory says:

    ma i sindacati dove sono stati sin d’ora ? si sono svegliati ? io penso di no ! sono una banda di opportunisti interessati ai loro interessi , hanno appoggiato senza se e senza ma le porcherie del governo Monti compreso le tasse ,sono colpevoli insieme al PD al massacro perpetuato dalla Fornero sulle pensioni in particolare la Cisl piena zeppa di Montiani falliti, vadino a ramengo.

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