Iraq, parte la ricostruzione di 13mila case per i cristiani nella piana di Ninive

Comitato Ninive_250x250Giovedì 28 settembre alle ore 9.00, Aiuto alla Chiesa che Soffre – Aid to the Church in Need terrà a Roma, nell’Aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense (Piazza San Giovanni in Laterano 4), la Conferenza internazionale “Iraq, ritorno alle radici”. Nel corso dell’evento sarà presentato il Progetto di ricostruzione di 13.000 case danneggiate o distrutte dall’ISIS nei villaggi cristiani della Piana di Ninive. Si tratta di un vero e proprio “Piano Marshall”, il cui costo stimato è di oltre 250 milioni di dollari, e il cui scopo è riportare le famiglie cristiane di quell’area nelle loro abitazioni, abbandonate a seguito dell’aggressione dei jihadisti. 

La Conferenza, presieduta dal Presidente internazionale di ACS, il card. Mauro Piacenza, ospiterà eminenti rappresentanti della Santa Sede e delle Chiese irachene. Il Segretario di Stato card. Pietro Parolin descriverà la posizione del Vaticano in merito alla situazione dei cristiani in Iraq e nell’intero Medio Oriente. Seguiranno l’analisi regionale di mons. Martin Ortega, Nunzio apostolico in Iraq e Giordania, e gli aggiornamenti e le testimonianze del Patriarca caldeo di Babilonia Louis Raphaël I Sako, dell’Arcivescovo siro-cattolico di Mosul, mons. Yohanna Petros Mouche, del Metropolita siro-ortodosso di Mosul, Kirkuk e del Kurdistan, Nicodemus Daoud Matti Sharaf. Tra i relatori anche membri del Comitato per la Ricostruzione di Ninive, istituito da ACS in collaborazione con le Chiese locali per coordinare la ricostruzione, i quali riferiranno dei progressi e delle sfide legate alla ricostruzione. Parteciperanno, tra gli altri, gli Ambasciatori presso la Santa Sede delle nazioni dell’UE e dei maggiori Paesi extra-UE.

“La realizzazione del progetto avrà un impatto positivo su tre fronti”, commentano Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente Presidente e Direttore di ACS-Italia. “Anzitutto maggiore libertà religiosa, perché non si possono alimentare dibattiti su libertà di rango inferiore quando viene calpestato questo diritto fondamentale; poi contrasto al terrorismo, perché alla prevenzione e alla repressione deve accompagnarsi anche il prosciugamento del brodo di coltura del radicalismo islamico, obiettivo favorito dall’auspicato ritorno della pacifica comunità cristiana nella Piana di Ninive; infine riduzione della pressione migratoria, perché i cristiani iracheni desiderano vivere in patria, non diventare coattivamente migranti.”.

Il 9 novembre ricorrerà il 28° anniversario del crollo del Muro di Berlino. “Oggi – proseguono Mantovano e Monteduro – l’islamismo ultrafondamentalista si erge come un grande muro davanti a tante comunità per impedire loro di manifestare pubblicamente la fede: questa barriera, come quella berlinese, deve crollare, e il progetto ACS per la ricostruzione dei villaggi della Piana di Ninive ha lo scopo di liberare tali minoranze dall’ombra di questo muro. Per restituire loro, insieme alle case, la possibilità di vivere liberamente da cristiani.”.

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