Strage di cristiani. Non bastava leggere la Fallaci?

islam

di IRENE FRANCESCONI GALLI

Non basta leggere? No. Non è sufficiente per svegliare le coscienze. Perché il politicamente corretto della dabbenaggine politica viene prima.

«Non mi piace dire che Troia brucia», scriveva la Fallaci, «che l’Europa è ormai una provincia anzi una colonia dell’Islam e l’Italia un avamposto di quella provincia, un caposaldo di quella colonia. Dirlo equivale ad ammettere che le Cassandre parlano davvero al vento, che nonostante le loro grida di dolore i ciechi rimangono ciechi, i sordi rimangono sordi, le coscienze svegliate si addormentano presto». E, ancora:  «L’attuale invasione dell’Europa non è che un altro aspetto di quell’espansionismo. Di quell’imperialismo, di quel colonialismo. Più subdolo però, più infido. Perché a caratterizzarlo stavolta (…) sono anche o soprattutto gli immigrati che si installano a casa nostra». Ma apriti cielo, l’averlo detto…

“Perdio, non v’è un solo paese islamico che sia governato da un regime laico, da uno straccio di democrazia! E perfino quelli schiacciati da dittature militari come in Iraq e in Libia e in Pakistan, perfino quelli tiranneggiati da una monarchia assoluta come in Arabia Saudita e nello Yemen, perfino quelli retti da una monarchia più ragionevole come in Giordania e in Marocco, non escono mai dai cardini d’una religione che regola ogni momento della vita e della giornata!». Basta rileggere alcune pagine ne La Rabbia e l’Orgoglio per ritrovare la verità. O ripassare La Forza della Ragione quando, citando gli eventi del lontani 1979, lei scriveva che «i mullah e gli ayatollah spodestarono lo Scià e instaurarono la Repubblica Islamica dell’Iran», Sure del Corano al seguito. Sottomissione, insomma. E guai inneggiare alla liberazione della donna o della libertà di culto.

Ma la verità delle verità, è la «Politica del Ventre cioè la strategia di esportare esseri umani e farli figliare in abbondanza (…), il sistema più semplice e più sicuro per impossessarsi di un territorio, dominare un paese, sostituirsi a un popolo o soggiogarlo. E dall’Ottavo Secolo in poi l’espansionismo islamico s’è sempre svolto all’ombra di questa strategia».

Difficile trovare il successo della politica multiculturale. Mise al tappeto, ricorda la stampa, anche Gianfranco Fini quando, dal pulpito dell’accoglienza trasversale, che emancipa la destra a forza di progresso (islamico), infatti nel 2004 lo attaccò così: “Quanto al Suo vogliono -integrarsi, si-stanno-integrando, chi crede di prendere in giro?!? (…) Perbacco, su questo pianeta nessuno difende la propria identità come i musulmani. Nessuno. Perché Maometto la proibisce, l’integrazione».

L’Europa poi non è più l’Europa. «Ma come si fa a contare su un’Europa che è ormai Eurabia, che il nemico lo riceve col cappello in mano, lo mantiene, e addirittura gli offre il voto?!? Come si fa a fidarsi di un’Europa che al nemico s’è venduta e si vende come una sgualdrina, che i suoi figli li islamizza e li rincretinisce e li imbroglia fin dal momento in cui vanno all’asilo? Un’Europa, insomma, che non sa più ragionare?».

E oggi, di pagina della Fallaci in pagina della cronaca degli strazi di cristiani in Iraq, passando per le minacce dell’Isis, le parole della scrittrice toscana vanno a pennello per dire, ancora, e più di prima che tutto «sta bruciando. Va in fiamme col nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro. E a proposito: c’è nessuno che abbia voglia di spegnere l’incendio?».

Altri pensieri da incidere sulla pietra, tratti da La Forza e la Ragione.

“Se dici la tua sul Vaticano, sulla Chiesa Cattolica, sui Papa, sulla Madonna, su Gesù, sui Santi, non ti succede nulla. Ma se fai lo stesso con l’Islam, col Corano, con Maometto, coi figli di Allah, diventi razzista e xenofobo e blasfemo e compi una discriminazione razziale”.
“L’Europa diventa sempre di più una provincia dell’Islam, una colonia dell’Islam. E l’Italia un avamposto di quella provincia, un caposaldo di quella colonia”.
“L´Europa non è più l´Europa. È diventata una provincia dell´islam come la Spagna e il Portogallo ai tempi dei Mori. Ospita sedici milioni di immigrati musulmani […]. Rigurgita di mullah, di ayatollah, di imam, di moschee, di turbanti, di barbe, di burqa, di chador, e guai a protestare. Nasconde migliaia di terroristi che i governi non riescono né a controllare né a identificare. Ergo la gente ha paura e sventolando la bandiera del pacifismo, pacifismo-uguale-antiamericanismo, si sente protetta”.

 

 

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