Iran: per sedare il malcontento in campo seimila religiosi sciiti

di REDAZIONE

E’ partita la missione in tutto l’Iran di seimila religiosi sciiti, formati e addestrati allo scopo di placare il crescente malcontento dei cittadini e di convincerli a resistere di fronte alla grave condizione economica provocata dalle sanzioni internazionali. A riferire la notizia è il sito d’informazione ‘Digarban’, che sottolinea in particolare il crescente malcontento delle classi medio-basse iraniane dovuto all’aumento dei prezzi dei generi alimentari.

Negli ultimi tempi, come negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq, si assiste a lunghe code di fronte ai centri di distribuzione dove gli alimenti venduti a prezzi calmierati. Stando al sito, le autorità iraniane sarebbero molto preoccupate e temerebbero una reazione di protesta della popolazione. Per questo motivo, in concomitanza con l’inizio del mese di Ramadan, hanno lanciato quest’iniziativa per contenere l’insoddisfazione popolare.

Nel frattempo, mentre i prezzi e l’inflazione salgono sensibilmente, i vertici iraniani rimangono divisi se aprire a un dialogo con l’Occidente o arroccarsi e chiudersi totalmente. I paesi membri dell’Unione Europea hanno approvato lo scorso gennaio nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica, che prevedono l’embargo sull’acquisto del petrolio da Teheran, a partire dal mese di luglio. Le tensioni tra l’Iran e i paesi occidentali sono in continuo aumento, dal momento che Teheran non vuole fermare il proprio piano di sviluppo dell’energia nucleare.

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One Comment

  1. maurizio ratti says:

    E’ la saggia iniziativa di uno stato ben governato. Che le sanzioni europee provochino a lungo termine effetti sull’IRAN è una impressione completamente sbagliata. Teheran esporta meno del 20% della propria produzione verso Italia, Spagna e Grecia. Ora non lo farà più scongiurando il rischio di non venir pagato da queste tre nazioni in collasso economico. Gli è stato quindi reso un favore. L’Iran abbasserà un filino i prezzi e raddoppierà le forniture alla Cina che innalzerà la quota di acquisto passando dal 6 al 12% dell’import nazionale. Russia e Cina avranno inoltre la possibilità di ripiazzare il greggio degli Ayatollah vendendolo raffinato. A seguito di questa grande pensata noi abbiamo subìto immediatamente l’aumento del 10% della bolletta energetica sul mercato mondiale, ci siamo ancor più legati ai condizionamenti delle forniture libiche e saudite, abbiamo perso un cliente importante per la diversificazione delle nostre esportazioni. Si continua pertanto a condurre una politica estera improntata a salvaguardare esclusivamente gli interessi di quelle merde di americani ed israeliani anche costo di danneggiare pesantemente l’economia nazionale. Ciò accade perchè i vertici politici italiani ed in generale europei sono infiltrati da parecchi personaggi che in virtù della loro appartenenza corporativa (chiesa, massonerie, lobby ebraica, rete finanziaria e bancaria, ecc.) rispondono primariamente a washington e spingono nella solita direzione pro U.S.A. Apro un inciso per i leghisti e/o gli indipendentisti. L’autonomia o l’indipendenza Padana non si potrà mai ottenere se il centralismo romano e l’unità d’italia continueranno ad essere sostenuti con vigore a livello internazionale. E’ presso i poteri forti che occorre intervenire diplomaticamente esercitando la pressione necessaria per trovare appoggi al nostro meraviglioso ma confuso progetto.

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