Iran sull’orlo della bancarotta, il rial perde potere d’acquisto

di MANUEL GLAUCO MATETICH

Il rial iraniano ha perso un terzo del suo valore nei confronti del dollaro durante la scorsa settimana. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha attribuito questo deprezzamento della valuta nazionale alla “guerra economica su scala globale”, che l’Occidente ha lanciato contro l’Iran per costringerlo ad abbandonare il suo programma nucleare. Tuttavia, il crollo della valuta iraniana sembra derivare non solo dalle sanzioni internazionali ma anche dalla disastrosa gestione delle finanze pubbliche da parte del governo iraniano, guidato da Ahmadinejad. “Il nemico [ci] ha imposto sanzioni (…) contro la vendita di petrolio. Gran parte della nostra ricchezza nazionale proviene dal petrolio. E quel che è peggio, sono le sanzioni imposte contro gli scambi bancari nella vendita del petrolio. E’ una guerra nascosta su scala globale, e vogliamo attaccare il nostro paese”, ha detto Ahmadinejad durante una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla televisione di Stato.

Il deprezzamento del rial, che è cresciuto parallelamente alla isolamento economico internazionale del paese, è sicuramente accelerato negli ultimi anni a seguito dell’embargo sul petrolio iraniano e delle pesanti sanzioni bancarie. Verso la fine dell’anno 2005, un dollaro veniva scambiato per 9.000 rial. Oggi, invece, la quotazione di un dollaro in termini di rial è pari a 12.225. Da allora, ha perso quasi il 135% del suo valore rispetto ai tassi di cambio correnti.

Il crollo della valuta iraniana sul mercato valutario ha riaperto la porta alla speculazione e gli imprenditori hanno cominciato ad avere sempre più difficoltà ad ottenere dei cambi convenienti. Con l’obiettivo di stabilizzare la moneta nazionale e di evitare gli abusi, la Banca centrale nazionale ha lanciato la scorsa settimana un Centro di Foreign Exchange, per dare assoluta priorità agli importatori di materie prime ed essenziali, come cibo e medicine. Il provvedimento una volta attuato ha fatto passare il messaggio che il paese era in grave difficoltà e, soprattutto, a corto di dollari, anche se le sue riserve ufficiali in valuta estera, la maggior parte in attività denominate in dollari, sono stimate a circa 110.000 milioni. Molti iraniani, temendo un ulteriore deprezzamento del rial, si sono precipitati ad acquistare dollari, provocando la caduta della moneta nazionale in questi ultimi giorni.

“Il governo non ha carenza di valuta estera e può iniettare denaro sul mercato per molto tempo ancora”, ha dichiarato il vice presidente iraniano, Mohammad Reza Bahonar, con lo scopo di rassicurare il Parlamento nazionale. Ma l’agenzia internazionale Reuters ha affermato che alcuni analisti ritengono che le scorte iraniane sono cominciate a diminuire sensibilmente negli ultimi tempi, il che può spiegare esaustivamente la riluttanza della Banca centrale iraniana ad aumentare una quantità maggiore di dollari sul mercato la scorsa settimana. Il Ministro delle finanze israeliano, Yuval Steinitz, ha detto domenica scorsa che l’economia iraniana è “vicina al collasso”, ed ha stimato che il paese è riuscito a tirare avanti solamente grazie alle consistenti entrare ricavate dalla vendite dei barili dell’oro nero nazionale, ovvero il petrolio.

La situazione reale del paese sembra confermare quanto detto dal ministro israeliano. Il prezzo del latte è raddoppiato nel corso di quest’ultimo anno, la carne è alle stelle e molte persone non se la possono più permettere, ed anche la torta di pane azzimo è aumentata da 1000 a 6000 rial in poco tempo. Anche chi ha la fortuna di avere un buon posto di lavoro ed è ancora in grado di sostenere questi costi, ha visto dimezzarsi i propri risparmi in neanche più di un anno.

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10 Comments

  1. Castagno12 says:

    Rispondo a Dan – 7 Ottobre 2012 at 3:13 am.

    Bisogna cercare di capire quello che si legge.
    Come Lei ha ripetuto, io ho scritto ” … Quindi la protesta e la reazione civile ma decisa … ”
    Infatti, alla protesta civile (“… che da sola non basta …”) OVVIAMENTE, deve seguire un’azione che sottintende informazioni corrette, decisioni, comportamenti utili e FATTI..

    Fino ad ora c’è stato il silenzio assoluto – circa il Problema N.1 che ho indicato – da parte dei vari Movimenti Indipendentisti che dovrebbero informare la popolazione dei loro territori di competenza e raccogliere consensi provocando una reazione massiccia.

    Lei stesso si adegua a questo andazzo e conclude la replica con uno squallido “Ci ripenseremo lunedì”.
    Per quanto posso, sono più di 18 (diciotto) anni che io, alle pensate, faccio seguire i fatti.

    Sotto ho letto che Aquele Abraço giudica importante l’apertura di Bersani a Renzi, quindi si aspetta dei risultati positivi.
    Il “simpatico e disinvolto” lettore o non sa niente o non ha capito niente circa l’attuale situazione: è il classico elettore che vota in funzione di ciò che sogna.

    Lo spazio concesso dal Quotidiano, per i commenti, non dovrebbe essere utilizzato come passatempo o come sfogo personale.
    Scritto il commento, il lettore, prima di utilizzare il bottone dell’invio, dovrebbe porsi una domanda: “Ciò che ho scritto può essere utile agli altri ?”.

  2. Castagno12 says:

    Per sperare di risolvere l’attuale cisi economico-finanziaria, per il momento si formulano proposte fantasiose, si fanno progetti che non possono essere realizzati anche a causa di problemi contingenti e culturali.
    Perchè l’ignoranza (il non sapere), l’indolenza e la paura, la fanno da padroni.

    Indipendentismo, Autonomia, Secessione, Federalismo, ecc., nell’attuale contesto, forniscono argomenti per articoli, lettere aperte, commenti (spesso inopportuni ed inconsistenti, battutine pietose). E nulla più.
    .
    Deve invece essere affrontato e risolto il Problema N.1 che condiziona la soluzione di tutti gli altri: “il Signoraggio, ora a gestione PRIVATA” – vedi Bankitalia, BCE, Federal Reserve, ecc.
    Con detto marghingegno, le tasse continueranno INEVITABILMENTE ad aumentare, quindi niente ripresa nè rlancio dell’economia, ma solo baratro di dimensioni variabili (sentire Mario Monti).

    Nessuno, riguardo al problema Signoraggio, domanda spiegazioni ai Tecnici (anche bocconiani) e agli altri nostri dipendenti, chiamati “politici”. Perchè ?
    Tanti libri, blog e articoli hanno trattato e sviscerato detto Problema, che nessuna persona onesta e competente può ignorare o sottovalutare.

    Come ho già scritto, è un problemaccio portare via l’osso al cane. Quindi la protesta e la reazione, civile ma decisa, deve coinvolgere tante persone, tanti Movimenti e più nazioni. Qui sta il problema, il dramma di un popolo fatiscente, opportunista, furbastro, sottomesso e pagante !

    Per brevità, cito solo qualche situazione, molto eloquente:
    1) La Cina – Paese emergente – ha la Banca di Stato che le consente di emergere (niente Signoraggio privato) ed ha l’atomica.
    Quindi nessuno tocca la Cina, anche se cerca di realizzare una valuta internazionale (paniere di alcune monete) che possa sostituire il dollaro USA, onnipresente nelle transazioni economiche e finanziarie.

    2) La Libia aveva la Banca di Stato, quindi “rompeva”, ma non aveva l’atomica, quindi era vulnerabile. Infatti !

    3) L’Iran ha la Banca di Stato e si sta facendo l’atomica che le consentirebbe di difenderla. Quindi, per Lorsignori, l’Iran sta “rompendo”.
    Scrivere su Google “Banca di Stato dell’Iran” e dal blog che porta lo stesso titolo dell’articolo di Maurizio Blondet “LA GUERRA ALLE BANCHE CENTRALI DI STATO” – 20 Gennaio 2012 . Articoli / Medioriente, leggo e ricopio:
    ” … L’Iran è oggi uno dei pochi Stati rimasti che dispongono di una Banca Centrale di Stato, anzichè privata …”. Un alto esponente del goveno americano, sotto condizioni di anonimato, ha detto ai giornalisti della AFP: ” Abbiamo assoluto bisogno di chiudere la Banca Centrale dell’Iran”.

    4) L’italia non ha la Banca di Stato (Bankitalia è PRIVATA per il 94,75%), non ha l’atomica. Ubbidiente, è intruppata nel Progetto di Lorsignori.
    I “politici”, i Tecnici e i giornalisti inseriti nel Sistema, avrebbero il dovere di informare il popolo, invece ci refilano BALLE e speranze inconsistenti !

    E i più non vogliono tenere conto che, seguendo il gregge (e che gregge), si finisce per camminare nella merda !

    • Dan says:

      “Quindi la protesta e la reazione, civile ma decisa”

      La protesta civile da sola non basta.
      Si deve cominciare con un rifiuto completo di corrispondere tasse e poi essere pronti a qualsiasi reazione.
      In ogni caso non oggi: è domenica è gioca la serie A. Ci ripenseremo lunedì

  3. Aquele Abraço says:

    E’ incredibilmente deplorevole che in questo blog nessuno si occupi delle aperture di Bersani a Renzi

  4. Dan says:

    L’importanza di questa notizia è relativa da quanto dipende l’iran dall’importazione di prodotti dall’estero.

    Se avesse una produzione interna forte, potrebbe prendere tranquillamente il dollaro e farci sigarette

    • Eric says:

      Dan, sei un genio !

      Se tu avessi anche il tabacco di darebbero il Nobel !

      • Dan says:

        Ma loro possono fumare ? O c’è qualche comma/sub paragrafo nel corano che lo vieta ?

        • Eric says:

          Fumano come 2 turchi !

          La premessa per la Rivoluzione costituzionale persiana del 1911 fu proprio la “rivolta del tabacco”, del 1891, contro la concessione sul tabacco data da Nasser al-Din Shah ad una società straniera !

          Ci vediamo a Stoccolma !

          • Dan says:

            Viste le capacità medie dimostrate finora dai cosiddetti guru della finanza, anche la casalinga di Voghera con il suo conto della serva ha ottime chance di prendere un nobel

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