“IO, BOSSI E LA LEGA”, IL LIBRO CHE VORREBBERO FAR SPARIRE

di JULIUS HOFER

L’ormai famosa vicenda del libro L’idiota in politica, Antropologia della Lega Nord, di Lynda Damatteo, tenuto lontano dai militanti e dai suoi cittadini dal sindaco di Sesto Calende, città la cui biblioteca l’ha di recente acquistato, non è la più significativa e non è certo isolata. C’è un libro, di ben altro spessore e importanza, che aleggia ancora come un fantasma sul sonno di molti fra i meno sderenati caporioni leghisti: si intitola Io, Bossi e la Lega e l’ha scritto nel 1994 Gianfranco Miglio (Oscar Mondadori). È un libro ormai introvabile, eliminato molto presto dai suoi cataloghi dalla stessa casa editrice.

Coloro che l’hanno letto lo ricordano bene, data la sua impareggiabile chiarezza, ma in molti, da anni, hanno ripetutamente cercato di impedirne la ripubblicazione. Perché? È molto semplice: la sua lettura distrugge, letteralmente e in radice, tutte le operazioni politiche e le appropriazioni indebite che della figura del pensatore e scienziato lombardo sono state fatte in questi anni in casa leghista, principalmente per tentare di recuperare un “padre nobile” (in realtà già perso nel 1993), una figura di riferimento solida, rispettabile, di grande levatura culturale e di specchiata onestà, indispensabile nell’agone politico, che non è propriamente un campo nel quale brulichino figure del genere. L’operazione è tutt’ora in corso ed è totalmente arbitraria. È in altre parole un “falso storico”. Ma andiamo per gradi.

Dal “libro fantasma” emerge che Miglio aveva fatto una scommessa, scettica già in partenza, sulla possibilità stessa di un movimento politico lombardo, capace di trarre dalle paludi regioni e popolazioni precipitate in condizioni devastanti e umilianti, a causa di una lunga storia di sfruttamento politico-burocratico e di uno Stato ultracentralizzato come quello italiano.

La lucidità dell’analisi migliana si basava su solide fondamenta storico-politiche, quelle del suo bellissimo testo, scritto in anni precedenti e allegato a quello stesso volume: Vocazione e destino dei Lombardi. La conclusione è amara: quella scommessa era fallita già negli anni Novanta. A questo nel libro si aggiungono molti aspetti di grande rilevanza. Innanzitutto la coerenza di Miglio, la sua assoluta onestà intellettuale, la volontà incrollabile di produrre riforme reali e profonde, la sua lucida visione delle cose e della realtà della politica.

Il libro non fu affatto scritto, come nella Lega venne a suo tempo detto, per lamentarsi della mancata assegnazione del Ministero delle Riforme (assegnato poi a Speroni, con una vicenda incredibile – che era già di per sé sufficiente per una rottura, senza contare gli incredibili insulti che dai capataz della Lega erano rivolti, dai primi giorni del ’94, nei suoi confronti su tutti i giornali – poiché Miglio le riforme radicali le avrebbe fatte davvero, con l’appoggio parlamentare, allora sufficiente – secondo l’art. Cost. 138 – e la sua esclusione dimostrava che al Movimento non interessavano affatto): per Miglio da vent’anni contavano solo le riforme costituzionali, come risultava dal suo manifesto elettorale come indipendente, dal fatto che aveva rifiutato altri dicasteri e dal fatto che non amava posizioni di comando, che detestava il Palazzo e non gli interessavano affatto le poltrone romane.

La sua spietata analisi di un’autorità carismatica di basso profilo come quella del capo del movimento, capace di mobilitare un seguito ma non di produrre altri risultati, rimane il nucleo inequivocabile del volume. Quello che emergerà con evidenza in seguito c’era già tutto in quel libro: il familismo, la doppiezza, l’assoluta assenza di fedeltà alla scelta federalista, l’interesse esclusivo al cambiamento delle posizioni di potere.

Per Miglio tutto questo fu già alla fine del 1993 una cocente delusione. Miglio inoltre ha sempre creduto che un giorno queste terre, ormai strangolate da un sistema politico-burocratico corrotto e inefficiente, costosissimo e improduttivo, si sarebbero “rivolte altrove”, ossia avrebbero trovato altre soluzioni, nelle quali quei dirigenti di partito non avrebbero svolto più alcun ruolo. Il presunto “riavvicinamento” di Miglio alla Lega fra il 1997 e il 1999, del quale spesso si è parlato, è in gran parte fantasia. Certo, Miglio ha continuato anche in quegli anni a valutare la forza potenzialmente dirompente di quel movimento (del tutto sprecata), per il consenso che riusciva a mobilitare utilizzando parole d’ordine che erano solo di facciata, autentiche foglie di fico (il Federalismo), ma sapeva bene che i suoi capi non solo non ne capivano nulla, ma lo usavano solo per fini di potere, ridendoci anche sopra. La continuità con quello che scrisse nel 1994 è pertanto da considerarsi totale. La dedica di piazze o di statue a Miglio può essere certo riferita al suo (molto breve) periodo di appoggio esterno alla Lega. Ma un altro conto è il tentare di riappropriarsene come punto di riferimento della Lega attuale: un’operazione del tutto illegittima, alla luce di quel libro e della realtà storica dei fatti. Miglio non avrebbe mai riconosciuto come “leghista” quello che è diventata la Lega dopo il 1997: un movimento politico assaltato e sempre più sfibrato da un sistematico “entrismo” neofascista, razzista e perfino nazionalista-protezionista. Tutti aspetti totalmente estranei alla sua cultura e ai motivi iniziali del Movimento.

Ha dunque ragione Franco di Braccio, Segretario dell’Associazione culturale “Gianfranco Miglio”, ad ammonire da tempo coloro che continuano a fare come se quel libro e la storia reale di Miglio non fossero mai esistiti, con l’avvertimento: «Giù le mani dal Professore!».

 

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26 Comments

  1. marco says:

    “Era l’ultima occasione: che naturalmente è stata sprecata e sappiamo chi ringraziare”…. si, milioni di padani imbecilli che hanno continuato a votare centro, destra e sinistra!!! E che oggi, 2014, continuano a votare Renzi e le sue tasse e centralizzazioni dopo wuelle di Monti e Letta. Un paese del ..azzo perchè abitato da popoli del …azzo.

  2. germano says:

    https://drive.google.com/file/d/0B0KC9K0MHkPlY1RyckJETl9zYkU/edit?usp=sharing

    per chi fosse ancora interessato ecco il libro del prof. Miglio

  3. el doge says:

    Ce solo una via per ottenere democraticamente le vere riforme per un cambiamento radicale del paese, il voto, e da quello che io ricordo la Lega Nord non ha mai superato il 10% a livello nazionale…e quindi di cosa stiamo parlando.
    Miglio, il tradimento la politica della Lega Nord corrotta…la realtà e che con un 9/10 % sei costretto ad allearti per contare (forse)..qualcosa.. il resto sono BALLE!!!
    l’altra via sono le Armi la Vera rivoluzione Armata.
    Adesso le persone non sono ancora pronte….ma il momento si stà avvicinando e non servono percentuali….e allora tutte queste Inutili discusioni, non si faranno PIU’

  4. Giuseppe Lanzavecchia says:

    Negli anni ’70 ho avuto l’occasione di discutere con Miglio soprattutto per preparare degli articoli per Eugenio Cefis. Ho avuto l’occasione di scrivere qualche nota che, se interessa, posso mandare

    • luigi bandiera says:

      Giuseppe,

      MANDA KAX…

      Io avrei un altro DIMENTICATO:

      MEO ZILIO.

      Prof anche lui.

      Curava i veneti nel mondo.

      Due grandi..!

      Parlava senpre in VENETHO.

      Queo che dovaria far chi vol ea indipandensa.

      Altro ke pacioear de i fati dea Talia.

      Pacioemo dea SERENISIMA… e dea so xente.

      Femo films so ea vita de tuti i dì in tera venetha.

      Femo fision so ea vita venetha.

      Metemo condutori in TV ke pacioea venetho.
      Magari in taeban ma ko asento VENETHO..!

      Basta teroni de asento in teevixion.

      Basta raxismo contro de nialtri.

      MERRRDDD

  5. silvano says:

    Ma guarda quei tre pellegrini vicino alla statua del grande Miglio,osservate… lui guarda dall’altra parte…è un segnale ???

  6. Arcadico says:

    Che errore per il Nord mettere in un angolo il Professore!

    Oggi a distanza di 20 anni le conseguenze sono ancora più evidenti!

    Ricordo ancora con piacere quando il suo amico\autista Rizzi di Erba (non l’onorevole) lo definiva il nostro secondo capo!

    Ricordo ancora quando nella sala stampa di milano Il Professore si alzò in piedi e tentò di spiegare ai milanesi perchè bisognasse votare Lega!

    Oggi di quella spinta ideale qui nel circondario si sono perse le tracce!

    Quella partito-crazia che si rarebbe dovuto combattere sembra essersi incuneata in modo irreversibile in tutto il movimento!

    Allora se anche un movimento\partito nato dal basso dopo 20 anni e’ affetto da questo male quale e’ la soluzione per noi popolo bue?

    L’astensione?

    Un voto di protesta?

    Possibile che non sia possibile riformare in modo moderno questo Paese?

    il ritardare ulteriormente le riforme necessitanti produrrà un repentino e irreversibile impoverimento generale!!!

  7. gianni fossati says:

    Per la verità qualche libro – pochi – é apparso, Nel 1996 per i tipi dell’Editoriale Nord di via Carlo Bellerio uscì il libro ” Soldi Sporchi al Nord” di Max Parisi, già addetto stampa della Lega Nord e numero uno di Telepadania.

    Significativi alcuni capitoli sulla “Banca della Mafia”, documenti dell’Arma dei Carabinieri mai resi pubblici, atti riservati della DIA, della Criminalpol e sui rapporti tra Mafia e alcuni Politici.

    Al confronto il lavoro di Veltri e Travaglio ” L’Odore dei soldi ” é roba per educande. Inutile dire che dopo molte vicissitudini ilo volume é stato fatto sparire dalla circolazione ed é ormai introvabile. La storia si ripete alla faccia della trasparenza e della libertà di stampa. Tuttavia non é escluso che una rottura definitiva tra alcune forze politiche potrebbe farlo miracolosamente riapparire.
    G. F.

  8. g.f. says:

    Caro Direttore,
    mi riferisco ai diversi commenti e in particolare a quello di “botuman”

    Per la verità qualche libro – pochi – é stato pubblicato.

    Come ricorderai, nel 1996 per i tipi di Editoriale Nord di via Carlo Bellerio, 41, a cura di Max Parisi, già addetto stampa della Lega Nord e numero uno di Telepadania, uscì in libreria un volume di 372 pagine dal titolo ” Soldi Sporchi al Nord”.

    Significativi alcuni capitoli sulla “Banca della Mafia”, documenti dell’Arma dei Carabinieri mai resi pubblici, atti riservati della DIA, della Criminalpol e sui rapporti tra Mafia e politici. Al confronto, il libro ” Odore dei soldi” di Veltri e Travaglio é roba da educande.

    Inutile dire che questo libro é sparito dalla circolazione ed é ormai introvabile.

    La storia si ripete alla faccia della trasparenza e della libertà di stampa. Tuttavia non é escluso che una rottura definitiva tra alcune forze politiche potrebbe improvvisamente forlo riapparire.
    G.F

  9. Woland says:

    Fondamentale è il celebre “Breviario di Assago”, presentato al congresso della Lega Nord, un decalogo in cui il professor Miglio aveva raccolto l’essenza di una moderna costituzione federale, elaborata in anni di studio: se la Lega di oggi riabbracciasse quel progetto tramite una classe dirigente totalmente rinnovata e credibile, il vento del nord soffierebbe ancora impetuoso.

  10. Daniele Bonera says:

    Troppi partiti politici da prima e seconda Repubblica ormai provati e inaffidabili, in quanto hanno rubato la sovranità popolare, sono parassiti e tradiscono il loro popolo, sono tutti da rinchiudere e buttare la chiave ! – Nascono molti Movimenti AUTONOMISTI con una serie di svariati Simboli Politici, fanno a gara per chi lo fa più bello; Ma benedetti Italiani vi piace così tanto farvi beffare da…i nostri Governanti ? Non avete ancora capito che bisogna unirvi tutti quei Movimenti Autonomisti , in un solo simbolo e presentarsi con urgenza alle prossime Elezioni Governative, mandando a casa una volta per sempre tutti quei fannulloni che ci hanno fregato i nostri soldi compreso la nostra sovranità popolare. Allora cosa state aspettando, o si fa L’UNIONE o non si fa NIENTE. – Come dire, o si fa l’Italia FEDERALE o si MUORE statndo a GUARDARE ! vi piace Guardare ed essere presi in giro, ACCOMODATIVI davanti alle informazioni fasulle delle televisioni e dei partiti romani.

    • Francesco W says:

      E’ proprio il contrario di quello che dici. Come dimostrano la Catalogna, i Paesi Baschi o le Fiandre, avere più partiti che rappresentano diverse fette dell’elettorato massimizza il consenso. Personalmente conosco molte persone che non voterebbero mai per la Lega, ma voterebbero per un partito indipendenitista liberale, altre che voterebbero un partito indipendentista di sinistra e così via.

      Ps: E’ impossibile trasformare l’Italia in uno Stato federale. L’Italia è irriformabile. Facciamocene tutti una ragione.

      • Sì grazie. Peccato che le leggi elettorali per come sono state “aggiustate” negli ultimi anni siano radicalmente ostili ai piccoli partiti e favoriscano moltissimo le aggregazioni di partiti e quelli “grossi”….

      • Emanuele Fiscella says:

        Possibile che non riusciamo a capire quello che effettivamente bisogna fare? Si dice e decanta che il popolo è sovrano,bene allora perchè si continua a sovvenzionare i partiti se il popolo “sovrano” ha detto no?Tutti questi partiti che nascono come i funghi non hanno motivo di esistere se si toglie questo finanziamento.Vi siete mai chiesti perchè persone abbastanza agiate e che hanno già uno stipendio di 8000 euri e 10000 euri si affannano ad entrare in politica? Perchè sanno con certezza che la politica è una fabbrica di soldi e che andranno a guadagnare molto ma molto di più,fregandosene del popolo sovrano ovvero di noi.Chi si presenta in politica deve guadagnare non più di 5000 euri lordi,ed in questo caso vedrete che non si presenterà più nessuno di questi ma si presenteranno solo gli onesti che vogliono vivere onestamente e contemporaneamente vivremo tutti onestamente.

  11. Francesco W says:

    Gianfranco Miglio era un grande, ma, siamo onesti, il suo progetto di federaalismo era pessimo: si creava la Padania e si mantenevano intatte le autonomie speciali. Da veneto e da venetista, quel progetto non mi è mai piaciuto.

    • Francesco W says:

      Soffrii molto quando Miglio decise di abbandonare la Lega, ma, francamente, credo che l’idolatria nei suoi confronti praticata da alcuni de L’indipendenza sia del tutto fuori luogo. Se il suo progetto di riforma costituzionale fosse stato applicato, saremmo caduti dalla padella alla brace. A ripensarci, dunque, meglio Speroni come ministro. Veneto libero!

    • Antonio Baldini says:

      I commenti di Francesco W si … commentano da soli. E non sono solo la prova continua della tragica mancanza di cultura costituzionale in questo sciagurato Paese, ma spiegano anche perché, con tanta beata ignoranza, il Veneto al quale inneggia sia ancora (e rimarrà a lungo) schiavo.
      1. Il progetto di riforma federale di Miglio è stato l’unico che si è potuto attribuire questa qualifica. Miglio è stato l’unico teorico del Federalismo che ci sia stato in questo Paese, anche per riconoscimento diffuso di scienziati stranieri.
      2. La soppressione delle regioni a statuto speciale (come da progetto Lega e Fondazione Agnelli) si è appoggiato all’opinione pubblica che non solo (giustamente) ne critica i privilegi, ma che ne invidia anche le libertà. Come se creare una struttura federale significhi sopprimere le libertà altrui invece che estenderle a tutti! Quelle regioni non possono essere soppresse perché sono state create su un piano paritario e contrattuale con lo Stato italiano e alcune sono protette da trattati internazionali. Non possono decidere di sopprimerle tutti i cittadini con referendum. Piuttosto è l’alluvione di risorse che le ha ricoperte per decenni che va ridiscussa, come Miglio sosteneva e che non potrebbe sopravvivere in un sistema autenticamente federale.
      3. E’ proprio la mancata riforma dei primi anni Novanta che ha portato al collasso attuale, come Miglio aveva previsto fino alla nausea. Era l’ultima occasione: che naturalmente è stata sprecata e sappiamo chi ringraziare.
      4. Che dirti, Francesco W.? Ti sei meritato il ministero Speroni, con la sua commissione incompetente e arruffata, totalmente priva di conoscenze elementari e di conseguenza l’attuale inferno italico.
      5. Si ripete da parte veneta qualcosa di già visto. Quando ai poveri e coraggiosi “Serenissimi” dopo l’ascesa al campanile di S. Marco fu chiesto: “Qual era il fine che volevate realizzare? C’era un progetto da perseguire?”, al giornalista risposero: “Il progetto di riforma federale della… Fondazione Agnelli!…”.
      Altro che “Veneto libero”! L’ignoranza è schiavitù… involontaria.

      A. Baldini

  12. sciadurel says:

    la dirigenza leghista da sempre odia i pensatori
    non sono affini al vero credo bossiano: dio (variabile a secondo dei momenti) patria (poltrone itagliane) famiglia (la sua, ovviamente)

  13. biroldi says:

    Sta per uscire il controlibro leghista, il titolo è ‘Scureggia spaziale’: una acuta e profumata analisi sul sacro fuoco che brucia dentro ogni vero iscritto

  14. luca beraldi says:

    analisi perfetta. Che rimpianto per Miglio! Certo la Lega ha cercato di impossessarsene ma senza capire.E non a caso la produzione intellettuale della Lega è inesistente!!! MaI UN SAGGIO, MAI UNA ANALISI! MAI UN LIBRO!

  15. Teresa says:

    io ho letto il libro di Miglio non l’ho trovato scandaloso, nemmeno dal punto di vista di miitante della Lega.
    invece il libro “l’idiota in politica” è osceno. sembra una presa per i fondelli della lega senza alcun ragionamento minimamente scientifico o politico… veramente spazzatura, come ce n’è tanta in giro non solo sulla lega. però se io fossi sindaco la robaccia da pattumiera non la vorrei in biblioteca. e comunque un libro così pieno di scemenze e pregiudizi secondo me, sempre da leghista, fa pensare che siano gli avversari della lega, gli idioti, non certo i leghisti. l’inconveniente è che di solito queste pubblicazioni fazione sono lette principalmente degli avversari politici, che così corroborano i loro pregiudizi, peccato che lo facciano con questi libri, piuttosto che con altre questioni che meritano davvero attenzione.

    • botuman says:

      Ah già perchè per capire la Lega bisogna leggere i libri leghisti, diciamo quelli fatti dall’interno…e saprebbe dirmi carissima Teresa quali libri mai ha prodotto qualche leghista? c’è qualche titolo che le torna in mente? Perchè ho paura che dall’interno della Lega non possano venire libri o studi ma solo rumori…

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