Invalido ucciso dalla Polizia: per lo Stato bastano 60.000 euro per risarcirlo

di EDOARDO MONTOLLI*

«Riccardo Rasman era un giovane uomo “parcheggiato” a spese della collettività in un alloggio di edilizia popolare da chi ormai evidentemente non poteva o non voleva più farsene carico» e la sua morte per arresto respiratorio «deriva anzitutto dalla reazione incontrollata e incontrollabile ad un’azione di polizia che solo in una mente stabilmente turbata come quella di Rasman poteva apparire persecutoria». Così l’Avvocatura dello Stato risponde alla richiesta di sequestro conservativo nei confronti del Ministero dell’Interno da parte dei famigliari di Riccardo Rasman, morto per asfissia dopo che alcuni agenti erano entrati in casa sua, lo avevano ammanettato a faccia in giù con le mani dietro la schiena e gli avevano lasciato legare pure le caviglie, incaprettandolo, per poi salirgli sopra per cinque minuti e mezzo. Ma per l’Avvocatura, i 60mila euro pagati come provvisionale per quel delitto sono più che sufficienti, dato che Rasman «non produceva reddito alcuno e di nessuno era il supporto; la sua pensione d’invalidità era destinata ai suoi esclusivi bisogni e non certo a quelli della famiglia d’origine».

Fino a ieri pensavo che uccidere un invalido costituisse un’aggravante. Oggi scopro che è diventata un’attenuante. Perché certo una volta lo Stato li definiva handicappati. Poi, in un crescendo di politically correct, li ha portati ad essere portatori di handicap, disabili, diversamente abili. Fino a quando, per una «tragica fatalità», uno di loro, un invalido, non muore proprio per mano dello Stato. Ecco allora che, per quello stesso Stato, i diversamente abili si trasformano magicamente in pesi per la collettività che non producono reddito. Reietti, in sostanza, da risarcire con qualche decina di migliaia di euro. Di Riccardo Rasman si sta parlando nelle polemiche di questi giorni, perché Paolo Forlani, uno dei poliziotti condannati nel caso di Federico Aldrovandi – la cui famiglia è stata risarcita con due milioni di euro -, ha scritto in proposito su Facebook di «responsabilità reali da parte dei colleghi e nessuno ne ha saputo nulla».

Già. Quasi nessuno. Avendola seguita, ritengo sia il caso di raccontarla ancora una volta, soprattutto a beneficio dell’Avvocatura che insiste nell’attribuire la responsabilità della morte di Rasman, un invalido psichico, principalmente allo stesso Rasman. E che, tiene a rassicurarci: «Lo Stato italiano ha sinora provveduto ad anticipare le spese sostenute dai propri agenti, provvisionale inclusa, stante non solo la solidarietà “legale” ma anche quella “civile” nei confronti di tutte le vittime di quella tragedia». E ora ci sentiamo tutti un po’meglio.

Di certo la storia di Rasman è la storia di un ragazzo la cui esistenza, fino alla morte (e oltre), è stata interamente devastata dallo Stato, in un susseguirsi di silenzi siderali.

Di famiglia istriana emigrata a Trieste, Riccardo ha una vita normale fino a quando non comincia il servizio di leva. Gli piace volare e va a farlo in aeronautica. Ma qui diventa preda della piaga del “nonnismo”, un trauma da cui non si riprenderà più. Messo in congedo assoluto, finisce in cura al Centro di Salute Mentale locale per “schizofrenia paranoide con delirio persecutorio”. Sotto costante cura dei farmaci, viene riconosciuto per tale ragione invalido, con tanto di pensione. Inserito in un progetto di recupero funzionale e dell’emarginazione per i minorati psichici previsto dall’articolo 1 della legge 104/92, gli sarà quindi concesso l’alloggio della tragedia: perché nessuno lo ha “parcheggiato” lì, tantomeno esisteva qualcuno che non voleva più farsi carico di lui, come invece sostiene l’Avvocatura di uno Stato, che quella stessa legge 104/92 ha promulgato.

Con la famiglia il ragazzo va anzi d’amore e d’accordo.

Il 27 ottobre 2006 Riccardo ha 34 anni. E, poco prima delle 20, saluta mamma e papà per andare a casa a dar da mangiare al cane. Ciò che accade da questo momento in poi, ricorda il legale della famiglia Claudio Defilippi, «verrà ricostruito dagli stessi agenti di polizia coinvolti nella sua morte, cui saranno nientemeno che affidate inizialmente le indagini».

Entrato in casa, Riccardo accende la radio ad alto volume, provocando le proteste dei vicini. Poi, sulla strada, esplodono dei petardi. Quattro agenti di polizia, allertati, bussano così alla sua porta. Ma Riccardo non apre. Forse ha paura, forse è ossessionato, non lo sapremo mai. Perché gli agenti chiedono alla centrale di prendere informazioni su di lui al Centro di Salute Mentale, dove in effetti Riccardo è in cura. Ma non attendono la risposta. E sfondano la porta. Ne segue una colluttazione, che sarebbe avvenuta  “sostanzialmente al buio”. Riccardo pesa 120 chili, è forte. «Immensa forza fisica» scrive l’Avvocato dello Stato. Solo che non riesce nemmeno a lacerare le divise dei poliziotti, tutti curabili dai 7 ai 10 giorni per “ecchimosi”. Verrà fuori, dalle testimonianze degli agenti, che ha tentato di impugnare un bastone e che stava per afferrare la pistola di uno di loro. Ma poi viene ammanettato a faccia in giù, e alcuni poliziotti gli saltano sopra con le ginocchia per diversi minuti, perché la sua furia non si placa. E solo quando si riaccende la luce, ci si accorge che è diventato cianotico. Non respira più. Muore soffocato. Una «tragica fatalità».

E così sarebbe stata catalogata se la sorella maggiore di Riccardo, Giuliana, impiegata in un’impresa di pulizie e con una dannata forza di volontà, non entrasse a questo punto nell’indagine. Studia le carte, scrive. Si oppone ad una richiesta di archiviazione. Trova, sotto al letto di Riccardo, del filo di ferro, che non risulta sia materiale in dotazione alle forze dell’ordine. E Riccardo ha segni sulle caviglie. Un vigile del fuoco metterà a verbale la notte stessa che, dopo le manette «gli abbiamo legato le caviglie con un cordino». È stato dunque incaprettato.

Di più. Defilippi sintetizza la scena dell’appartamento di Rasman con uno scioccante fascicolo fotografico allegato: «vistose tracce di sangue per terra, sul muro, sul letto, sul tavolo, sulle piastrelle e perfino sul frigorifero…bastone spezzato vicino alle sue scarpe e ad altri mobili rovesciati, cranio sfondato, segni dei colpi inferti sulla schiena, volto completamente tumefatto, livido e gonfio…».

Perché certo, Riccardo avrà anche avuto la forza di Hulk, ma se gli agenti non hanno nemmeno le divise lacerate e presentano solo ecchimosi guaribili dai 7 ai 10 giorni, di chi è tutto quel sangue?

Il caso non ha la risonanza mediatica di altri e la vicenda assume così i contorni del dettaglio. Certo, altri dettagli non saranno mai chiariti: subito dopo la morte, sul balcone di Riccardo viene ad esempio fotografata una bottiglia di vino, da cui era stato visto bere. Lo scrive anche il giudice di primo grado. E allora, magari il ragazzo era alterato.

Solo che, racconta Giuliana, «l’autopsia sostiene che Riccardo non fosse sotto effetto di alcol».

E poi, ovviamente, restano senza risposta alcune domande: se la colluttazione era avvenuta “sostanzialmente al buio”, come hanno fatto gli agenti a vedere Riccardo impugnare il bastone e ad accorgersi che stava per prendere la pistola di uno di loro? E come hanno fatto, al buio, a legargli le caviglie col fil di ferro o col cordino? E da dove l’hanno preso, al buio, il cordino o il fil di ferro, non risultando tra le risorse in dotazione?

Ma tutti questi, ormai, sono per l’appunto dettagli. Perché, ora che conoscete minimamente la storia, il fatto importante, per noi tutti, è uno solo: c’è un ragazzo diventato invalido psichico a causa di un servizio di leva obbligatorio previsto dallo Stato. Viene messo, dallo Stato, ad abitare in un appartamento per il suo recupero dall’emarginazione e funzionale. Bene. Ammettiamo che quel ragazzo sia uno di noi o uno dei nostri figli.

A quel punto, in uno Stato di diritto, se io alzo la musica e per strada scoppia uno o più petardi (un po’ di musica e petardi, non una bomba), dei poliziotti per tutta risposta sfondano la porta di casa mia dato che non apro, usano maniere forti perché c’è sangue ovunque, mi sbattono a terra a faccia in giù, mi ammanettano con le mani dietro la schiena e mi vengono legate pure le caviglie e per finire mi salgono sopra fino a farmi soffocare, ecco quello, sappiatelo, è omicidio colposo. Sanzionabile con sei mesi, così come la Cassazione ha sancito lo scorso dicembre per tre dei quattro poliziotti intervenuti. Bisogna prenderne atto.

E bisogna prendere atto che lo Stato anticipa le spese e i risarcimenti di chi ha colposamente ucciso, ma non vuole risarcire i famigliari della vittima oltre 60mila euro perché trattavasi non di persona sana, ma di invalido che non produceva reddito. «La cosa che però più di tutte non comprendo – conclude Defilippi-  è come faccia l’Avvocatura dello Stato ad opporsi anche alla richiesta di sequestro conservativo che abbiamo fatto delle case dei poliziotti. Mi pare assurdo. Perché, dopo averne anticipato pure la provvisionale, dovrebbe essere per primo lo Stato a chiedere tale sequestro per recuperare le spese anticipate per loro conto».

Però non basta. Perché, in un crescendo finale, l’Avvocatura, nel confrontare la morte di un lavoratore che aveva preso un cancro nel posto in cui era occupato, e quella dell’invalido psichico Rasman, scrive: «L’angoscia provata per anni da chi sa di dover morire è cosa ben diversa da una crisi respiratoria indotta/autoindotta da un soggetto fuori di sé e privo di qualunque consapevolezza in un episodio psicotico». Se non è chiaro come sia possibile per chiunque avere consapevolezza del proprio episodio psicotico, si deve prendere atto che lo Stato è andato finalmente oltre: Rasman è morto non perché gli sono saliti sulla schiena per diversi minuti i poliziotti mentre era incaprettato e gonfio e livido e sanguinante, no. Non perché tutto ciò abbia provocato in lui una minima sofferenza, no.

La crisi respiratoria Riccardo Rasman se l’è addirittura autoindotta, dato che era un malato di mente.

È colpa sua, l’ha fatto apposta. Tanto nessuno ha finora detto nulla. E nessuno, probabilmente, lo farà mai.

*Giornalista e scrittore. Autore di thriller e libri inchiesta, i suoi ultimi saggi sono stati Il caso Genchi (Aliberti, 2009) e L’enigma di Erba (Rcs, 2010).

Foto di Gabriele Ferraresi

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27 Comments

  1. Giuliana Rasman says:

    Se no vi basta ho tanto da scrivere ancora , parlate di solidarietà , parlate del sociale ecc.. ma verso di chi … non lo hanno ucciso persone lontane da noi ma vicini che lo conoscevano bene e ci conoscevano bene.. ci dovete spiegare perchè tanto ODIO….

  2. Giuliana Rasman says:

    MA cosa accadde quella sera veramente’? Cosa descrivono i verbali dei poliziotti stessi e le testimonianze dei vicini ? Riccardo arrivò li’ al quarto piano, alle ore 19.45 , poco prima lasciò i genitori in campagna e si portò con sè il cane dicendo che passava in quel monolocale perchè era un mese che non ci andava, e dopo sarebbe andato a cena da amici li vicino. Le sue ultime parole alla madre – CI VEDIAMO FRA QUALCHE ORA- Alle 19.45 circa entra in casa si toglie le scarpe , aveva con sè in tasca una radiolina tascabile trovata appoggiata sulla finestra, e da da mangiare al cane – una scatoletta- cosa succede in quei minuti? la vicina dichiara che lo aveva sentito arrivare per la musica alta, e va sul terrazzino del vicino a verificare se era da SOLO , perchè probabilmente le altre volte era sempre accompagnato da qualcuni dei famigliari. QUANDO SI ACCERTA CHE è SOLO CHIAMA IL CUSTODE AVVISANDOLO, E LO STESSO CUSTODE DICE CHE A QUELL’ORA CHIAMA LA POLIZIA DA CASA SUA. Alle ore 20.00 il primo botto davanti le finestre di Riccardo probabilmente Riccardo si spaventa è va sul suo terrazino a vedere cosa stava sucedendo, a sua sorpresa vede e sente la figlia del custode che si trovava sul terrazino con il vicino che gridava come una pazza- chiamiamo la polizia- CHI Sà COSA AVRà PENSATO rICCARDO , VEDERSI dopo poco veramente la polizia anche loro sul terrazzino. RICCARDO NON AVEVA FATTO NIENTE. DIFATTI RICCARDO SCRISSE PER PIACEDE PER FAVORE NON FATEMI DEL MALE PERCHè IO NON HO FATTO NIENTE DI MALE , CIAO RICCARDO. Una vicina dice che vide i petardi scendere dall’ alto del palazzo, non poteva essere altrimenti dato che sono scoppiati davanti alle finestre di Riccardo e del vicino al quarto piano, dove trovarono i petardi i rami degli alberi che subito dopo furono tagliati per far credere che petardi furono lanciati sui passanti, ferendo il timpano della figlia del custode, cosi ci disse quella notte- ERANO INTERVENUTI PERCHè RICCARDO AVEVA FATTO SANGUE A UNA RAGAZZA- Si dimostrò tutto una montatura sucessivamente. Poi parlarono che dovevano arrestarlo ci devono spigare ancora per che cosa. Comunque non sapevamo che si arresta una persona legandolo con il filo di ferro colpendolo con il piede di porco …. si dice che la carta deve cantare qui i verbali gridano per il sangue innocente sparso con tanta rabbia da chi doveva tenerlo in vita , come confermò la cassazione. Ora dicono che era un peso per la socetà , allora lo conoscevano bene la QUESTURA , difatti quella sera i poliziotti chiedono di verificare se era LUI, LUI CHI? Chi cercavano veramente? Non volevano sbagliare persona perchè sul campanello era scritto il cognome RAZMAN con la z INVECE DI RASMAN LORO LO CONOSCEVANO CON LA S. Lo hanno sollecitato diverse volte , quando è arrivata conferma hanno mandato via i vigili del fuoco hanno chiuso la porta e loro sanno cosa gli hanno fatto. in quel momento in quel monolocale c’erano 6 agenti di polizia uno di questi era l’ ispettore che ha guidato il tutto già dalle ore 19.45- il suo autista maestro di arti marziali si trovava con lui. Difatti quella notte quando vennero a casa nosta alle 2.30 ci dissero che 6 poliziotti lo hanno schiacciato a terra. VORREMO SAPERE PERCHè PERCHè TUTTO QUESTO, PERCHè L’ ISPETTORE SI è INVENTATO IL FERIMENTO DELL’ORECCHIO DI UNA RAGAZZA PER DARE IL VIA ALL’AZIONE PUNITIVA, PERCHè SI INVENTò CHE ERA ESALTATO PERCHè ERA UBRIACO….QUALCUNO SENTRA’PRIMA O POI LA VERITà E L’ INNOCENZA DI UN ‘ INVALIDO, CHE LUNICA COLPA SUA ERA DI ESSERE AMMALATO. GRAZIE

  3. Giuliana Rasman says:

    Siete stati voi zitti in tutti questi anni nessuno e venuto a spiegare niente . noi non abbiamo niente di nascondere , siete tanto studiati che parlate con le parolacce Riccardo è stato sempre rispettoso verso tutti . E non ha fatto mai del male a nessuno veniteci a piegare per cominciare perchè lo dovevano arrestare, e perchè tanta rabbia su di lui …Il giorno dopo sono arrivati acasa nostra due della Questura se abbiamo sbagliato pagheremo. La Cassazione ha ricosciuto la colpa per quale motivo? SE NON ERA VERO DOPO 60 ANNI NON SAREBBERO I PRIMI A ESSERE CONDANNATI . CHI HA INCONTRATO QUELLA SERA NOSTRO RICCARDO , SFONDARE LA PORTA , MASSACRALO IN CASA SUA è IL COLMO MERITERESTE VOI LA TORTURA E LA SEDIA ELETTRICA .. RICCARDO NON HA FATTO NIENTE E NEANCHE NOI , PERCHè AVETE TANTO ODIO VERSO TANTA PERSECUZIONE, PIù AVETE CERCATO DI NASCONDERE PIù è VENUTO TUTTO ALLA LUCE . RICCARDO HA SOFFERTO COME UNA BESTI , VI DICEVAMISONO CALMATO QUANDO ERA SALITO SUL LETTO VI RICORDATO MA AVETE CONTINUATO A PESTARLO, E QUANDO SI DIMENAVA GLI DICEVATE DI STARE TRANQUILLO PERCHè VOLEVATE UCCIDERLO TRANQUILLAMENTE , DIFATTI CI DISSERO NON PENSAVAMO CHE ERA COSI’ FORTE, ANCHE UN CANE SI DIFENDE QUANDO VIENE AGREDITO rICCARDO DOVEVA STARE BUONE COME UN AGNELLO AL MACELLO.

  4. Francesco says:

    http://www.ilgiornale.it/cronache/picchiano_63ennearrestati_due_poliziotti/anziano-ubriaco-polizia-pestaggio/29-06-2012/articolo-id=594756-page=0-comments=1

    Divulgate il più possibile grazie. Un bell’articolo da tenere in prima pagina per qualche giorno, e così anche sui casi Aldovrandi e altri. Polizia di merda

  5. Jefferson Spirit says:

    …sssshhh
    Silenzio!
    Il nemico vi ascolta.
    Tutti gli ip sono tracciati.
    Statevi bbbuoni e zitti…
    E imparate a proteggervi prima di sputtanarvi sparando cazzate online.
    Knowledge is power!…

    • Entità sempre vigile says:

      lo so benissimo che mi tracciano sapranno già indirizzo nome cognome cellulare e varie cose, dal momento che è un pò di tempo che sputtano LA MAFIA MASSONICA i Rockfeller e i Rothschild come a capo di questa organizzazione criminale mondiale, (ma non sono gli unici), quindi figurati, ci sarà la Cia anche tra gli ascoltatori silenti della mia vita.. ma il nemico non è nella mia testa, sono una persona molto imprevedibile e scaltra…

      Ricorda sempre quando pensi di avere capito qualcosa, ti sbagli..

      Niente è come appare e di me possono conoscere il 30% del mio carattere e della mia vita..

      Io lo conosco il mio nemico e conosco come si muovono…loro dovrebbero calcolare anche questo..non sono un principiante..miei cari violatori di privacy e di vite umane…

    • Entità sempre vigile says:

      e giusto per puntualizzare tra noi, knowledge get power you’re right, ma ci vuole preparazione mentale, spirito di adattamento ed efficienza fisica per cavarsela e sopravvivere nel futuro molto prossimo..

    • Giuliana Rasman says:

      Esiste il nemico allora , lei sa chi è ? da chi dobbiamo difenderci ? dato che noi non abbiamo fatto del male a nessuno ma sono altri che ci hanno fatto del male , se abbiamo qualche colpa siamo qua.

  6. claudio novello says:

    l’ennesima vittima dello stato canaglia

  7. Entità sempre vigile says:

    E questo è solo l’assaggio signori cari…voi state tranquilli, seguite il calcio e vi scaldate per ste cose inutili e fini a se stesse..

    Vedrete quando marcerà per le nostre strade l’ EUROGENDFOR….non sapete cos’è vero? allora aprite le orecchie informatevi e preparatevi a quello che ci sta per arrivare addosso…

    Ci saranno tempi molto duri, ancora più pericolosi del tempo dei nazisti..e chi non sarà preparato mentalmente e fisicamente ci lascerà la pelle..

    • Entità sempre vigile says:

      Informate voi stessi, i vostri cari e i vostri amici…il passaparola servirà a prepararci a qualcosa che è già diventata legge…

      Fate questo passaparola se volete bene ai vostri cari

      • Unione Cisalpina says:

        ti nriferisci a kuesto !?

        http://it.wikipedia.org/wiki/Eurogendfor

        • Entità sempre vigile says:

          Esatto, ma ascolta le informazioni su youtube che hanno riportato alcuni avvocati che si interessano per far luce su questa forza che tra non molto verra’ usata contro chi non si piega al sistema e anche arbitrariamente senza motivo..

          L’istituzione è reale, ha sede a Vicenza è la manteniamo con i nostri soldi in quanto siamo il paese ospitante..

          Ma hanno poteri illimitati e molto pericolosi..quasi studiati ad arte ovviamente da cervelli appartenenti ai signori Rockfeller e Rothschild, i due massoni più potenti del mondo secondo me..

  8. Rodolfo says:

    ..e poi alla partita di calcio dell’Italia tutti con la fascia NERA di lutto per uno che è solamente un MERCENARIO che PER SOLDI si è arruolato.
    Mentre quei poveretti che si suicidiamo per “la crisi ” non se li inc….. nessuno!
    STATO IPOCRITA E DELINQUENTE!!!!
    MAFIA LEGALIZZATA!!!!

    • Entità sempre vigile says:

      MAFIA MASSONICA…iniziamo a distinguere la mafia nostrana delinquenziale di quartiere diciamo, dalla MAFIA MASSONICA.

      • Unione Cisalpina says:

        c’è kualke nesso kon la banda della magliana !?

        • Entità sempre vigile says:

          Potrebbe non lo saprei dire…ma utilizzano anche la mafia nostrana per qualche lavoretto lo denuncia anche RIINA ad un giudice in una sua performance in tribunale…e non penso che andasse a mentire..perchè non aveva niente da guadagnare ne da perdere..solo da puntualizzare…

          • Unione Cisalpina says:

            allora anke Enrico De Pedis ne è implikato, la kui sepoltura era nella basilica di Sant’Apollinare…
            kome mai !? … c’entra nullla il Vatikano !?

  9. Diego says:

    Già, viva l’itaglia.

  10. Unione Cisalpina says:

    il kaso è solo l’effetto… la kausa è l’esproprio amministrativo ke i cisalpini subiskono x l’okkupazione delle karike e poteri statali da parte degli italiani ke, kontigui alle mafie ed assieme a loro kresciuti nello stesso klima kulturale e di kostume, ci skerniskono impunemente…
    noi x loro valiamo meno di niente…
    un analogo kaso, successo in italia, ha avuto sbokki ben diversi …ma si sà, di truffe ed imbrogli si nutrono i furbi levantini … da noi xò, sono rigorosi ! …

    kontinuiamo a subire… siamo proprio masokisti e koloro ke abbiamo delegato a guidarci e tutelarci, purtroppo, rispekkiano la nostra idiozia…

  11. Giacomo says:

    Questi sono gli italiani. Viva l’italia.

  12. Antistato says:

    “Per quello che valgono le vostre azioni…
    cicatrici sul cranio – ossa spezzate.
    Non posso contare sulla vostra “difesa”
    perché solo violenza é ciò che create.
    Polizia, polizia…
    razza da estinguere, razza da estinguere!!”

    http://www.youtube.com/watch?v=eRR68Bo_1fw .

  13. Antistato says:

    SBIRRI UGUALE MERDE,PARASSITI E MERCENARI SERVI DELLO STATO!IPOCRITA FECCIA E BRACCIO ARMATO DELLA MAFIA LEGALE(E ILLEGALE),ANDATEVENE AFFANCULO!ACAB!

  14. Dan says:

    “Il computo indecente dei risparmi di cui beneficia una società “sana” praticando la sua igiene, cioè eliminando le “vite indegne di essere vissute”, è stato recuperato in un foglietto sfuggito alla distruzione degli archivi nazisti. Lista ritrovata in un armadio a Hartheim: “E’ calcolato che fino al 1 settembre 1941 sono stati disinfettati 70.273 pazienti… Calcolando un costo giornaliero di 3,50 Reichsmark, abbiamo fatto risparmiare 4.781.339,72 kg di pane; 19.754.325,27 kg di patate… E inoltre 2.124.568 uova”.”

    Faranno tornare questi tempi…

    • Entità sempre vigile says:

      La cerchia triangolare massonica sarà peggio, perchè tiene conto solo dei propri soldati affamati, dei propri zerbini in giacca e cravatta che credono di essere nelle grazie dei massoni, e poi ci sono i Rockfeller e Rothschild..i due massoni più potenti del mondo, ma ce ne sono altri che contano anche se non si sa bene chi siano..perchè stanno sempre nascosti all’ombra e non compaiono certo in tv o su qualsiasi giornale..

      • Entità sempre vigile says:

        Ovviamente giovano dei benefici di pensieri deviati a discapito del mondo solo i primi cerebrolesi della piramide, e le loro famiglie..

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