Intervista esclusiva de lindipendenzanuova a Jordi Solè Ferrando, Segretario responsabile relazioni internazionali di Esquerra Republicana de Catalunya

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jordi1di LUCA POLO – Jordi Solé Ferrando, classe 1976, è un notissimo politico catalano, indipendentista, progressista, repubblicano. Attualmente ricopre la carica di Sindaco di Caldes de Montbui ed è membro del Parlamento della Catalogna. Tra le figure storiche del partito ERC – Esquerra Republicana de Catalunya ( http://www.esquerra.cat/partit/organigrama/184 ), ricopre l’incarico di Segretario generale per le Relazioni Internazionali ed è Segretario Generale dell’EFA ( http://www.e-f-a.org/whos-who/members-of-the-bureau/ ). Recentemente il Segretario Jordi Solé ha spiegato, durante un incontro diplomatico in Austria, che il governo catalano ha iniziato la transizione verso l’indipendenza a seguito del mandato democratico che ha vinto nelle ultime elezioni, insistendo su principi democratici su cui si basa il movimento per la Sovranità.

Il segretario ha anche fatto riferimento al desiderio della Catalogna di tenere la porta sempre aperta al dialogo con Madrid e alla possibilità di tenere un referendum simile alla Scozia. A questo proposito, ha ricordato che la Spagna “non ha mostrato alcun segno di apertura” nei negoziati su questa questione. Jordi Solé ha anche sottolineato che la Catalogna ha una forte volontà europeista ed ha aggiunto che “la Catalogna fuori dell’UE non gioverebbe a nessuno.”. Jordi, tra le altre cose, è stato il primo firmatario della petizione internazionale dell’ICEC all’inizio del 2014, insieme al Rettore dell’Università di Barcellona Dídac Ramírez

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( https://www.youtube.com/watch?v=iQrB-TJIedc )

Ciao Jordi, grazie per questa intervista con lindipendenzanuova.com. Ti ho recentemente citato in un articolo relativamente ad un tuo post sulla relazione che gli esperti accademici incaricati hanno fatto per il Congresso degli Stati Uniti. ( http://www.lindipendenzanuova.com/la-sovranita-guadagnata-per-gli-states-il-popolo-che-vuole-lindipendenza-conta-piu-della-legge/  ). Dalla stessa relazione degli esperti esce fuori il concetto interessante di “Sovranità guadagnata.” Gli esperti, insomma, dicono che il processo non è così importante, ciò che è importante è il “fatto” che un’entità dimostri di essere in grado di raggiungere , di “guadagnare la sovranità”, poiché questa è la condizione che obbliga gli Stati Uniti ad assumere una posizione relativamente a questo fatto, ed inoltre fanno notare nella stessa relazione che quando questo che è accaduto negli ultimi decenni i Paesi Europei hanno quasi sempre riconosciuto i nuovi Stati, così come hanno fatto anche gli Stati Uniti d’America. Quando uno Stato non lascia possibilità all’espressione di una evidente volontà di autodeterminazione di una nazione al suo interno, per “guadagnare la Sovranità” diventa necessario, ad un certo punto, disobbedire alle leggi di detto Stato. Dopo aver provato per così tanto tempo per aprire una discussione con la Spagna senza risultati, è d’accordo con il pensiero che difende l’opzione della disobbedienza alle leggi di uno Stato che si oppone all’esercizio dell’autodeterminazione come una via per dimostrare questa “Sovranità guadagnata”?

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“Noi preferiremmo chiaramente concordare con la Spagna (e, se necessario, con la comunità internazionale) i termini e le regole per raggiungere indipendenza a condizione che vi sia un mandato democratico da parte dei cittadini catalani per realizzarla. Saremo sempre aperti al dialogo ed alla negoziazione, ma siamo anche vincolati ai valori ed alle regole democratiche ed a ciò che desidera la maggior parte del Popolo catalano. Noi obbediremo a quel desiderio e a quel mandato. Ora abbiamo un mandato parlamentare per l’indipendenza, il mandato che è derivato da una libera elezione che ha avuto un carattere plebiscitario e un’affluenza record. Ogni fondamentale passo in avanti che faremo dovrà essere ratificato dal Popolo catalano. Obbediremo alle regole democratiche e alla maggioranza democratica. E siamo sicuri che una volta guadagnata la Sovranità attraverso queste regole democratiche, la comunità internazionale agirà in modo molto pragmatico”.

La Generalitat, soprattutto tu Jordi Solé ed il ministro Raul Romeva, state facendo moltissimi sforzi nella costruzione di forti relazioni internazionali, viaggiando molto e visitando diverse istituzioni all’estero per informare sul processo catalano, le leggi di transizione ect etc. In occasione di una riunione di ICEC a dicembre con il Vice Presidente del Belgio Jan Jambon, egli ha dichiarato che se il governo belga non riconoscerà una dichiarazione di indipendenza della Catalogna questo farà cadere il governo stesso, in buona parte costituito da indipendentisti fiamminghi. Hai la sensazione che il sostegno internazionale per uno Stato catalano stia crescendo di giorno in giorno? Sia nelle istituzioni che nei media?

“Come sicuramente capirai devo essere molto cauto circa i risultati dei contatti che abbiamo con tutti i nostri interlocutori, che come tu dici sono molto intensi. Ovunque andiamo troviamo un grande interesse su quello che sta succedendo in Catalogna e su quali saranno i prossimi sviluppi. E ovunque troviamo un grande incomprensione su come il Governo spagnolo abbia gestito la questione catalana. Se giochiamo secondo le regole democratiche e pacifiche, ricorrendo sempre al sostegno di legittime maggioranze, il riconoscimento internazionale arriverà. Ma è anche chiaro e comprensibile che difficilmente troveremo un rappresentante di Stato che indichi chiaramente e pubblicamente il sostegno l’indipendenza catalana prima che essa accada. Non ci aspettiamo nemmeno che ciò accada adesso perché sappiamo come le relazioni e la diplomazia internazionale operano”.jordi4

Il Parlamento veneto ha fatto diversi atti ufficiali a sostegno del processo di auto-determinazione catalano, il tutto presentato dall’unico Consigliere veneto dichiaratamente indipendentista, Antonio Guadagnini che è stato osservatore internazionale ICEC durante il 9N. Tutti questi atti sono stati approvati da un’ampia maggioranza del Consiglio Veneto, sempre:

Mozione 19 – 09 settembre 2015 “Solidarietà con la Nazione catalana nel suo pacifico percorso verso l’indipendenza” http://www.consiglioveneto.it/crvportal/attisp/MOZ/Anno_2015/MOZ_0019/testo_presentato.html

Mozione 29 – 02 ottobre 2015: “Solidarietà al presidente della Catalogna Artur Mas, al Vice Presidente Joana Ortega e all’assessore Irene Rigau”

http://www.consiglioveneto.it/crvportal/attisp/MOZ/Anno_2015/MOZ_0029/testo_presentato.html

Risoluzione 04 – 17 Novembre 2015 “Pieno supporto per l’iniziativa del Parlamento catalano rivolto l’indipendenza della Catalogna”

http://www.consiglioveneto.it/crvportal/attisp/RIS/Anno_2015/RIS_0004/testo_presentato.html

Che suggerimento ti senti di dare alle istituzioni venete per sostenere i Catalani ed il processo?

“Onestamente non credo che dovrei dire agli altri Popoli come agire e come procedere perché ogni caso è diverso e ogni paese ha le proprie specifiche circostanze. Tuttavia accogliamo con favore il sostegno ai principi democratici”.

 

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One Comment

  1. caterina says:

    Il Veneto Repubblica Indipendente, che non è l’attuale istituzione regionale italiana, ma quello stato che ha già ottenuto il consenso dei suoi cittadini ed ora si aspetta il riconoscimento internazionale dalla Corte di Strasburgo e dalla Corte dell’ONU a l’Aia, avrà speriamo presto pieno titolo a pronunciarsi in appoggio ad altri popoli che stanno affermando la propria indipendenza… l’obiettivo comune agli occhi del mondo politico ed economico non può non prevalere a fronte di tentativi ormai fuori tempo di conservare lo status quo.

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