INSUBRIA E SVIZZERA: CONFEDERARSI E’ L’UNICA SOLUZIONE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Sabato scorso, il direttore del dipartimento della Difesa della Confederazione Elvetica Ueli Maurer, in visita in Ticino, ha dichiarato sulle pagine de Il Corriere di Como che la Svizzera preferirebbe avere relazioni diplomatiche con Milano, piuttosto che con Roma; ma soprattutto ha annunciato di essere «più che disponibile a parlare di un’annessione della Lombardia alla Svizzera».

Matteo Colaone, Segretario Nazionale di Domà Nunch ha così commentato la notizia: «Rispetto a precedenti boutade, lanciate da entrambe i lati della frontiera, questa dichiarazione ha per l’Insubria il peso di un ufficiale segnale di apertura. La Svizzera comprende il disagio dei territori d’Insubria sottoposti allo Stato italiano e tende la mano. Maurer è parte del governo elvetico e ha, tra le sue responsabilità, la difesa degli attuali confini della Svizzera, che ora ammette esplicitamente di poter ridisegnare.»

La campagna di Domà Nunch contrassegnata dalla parola d’ordine “Giontemmes!”, aveva già messo in chiaro la strategia degli econazionalisti sull’argomento. Piuttosto che sprecare tempo e fiato sulla poco probabile annesione della Lombardia o l’ancor più fantasiosa idea di cedere Varese o Como ai rosso-crociati, Domà Nunch propone un’Insubria che ritrovi la sua sovranità, ed eventualmente costituisca una nuova Confederazione con i vicini d’oltralpe. Continua a tal proposito Colaone: «Preferiamo i fatti alle chiacchere giornalistiche. La nostra posizione non solo è chiara, ma è l’unica prospettiva percorribile: l’Insubria potrà scegliere di associarsi alla Svizzera creando una nuova entità statuale, con due capitali, Milano e Berna. Una Confederazione Elvetico-Insubre, che avrebbe 16 milioni di abitanti, una superficie di oltre 53000 km2 e che sarebbe un potente e libero esempio di libertà nel cuore dell’Europa.»

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Sia come cantone, sia come Stato autonomo in confederazione con la Svizzera, la Lombardia starebbe meglio di ora nella repubblica bananifera italiota, romano-partenopea e verrebbe presa sul serio anziché per i fondelli, perché messa insieme in un calderone con i fancazzisti spantegadebiti.
    Stare insieme alla Svizzera comporta anche degli obblighi, tra i quali la disciplina finanziaria e un bilinguismo serio. Comunque via da Roma! Los von Rom!

  2. mr1981 says:

    Tutta la Lombardia è difficile confederarla alla Svizzera; si può sì iniziare da quella che è la Regio Insubrica, ma nel senso moderno del termine: quell’euroregione e comunità di lavoro transfrontaliera rappresentata dall’Insubria settentrionale, che comprende le province di Como, Lecco, Varese e Verbano-Cusio-Ossola, anche se non è nello spirito di Domà Nunch. La Svizzera permette semi-cantoni, le elencate province potrebbero trovarsi in un semicantone Lario occidentale e orientale e in un altro Verbano Piemontese e Verbano Lombardo. L’esperimento potrebbe essere esteso anche alla provincia di Sondrio, che diventerebbe il Canton Valtellina: vista la sua storia, venute a meno le diatribe a livello religioso, potrebbe rientrare a far parte di nuovo del Canton Grigioni: già una decina di anni fa era stata fatta dai politici a Coira una proposta in merito. Il modello della Confederazione Elvetica funziona con autonomie locali ristrette, certe province lombarde sono già troppo grandi e troppo popolose. Diciamolo poi apertamente, più si va verso sud in Lombardia e meno c’è la volontà di autodeterminazione e indipendenza: sembra che lo status quo piaccia a buona parte della popolazione…

  3. antili stefano says:

    Mica male come idea! Ma temo che non si potrà realizzare.

Leave a Comment