«FARNETICA CHI PARLA DI UN’INSUBRIA SENZA MILANO»

di REDAZIONE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Domà Nunch reagisce fermamente alle reiterate esternazioni di alcune parti politiche che suggeriscono l’adesione delle Provincie di Como e Varese alla Svizzera.

«Sono solo farneticazioni » ha dichiarato Matteo Colaone, Segretario Nazionale di Domà Nunch. «Idee come queste, possono solo essere pronunciate da chi non ha una minima coscienza storica oppure da coloro che, con fumose chiacchiere, cercano di far colpo sulla stampa.

Noi siamo stati i primi a riconoscere che il confine produce problemi economici e culturali reali; una soluzione che veda la separazione di parte del territorio insubre dal resto del corpo nazionale è inaccettabile, pericolosa e soprattutto inapplicabile. Lo Stato italiano non permetterebbe mai la secessione di un paio di provincie, che da sole non possono esprimere un sufficiente potere contrattuale; secondariamente, è ridicolo il solo pensiero di mettere una dogana sul confine con la Provincia di Milano, che so – tra Uboldo e Rescaldina o tra Arosio e Briosco»!

Concludendo, il tentativo di dividere l’Insubria per combattere un sopposto “Milano-centrismo” è stata così commentata: «Se veramente vogliamo lavorare per l’autonomia dell’Insubria guardando al modello elvetico, l’unica via percorribile è quella proposta da Domà Nunch: un’Insubria unita, con al centro Milano, i cui rappresentanti allaccino nuove relazioni diplomatiche con gli Svizzeri e collaborino per una progressiva integrazione politica dei rispettivi territori basata su un patto confederale.

E ciò sarà possibile non appena Domà Nunch spazzerà via l’attuale governo della Regione Lombardia».

 

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3 Comments

  1. Federico says:

    è ridicolo che un secessionista voglia prefigurare (sula base della storia o di altro) quale sarà il futuro. Il futuro sarà come lo vorranno gli uomini di domani. E oggi il problema non è stabilire se Milano è in Insubria o no, ma invece è affermare e rivendicare il diritto di secessione di tutti: chiedendo a gran voce che ogni comune possa votare per stabilire se stare in Italia oppure no. Se continua su questa strada, un movimento come quello di cui si parla nell’articolo fa solo il gioco dei nazionalisti italiani e degli unitaristi bossiani. Penso invece che Como e/o Varese potessero davvero andare in Svizzera, si aprirebbe uno squarcio che aiuterebbe anche il Veneto, Milano il Piemonte ecc. Aiuterebbe tutti

  2. Enrico says:

    Bergamo, Brescia,Cremona,Mantova alla serenissima Veneta!!
    Viva San Marco!!

  3. mr1981 says:

    Dissento completamente con il titolo di questo articolo: ormai la città di Milano è persa per qualsiasi discorso seccessionista del Nord Italia. Per quanto riguarda la creazione della Padania, non ci sono studi che presentano quale sarebbe effettivamente la situazione. Mentre nel caso dell’adesione delle province italiane confinanti con la Svizzera (VB, VA, CO, SO e BZ) sottoforma di più cantoni, c’è già tutta la struttura federalista della Confederazione Elvetica e per l’impostazione cantonale delle nuove realtà si può prendere il Canton Ticino come esempio. Un’adesione come entità cantonali non metterebbe in gioco la libertà territoriale rispecchiandone quella delle attuali province, richiederebbe una responsabilizzazione a livello di nuovo Cantone.

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