Insorgenza Civile: America’s Cup, sfollati di Chiaia con beffa

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4 milioni e 200mila euro di diritti pagati agli americani di Acea. 4 milioni per l’allestimento del Village, Area Tecnica e Services, 1 milione e 200 mila euro per gli eventi collaterali, 800mila euro per la comunicazione.  6 di questi milioni, così come l’anno scorso, sono prelevati dai fondi Fesr, fondi per lo sviluppo regionale, che il presidente della Regione Stefano Caldoro ha stanziato il 22 febbraio scorso, con la deliberazione di giunta numero 42. E nulla importa che meno di due settimane dopo sia crollato un palazzo alla Riviera di Chiaia, provocando un numero enorme di sfollati e una serie di danni enormi al commercio e alle imprese. L’America’s Cup si farà, almeno secondo le intenzioni delle nostre istituzioni.

Tutto procede infatti regolarmente: il 21 marzo il Comune di Napoli ha deliberato l’ok per i vari progetti, al solito provvisionali. Oltre 4 milioni per un villaggio provvisorio che resta in piedi per una settimana sembra l’ennesimo schiaffo agli sfollati di Chiaia, ignorati dalle istituzioni o – peggio – presi letteralmente per i fondelli. Il sindaco De Magistris nell’unico incontro dove si è presentato agli sfollati aveva promesso l’impossibile: il rientro per Pasqua nelle case. Poi il suo assessore, Marco Esposito, incontrando i commercianti ha fatto capire, proponendo loro lo spostamento delle attività in un’altra parte della città, alla Stazione Marittima, che la situazione non sarà affatto rapida e che il rientro nelle case è un miraggio per il momento.

Ma l’America’s Cup non si tocca. S’adda fa. Nonostante siano gli stessi americani ad essere preoccupati di quello che accade a Napoli. Due giorni fa alcuni rappresentanti del consolato Usa di Rotonda Diaz si sono presentati ai cantieri della Riviera di Chiaia per capire che cosa stesse accadendo. Sembra abbiano manifestato grande perplessità sulla possibilità che si possa procedere serenamente alla messa in piedi del village. Soprattutto perché c’è un allarme sociale in zona, con gli sfollati che prima o poi si faranno sentire, e con la viabilità che difficilmente potrà esser ripristinata rapidamente. Ma intanto l’accordo con Acea prevede l’allestimento del Village in via Caracciolo, proprio nel pieno della carreggiata. E a gara d’appalto bandita sarà difficile cambiare destinazione.

Cosa accadrà lo vedremo dopo Pasqua, a due settimane dalla tappa delle World Series. Gli uomini più vicini al sindaco sono preoccupati e non lo nascondono. Viabilità, allarme sociale, spreco ulteriore di fondi pubblici in opere provvisionali. Gli elementi perché accada qualcosa nei prossimi giorni ci sono tutti… Noi, come Insorgenza civile, così come lo scorso anno, vigileremo sulla situazione denunciando sprechi e abusi. Non si può continuare a giocare sulla pelle dei cittadini, senza prevedere un minimo di soluzioni dignitose per gli sfollati, concentrandosi solo su grandi e inutili eventi che non risolvono nessuno dei problemi strutturali di Napoli.

Lucilla Parlato – Insorgenza Civile Napoli

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1 Commento

  1. Fabio82 says:

    L america’s cup e’ frutto di una visuale di napoli internazionale , dispiace per gli sfollati ma ci sono investimenti e sacrifici anche qui di persone quindi e giusto che si faccia

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