Inps, in 4 anni 80 miliardi di sussidi. Meno di 1000 euro per 7 milioni di pensionati

di REDAZIONE

Negli ultimi quattro anni di crisi l’Inps ha distribuito fra cassa integrazione e disoccupazione 80 miliardi di sussidi. E’ quanto si legge nella relazione che Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, ha presentato questa mattina in Parlamento sull’attività svolta dall’Istituto di previdenza nel 2012. “In questi quattro anni di crisi lo Stato ha erogato, tramite l’Inps, 80 miliardi di euro di sussidi” per cassa integrazione e disoccupazione, “che sono stati distribuiti ad una platea di circa 3 milioni di lavoratori in media per ogni anno”, ha detto Mastrapasqua.

Quasi la meta’ degli oltre 15 milioni di pensionati prende meno di 1.000 euro e circa un terzo tra i 500 e i 1.000 euro. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Inps 2012, il primo redatto dopo l’incorporazione di Inpdap ed Enpals. Nel dettaglio il 14% degli individui (2,2 milioni) riceve una o piu’ prestazioni per un importo inferiore ai 500 euro mentre il 31% (4,9 milioni) ottiene pensioni comprese tra 500 e 1.000 euro. Un ulteriore 25% di beneficiari (3,9 milioni) percepisce redditi compresi tra 1.000 e 1.500 euro mensili e il restante 30% (4,7 milioni) riceve pensioni di importo mensile superiore a 1.500 euro. Il reddito pensionistico medio mensile e’ di 1.269 euro (1.518,57 euro per gli uomini e 1.053,35 euro per le donne). Il 73% dei percettori prende una sola pensione per un valore medio mensile di 1.196 euro (media tra 876 euro per le donne e 1.486 euro per gli uomini); il restante 27% cumula due o piu’ pensioni con un reddito medio di 1.468 euro al mese. L’importo medio mensile delle prestazioni previdenziali Inps e’ di 881 euro, quello delle pensioni ex Inpdap e’ di 1.725 euro e quello delle pensioni ex Enpals di 1.175 euro. A determinare le differenze di importo, spiega l’Inps, sono diversi fattori “quali una maggiore discontinuita’ lavorativa nel privato rispetto al pubblico, un maggior numero di pensioni di vecchiaia calcolate su minimi contributivi, una maggiore presenza di donne pensionate e un elevato numero di pensioni indirette liquidate nella gestione privata”. Il gruppo piu’ numeroso di pensionati e’ rappresentato dai titolari di sole pensioni di vecchiaia e anzianita’ (8,8 milioni con un reddito pensionistico medio di 1.417 euro mensili), seguiti da coloro che ricevono almeno due pensioni di tipo previdenziale non della stessa specie (circa 2 milioni con in media 1.466 euro al mese). I beneficiari di sole pensioni assistenziali sono 1,4 milioni e ricevono mediamente 488 euro medi mensili e i percettori di prestazioni assistenziali associate a prestazioni di tipo previdenziale sono 1,6 milioni, con importi medi mensili pari a 1.472 euro. Infine, vi sono i titolari di sole pensioni ai superstiti (circa 1,4 milioni che percepiscono mediamente 856 euro mensili) e i beneficiari di sole pensioni di invalidita’ previdenziale (607mila), con importi medi di 789 euro al mese.

Il 40% dei maschi percepisce una sola pensione erogata dal Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti con importi medi mensili di 1.570 euro; la corrispondente quota per le femmine e’ del 30% con importi medi mensili di 826 euro. Un ulteriore 21% di pensionati maschi percepisce una sola pensione a carico di una delle gestioni degli autonomi; tale quota scende al 14% se si osservano le femmine. I redditi pensionistici medi variano da 590 euro al mese per le femmine dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri a 1.209 euro dei maschi della gestione dei commercianti. Tra i beneficiari di due o piu’ pensioni i maschi sono il 17% e le femmine il 35%, con importi medi mensili pari, rispettivamente, a 1.673 euro per i primi e 1.380 euro per le seconde. Nelle regioni settentrionali si concentra circa la meta’ dei titolari di prestazioni pensionistiche (48%), il 32% risiede al Sud e il restante 20% al Centro. I redditi pensionistici medi superano il valore nazionale del 5% al Nord e del 7% nelle regioni centrali, mentre nel Mezzogiorno si presentano inferiori del 13% rispetto alla media nazionale. La quota maggiore di beneficiari di trattamenti pensionistici (76%) ha piu’ di 64 anni e percepisce redditi pensionistici decrescenti a partire dalla classe di eta’ 65-69 anni con 1.376 euro medi mensili fino a 1.244 euro per gli ultra 80enni. Il valore di reddito piu’ elevato si riscontra nella fascia 60-64 anni (1.501 euro) in cui si colloca il 14% dei soggetti.

In conclusione, per l’Inps i conti sono in rosso, è sotto di ben 9 miliardi di euro.

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5 Comments

  1. Albert1 says:

    Cesare Lombroso non trova pace: è morto, certo, ma non si è mai troppo vecchi per un bello studio metodico di certe testoline…

  2. Vendicatore Libero says:

    Dobbiamo sequestrare i soldi dei nostri politici.
    li dedichiamo ad abbattere il debito pubblico alla ricerca e a promuovere lo sviluppo.
    Il vecchio nano che si trucca ce ne ha rubati tanti deve restituirceli, sono nostri.
    Come anche tutti gli altri politici.

  3. luigi bandiera says:

    Lo ho scritto: ci sono i FIGURANTI (che non versano) e i VERSANTI DAVVERO..!

    Uno dei figuranti il versamento e’ proprio il santapasqua..!!

    E che pasqua davvero per lui povero come tutti gli altri cittadini di Talia. Ma chi gli ha fatto la paga dico io..?

    E ma possibile che nessuno ne parli sulla differenza che POCHI SANNO ci sia tra l’una e l’altra famiglia di cittadini..??

    Intendo tra figuranti e versanti i contributi..?

    Adesso poi hanno fatto la GRANDE FURBATA KOMUNISTA AL TRIKOGLIONE e NESSUNO HA DETTO: CHE SCANDALO..!

    Adesso e in qualche modo sono anche loro (i figuranti) col passepartout e prelevano dalla CASSA COMUNE.
    Cosi’ hanno fatto un bel FASCIO KOMUNISTA..!
    TUTTI KOMPAGNI O QUASI NEL PRELEVARE, NIET KOMPAGNI NEL RIEMPIRE LA CASSA..!!

    E TUTTI BUONI ED ALLINEATI E COPERTI… si ma da un velo pietoso..!

    Hanno unito le due casse quella dell’INPS (attiva perche’ dei privati) e quella dell’INPDAP (degli statali o comunque affini MA FIGURATIVA PER CUI VUOTA).
    Per la legge dei vasi comunicanti hanno SVUOTATO il contenitore PIENO a favore del contenitore VUOTO..!!

    I NUMERI CHE CI HANNO DATO NON CONTANO..!!!

    Gli andati in mona tacciono e cosi’ da veri mone passano ad averlo in culo..!!

    Scusate la bassa espressione.

    Poi io sono uno dei tanti BASSI per cui parlo o scrivo come mangno…

    E mi penso ad ALGERI… anni cinquanta.

    SALAM

  4. pippogigi says:

    I dati sono incompleti ed in certi casi scontati. Dire che circa la metà dei titolari di pensioni risiede al nord (48%), quando la metà della popolazione italiana è residente al nord è quasi lapalissiano.
    Invece gli altri dati non sono chiari. Non si riesce a capire quanto spenda l’Inps in totale e quanto per le singole categorie, si potrebbe tentare moltiplicando pensione media per numero di percettori ma non si otterrebbero i dati interessanti.
    I dati interessanti che emergerebbero sono i seguenti:
    – la gestione delle pensioni di anzianità e vecchiaia è in attivo. Sono le pensioni relative a chi ha effettivamente versato i soldi e merita di ricevere una pensione
    – la gestione degli Ex Enpals e Inpdap (Inpdap era le cassa dei lavoratori pubblici). è in passivo ed è stata affibbiata all’Inps proprio per questo motivo
    – le pensioni assistenziali sono per forza di cose in passivo, non hanno versato i contributi, sono le pensioni sociali e quelle d’invalidità (tra cui le false pensioni d’invalidità, visto che in certe province, prive d’industrie raggiungono tre volte la media nazionale)
    – non vengono evidenziate le babypensioni (chi è andato in pensione a 40 anni) e le pensioni d’oro (c’è gente che si prende pensioni di 10.000/20.000 e più euro al mese senza aver versato i contributi corrispondenti
    – cassa integrazione e sussidi.
    Non dimentichiamo infine la pessima gestione del patrimonio immobiliare, con case in centro a Roma affittate ai soliti noti per importi mensili semplicemente ridicoli.
    In attesa dei dati veritieri appare ovvio che:
    – l’Inps deve essere privatizzata per la parte riguardante solo le pensioni d’anzianità e vecchiaia, il suo patrimonio dato in gestione con l’obbligo di gestirlo bene.
    – tutte le altre pensioni e prestazioni devono essere staccate in Ente autonomo con l’obbligo di nessun intervento a carico dello Stato e dei contribuenti. Alcune saranno a carico delle Regioni senza aumento della fiscalità (più dipendenti pubblici hai avuto più te ne paghi e non li rifili alle altre regioni)
    – deve essere concesso il reddito di cittadinanza per sopperire alla cassa integrazione e le pensioni d’invalidità (con obbligo di revisione i tutte quelle concesse.

  5. francesco says:

    Bello schifo questo stato socialista, intanto il mastrapasqua prende 1.200.000 € dei contribuenti all’anno… Fare il burocrate conviene

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